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Italianvalley.it, la vetrina online degli innovatori italiani

13 maggio 2010 scritto da Alessio Jacona - 1 Commento »

Nato da un’iniziativa del mensile Wired Italia sostenuta da Working Capital, il portale raccoglie informazioni dettagliate sui 265 progetti selezionati per rappresentare la creatività e la competenza tecnologica italiane all’Expo di Shangai.

Sono 265 i progetti selezionati per rappresentare la creatività e la competenza tecnologica italiane all’Expo di Shangai partecipando alla mostra temporanea intitolata Italia degli innovatori (Padiglione Italia, dal 24 luglio al 6 agosto). Oggi, grazie a un’iniziativa del mensile Wired Italia realizzata con il patrocinio del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione e sostenuta da Working Capital, questa folto gruppo di eccellenze dispone anche di una vetrina online dal nome significativo: Italian Valley.

Nella presentazione del sito si legge:

ItalianValley è un sito che parte dal progetto nato nell’ambito della partecipazione italiana all’Expo Shanghai 2010 dedicato al tema “Better City, better life”, in cui il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta, e il Commissario generale del Governo, Beniamino Quintieri, hanno dato il via all’iniziativa “Italia degli Innovatori”. […]
Questa iniziativa ha portato all’individuazione di 265 progetti. Li potrai scoprire online, tra dieci categorie produttive (costruzioni e urbanistica, ambiente, comunicazione e media, salute, protezione civile, conservazione del patrimonio storico, mobilità, sicurezza, e-governememt e altri settori) e descritti, uno per uno, da una scheda tecnica con una breve presentazione, accompagnata da immagini e video.

Come già accennato, l’obiettivo principale del progetto è dare la massima visibilità possibile alle idee destinate a rappresentare il nostro Paese in Cina, ma non solo: oltre alle informazioni dettagliate su ciascun progetto, il sito consente di scoprire quali tra le idee proposte hanno suscitato maggiore attenzione gradimento da parte degli utenti, così come permette di geolocalizzarne la provenienza, disegnando una mappa geografica dell’innovazione italiana.

Lungi dall’essere solo un’efficace vetrina, Italianvalley.it punta infine a essere anche un laboratorio, un luogo dove raccogliere nuove proposte provenienti da aziende, università e centri di ricerca che vorranno segnalare la propria attività, diventando nelle intenzioni dei suoi creatori “un database della creatività tecnologica italiana”, un punto di riferimento per chiunque faccia innovazione nel nostro Paese.

I progetti di Working Capital: PromoQuadro

22 aprile 2010 scritto da Alessio Jacona - Inserisci un commento »

L’obiettivo è creare un intermediario capace di mediare usando servizi online tra i desideri espressi dai consumatori e i prodotti venduti dalle imprese.

team_promoquadro

Ruggero Sgarbi e Armando Travaglini sono le menti dietro il progetto PromoQuadro, applicazione web pensata per essere un “infomediary, ovvero un intermediario tra i desideri espressi dai consumatori e i prodotti venduti dalle imprese.” Ruggero ha 24 anni e si è appena laureato in Neteconomy presso l’università di Trento, mentre Armando di anni ne ha 26 e sta per laurearsi frequentando lo stesso corso di studi. Grazie alla mediazione di Working Capital e Dpixel, il loro progetto ha ottenuto da TOP-IX una fornitura semestrale di banda illimitata gratuita.

Il concept alla base del progetto è, come confermano i suoi creatori, il frutto di un lungo processo di confronto “iniziato già a settembre 2008, quando abbiamo avuto la prima idea traendo ispirazione dal crescente fenomeno dei gruppi di acquisto che si organizzano via Internet. Idea che poi ha dovuto passare attraverso vari cicli di raffinazione prima di trasformarsi nel progetto attuale ”.

La mission di PromoQuadro è semplice: “Creare un marketplace in cui far incontrare i consumatori che desiderano acquistare lo stesso prodotto e, una volta raggiunto un numero significativo di acquirenti interessati alla stessa merce, metterli in contatto con il produttore per ottenere sconti e agevolazioni”. Come già accennato, lo strumento per raggiungere lo scopo è “un’applicazione web dedicata alle Piccole e Medie Imprese (PMI) per la gestione dei rapporti con la clientela che combina marketing one-to-one, fidelity card e social network”.

L’utente che si iscrive al servizio non deve fare altro che costruire la propria wishlist di prodotti da acquistare, mentre poi chi gestisce il servizio si occupa di identificare gli interessi comuni e favorire la creazione di gruppi di acquisto. “Nella prima fase – spiega Sgarbi – saremo noi che andremo di volta in volta a trattare con il venditore facendoci portavoce degli utenti, mentre a tendere il servizio gestirà in modo automatizzato anche questo delicato aspetto”.

In futuro, i servizi proposti da Sgarbi e Travaglini saranno accessibili anche dal sito ufficiale del progetto PromoQuadro.it. A brevissimo debutterà invece l’applicazione web per Facebook, social network sempre più spesso utilizzato dalle startup come laboratorio di sperimentazione a costo (quasi) zero: “A breve rilasceremo una social application che consente  alle imprese di raggiungere gli utenti con offerte mirate e guidate dalle loro stesse ‘liste dei desideri’. E’ una fase intermedia ma importante del progetto – spiega Travaglini – che ci consentirà di testare a fondo il funzionamento del sistema così come di andare a intercettare e coinvolgere nel progetto il pubblico degli utenti e aziende”.

“A quest’ultime – prosegue Ruggeri – daremo la possibilità di proporre un’offerta strutturata e quindi molto più efficace di quella che attualmente sono in grado di dare su Facebook, promoquadromettendo a disposizione uno strumento che consentirà loro di andare incontro alle reali richieste degli acquirenti tenendo traccia puntuale delle loro vendite”. Dal canto loro, gli utenti godranno della possibilità di ottenere ciò che cercano a prezzi vantaggiosi.

Terminata la fase di sperimentazione, debutterà anche il sito PromoQuadro.it che non sostituirà ma integrerà il servizio online già offerto attraverso la social application: “l’applicazione per Facebook e il servizio erogato attraverso il sito insisteranno  sullo stesso database – conferma Travaglini – e si configureranno come due diversi accessi allo stesso servizio. Tuttavia non è escluso che alla lunga noi si possa lasciare Facebook per dedicarci unicamente al portale indipendente del servizio, come già è successo per altre realtà che hanno conosciuto il successo proprio operando sul social network”.

A questo punto non resta che chiedere su quale modello di business puntano Sgarbi e Travaglini per far decollare la loro startup: “ molto semplicemente si tratterà di far pagare un fee a tutte quelle aziende che vorranno aderire a PromoQuadro e quindi garantirsi l’accesso a una community di consumatori fortemente motivati ad acquistare”.

I progetti selezionati da Working Capital: uChef

20 aprile 2010 scritto da Alessio Jacona - 3 Commenti »

Un video portale dedicato “alla cucina di qualità, dove potrete trovare e condividere molte informazioni utili sulla cucina e la cultura enogastronomica”.

Alessandro Siccardi

Alessandro Siccardi (foto) è – come egli stesso ama ironicamente definirsi – un “giovane di 40 anni” con una laurea in Economia che, ormai da diversi anni, svolge il ruolo di marketing e product manager lavorando per grandi aziende del settore alimentare.

A settembre dello scorso anno, Siccardi si è unito ad alcuni amici per partecipare al progetto denominato Uchef: “Siamo un gruppo che riunisce competenze molto diverse e complementari – racconta – costituito da un fotografo pubblicitario (ovvero colui che ha avuto l’idea), dal direttore di un’azienda di beverage e da un imprenditore proprietario di un’agenzia pubblicitaria. La società che abbiamo costituito per realizzare il progetto si chiama, non a caso, Ratatouille srl e ha sede a Torino”.

Il concept vede la luce nella prima metà del 2009 e debutta su Youtube nel maggio dello stesso anno. La missione era quella di realizzare – come si legge sul sito ancora in beta -  un “nuovo portale della cucina di qualità, dove potrete trovare e condividere molte informazioni utili sulla cucina e la cultura enogastronomica”. Spiega Siccardi: “Sul web l’argomento più trattato dopo porno e scommesse è proprio la Cucina: questo significa un mercato ampio e caratterizzato da una forte competizione nel quale noi vogliamo distinguerci e conquistare la nostra fetta di mercato. Per farlo, abbiamo scelto di investire sulla creazione di contenuti di alta qualità realizzati assieme a professionisti del settore e distribuiti attraverso un portale ben strutturato e facile da fruire. Insomma, vorremmo diventare lo YouTube della cucina italiana e internazionale”.

Proprio Youtube è stato il trampolino di lancio del progetto uChef quando, nel maggio 2009, i suoi creatori hanno deciso di testare i primi video prodotti aprendo un canale dedicato sulla piattaforma video di Google. Fin dall’inizio l’esperimento ha registrato un buon successo di pubblico: “Abbiamo fatto doppiare in inglese i nostri filmati – spiega Siccardi – e, grazie a una  partnership con Youtube, in breve tempo siamo passati da 100 visualizzazioni giornaliere a circa 2000 di media, con punte di 20mila nel caso dei video soggetti a promozione diretta da parte del videoportale di Google”.

Constatato che l’idea funzionava, i fondatori di uChef si sono decisi a fare il grande salto e quindi a realizzare il portale indipendente uChef.it,  dove l’utente “trova non solo videoricette, ma anche consigli su come scegliere il pesce o la carne, linee guida nutrizionali, indicazioni su come preparare una tavola con fantasia e creatività, su come scegliere un tartufo, consigli su come fare la vendemmia, indicazioni per preparare il sushi e molto altro ancora”.

Un servizio che si pone come mission quella di rispondere all’utente che chiede “Cosa posso cucinare?” e che mette a sua disposizione contenuti di vario livello di difficoltà, da quelli per absolute beginner a quelli dedicati agli utenti già esperti  ma che vogliono ampliare le loro conoscenze culinarie.

La  beta del portale è online già da circa un mese e al momento sono in corso vari test unitamente a un lavoro di ottimizzazione del SEO. Quando debutterà nella versione definitiva, uChef avrà nel suo database tutti i video già veicolati sull’omonimo canale di Youtube, che tuttavia non chiuderà ma resterà presidiato e continuerà ad essere alimentato con alcuni contenuti di rilievo.

Il modello di business studiato per uChef dai suoi creatori si articola in più direzioni: c’è innanzitutto la raccolta pubblicitaria, basata principalmente sulla vendita di banner e sulle sponsorship, ma la cui redditività è ucheffortemente legata alle performance del portale in termini di traffico e richiede tempo per dare risultati; poi c’è la disponibilità della struttura redazionale dietro uChef a realizzare filmati e mini-siti di qualità professionale per quegli esperti di cucina che desiderano costruire una loro presenza online; e poi ancora il product placement e, per quando riguarda le attività offline, l’organizzazione di eventi. “Altre possibili declinazioni del nostro business sono tutt’ora in fase di studio – conferma Alessandro Siccardi – e posso anticipare che alcune di esse passano per la realizzazione di applicazioni per iPhone e iPad”.

Anche per Siccardi e i suoi colleghi di Ratatouille l’incontro con Working Capital passa per il Bar Camp di Milano: “Abbiamo trovato su Internet l’annuncio che pubblicizzava l’iniziativa e abbiamo partecipato facendo la nostra presentazione. Poco tempo dopo siamo stati ricontattato da Dipixel”. Attualmente il progetto uChef si avvale di uno degli slot messi a disposizione di Working Capital da TOP-IX, e che consiste in una fornitura di banda illimitata gratuita per i primi sei mesi e a prezzo estremamente contenuto per l’intero anno successivo.

I progetti selezionati da Working Capital: Giovami

15 aprile 2010 scritto da Alessio Jacona - Inserisci un commento »

Una piattaforma che svolge contemporaneamente il ruolo di vetrina e di social network e che nasce per riavvicinare i giovani all’offerta culturale presente nelle loro città.

iovineCreare un luogo di aggregazione online che faccia da raccordo tra i giovani e l’offerta culturale presente nelle loro città.  E’ questa, in estrema sintesi, l’idea alla base di Giovami, progetto selezionato da Telecom Italia tramite Working Capital per essere pre-incubato sui server di Top-IX.

Mente del progetto è Emanuele Iovine, 25 anni, laureato in Economia per le arti, la cultura e la comunicazione presso l’università Bocconi di Milano. In affari già dal 2007 (cioè quando era ancora uno studente), Iovine ha fondato con alcuni suoi colleghi Sunrise&co, agenzia specializzata nella comunicazione di eventi al mondo universitario. “Inizialmente il nostro focus era sulle opportunità offerte della vita notturna Milano – spiega – poi però il nostro portafoglio di attività e di eventi si è rapidamente ampliato alle attività diurne includendo mostre, programmazione cinematografica, e persino sport”.

L’attività imprenditoriale svolta con Sunrise&co, unitamente all’argomento affrontato nella tesi di laurea dallo stesso Iovine, fanno da background e da base di partenza per il progetto Giovami: “Il problema era capire cosa c’è da fare per i giovani a Milano nel tempo libero. Abbiamo mappato l’offerta presente in città ed è emerso che essa è vasta ma frammentata dalla presenza di molti player, disincentivando di fatto la partecipazione del pubblico più giovane”. Il portale Giovami.it, ormai prossimo al debutto, vorrebbe essere la risposta a questo problema: “Per riuscire nell’impresa puntiamo a portare online il meccanismo dei loyalty program traducendolo in un linguaggio adatto ai digital natives e arricchendolo con i meccanismi di interazione propri dei social network”.

Giovami è infatti un portale e una piattaforma online dove è possibile trovare info e segnalazioni provenienti da partner affiliati, iscriversi e creare un proprio profilo, aggiungere persone al proprio network di amici e organizzare con loro attività come andare al cinema, visitare una mostra, andare a un concerto.

“Il portale aggrega informazioni e consente agli utenti di interagire senza voler in alcun modo sostituire i siti dei diversi player che affilia. La sua mission è al contrario renderne più fruibile l’offerta strutturandola in un’unica vetrina e veicolando i contenuti in un linguaggio adatto al target di riferimento”. Altro obiettivo primario di Giovami.it, è incentivare la partecipazione agli eventi: “Sfruttando il meccanismo alla base delle fidelity card, noi troviamo accordi con gli operatori del settore per mettere a disposizione dei nostri utenti promozioni di vario genere, come ad esempio sconti sui biglietti per le mostre in giorni specifici. In più, le attività sul sito (aggiungere un amico, invitarlo a un evento, ecc.) danno dei punti (detti gocce) con cui è possibile conseguire premi che poi altro non sono altro che ulteriori sconti, biglietti gratuiti, ecc” creando un circolo virtuoso.

Il portale, attualmente ancora in fase di test chiusa al pubblico, implementa sistemi di profilazione puntuale dell’utente che vengono messi a frutto in vari modi: lato utente, il portale utilizza i dati anagrafici dello user sommati all’analisi dello storico delle sue scelte e delle sue spese per proporgli automaticamente eventi o attività compatibili con i suoi gusti, secondo un sistema di recommendation che ricorda quello alla base del successo di Amazon.

Lato operatore, le informazioni raccolte attraverso il monitoraggio dell’attività svolta dagli utenti su Giovami diventano oggetto di consulenza per le aziende e istituzioni che producono l’offerta culturale, fornendo dati accuratissimi sul gradimento del pubblico rispetto alle loro diverse iniziative. “In prospettiva – spiega sempre Iovine – i dati che saremo in grado di fornire potrebbero arrivare a determinare ad esempio il palinsesto di una nuova stagione teatrale, oppure di una rassegna cinematografica”.

Il modello di business ruoterà intorno a più fonti di revenue: la raccolta di quote dai partner che scelgono di affiliarsi e dagli utenti che scelgono di attivare un account premium; la consulenza basata sui dati raccolti attraverso la profilazione degli utenti; la pubblicità mirata grazie alla profilazione dell’utente.

Giovami.it debutterà nel mese di maggio, sostenuto dai server e dalla banda forniti dal Top-IX in accordo con Telecom Italia – Working Capital. Iovine e i suoi hanno infatti ottenuto un contratto di sei mesi di incubazione dopo aver presentato il loro progetto al Working Capital barcamp di Milano ed aver superato con successo le diverse fasi di selezione dei progetti più innovativi. Inizialmente focalizzerà la sua attività su Milano, per poi ampliare via via la sua sfera d’azione ad altre città italiane.

I progetti di ricerca di Working Capital: Claudio Mazzariello

7 aprile 2010 scritto da Alessio Jacona - Inserisci un commento »

Allo studio un sistema avanzato per rilevare e contrastare gli attacchi di tipo sociale verso sistemi di telefonia VoIP.

Claudio Mazzariello, ricercatore presso il Dipartimento di Informatica e Sistemistica dell’università di Napoli Federico II, è ingegnere delle Telecomunicazioni con alle spalle un dottorato di ricerca in Ingegneria Informatica Automatica e una lunga serie di collaborazioni con istituzioni e università italiane ed estere. Ha 31 anni.mazzariello 2

Durante il Barcamp di Working Capital svoltosi a Napoli del 10 novembre 2009, Mazzariello ha presentato un progetto di ricerca denominato CAST, acronimo per Countering Attacks and Social Threats in VoIP Networks (qui il video), il cui obiettivo è definire e implementare tecniche per la rilevazione e la reazione agli attacchi indirizzati verso sistemi di telefonia VoIP (Voice over IP). Un’idea che ha destato subito l’interesse degli organizzatori e che, dopo aver superato una dopo l’altra tutte le fasi del processo di selezione, nel febbraio di quest’anno si è aggiudicata un finanziamento pari a 15mila euro.

La deadline per la consegna dei risultati di questo nuovo progetto di ricerca è gennaio 2011: Intanto abbiamo chiesto al dottor Mazzariello di aiutarci a capire meglio cos’è CAST e che problema si propone di risolvere:

“La sfida è realizzare un sistema che sia in grado di riconoscere ed evidenziare eventuali comportamenti indesiderabili per un operatore di rete VoIP”, spiega. “La mia proposta prevede che si risponda agli attacchi di tipo sociale con un approccio sociale, ovvero sviluppando strumenti in grado di analizzare le modalità di interazione tra gli utenti e quindi evidenziare eventuali anomalie che possano essere ricondotte ad un’azione malevola”.

Per capire meglio a cosa si riferisce Mazzariello quando parla di “comportamenti indesiderabili” e “attacchi di tipo sociale”, è utile citare un esempio specifico: “Uno dei casi più noti in letteratura è quello dei tele-venditori americani – spiega il ricercatore – i quali fino a poco tempo fa operavano con sistemi già automatizzati ma caratterizzati da costi di gestione molto alti. Oggi, grazie alle nuove tecnologie VoIP, gestire un sistema di telemarketing automatizzato è molto più semplice, veloce e, soprattutto, economico. Basta un po’ di software per realizzare il terminale e si riescono a fare moltissime chiamate anche in parallelo, contattando un numero di utenti molto più ampio che in passato a una frazione del costo”.

L’attività illustrata da Mazzariello ha un nome preciso: si chiama SPIT (Spam over Internet Telephony) e, come si capisce già dal nome, è di fatto la trasposizione nel mondo della telefonia VoIP del fenomeno dello Spam, vera e propria piaga nota a chiunque abbia una casella di posta elettronica. Con l’aggravante che nel caso di una telefonata non esistono filtri e devi comunque rispondere per sapere se è Spam oppure no.

Una bella seccatura per il singolo utente privato (che comunque può essere soggetto a truffe), che invece può trasformarsi in un vero e proprio incubo per chi ad esempio deve gestire un’azienda: “Immaginate un ufficio nel quale il telefono suona per centinaia di volte al giorno mentre solo una minima parte delle chiamate è veramente interessante per chi risponde – aggiunge Mazzariello -  sembra una cosa da nulla, ma con un attacco del genere è possibile paralizzare l’attività di un’intera azienda”. Con l’aggravante che, nel caso della telefonia, lo Spam risulta essere “ancora più pericoloso che per la posta elettronica perché, a causa di abitudini sociali consolidate da decenni d’utilizzo, l’utente tende a ritenere il servizio affidabile e a dare credito a chi chiama”.

Contrastare questi attacchi non è affatto facile: il principale ostacolo deriva dal fatto che, a livello di rete, comportamenti indesiderabili come quello appena descritto sono difficilmente distinguibili da quelli “leciti”, perché di fatto non producono anomalie facilmente individuabili: “E’ nel pieno interesse degli ‘spammer’ agire nei limiti tecnici imposti dall’operatore telefonico – chiarisce Mazzariello – in modo da mantenere alta l’efficienza del servizio e contattare più persone possibile”.

Per questa ragione, il progetto “ruota intorno alla definizione delle metriche da analizzare e degli algoritmi da utilizzare per riuscire a identificare, isolare e rendere distinguibili questi comportamenti malevoli a livello di rete”. La ricerca sarà articolata in tre fasi principali: “Nella prima, della durata di tre mesi, si lavorerà alla definizione formale del problema.  Nella seconda fase, che si articolerà nei successivi sei mesi, si elaborerà una proposta di risoluzione del problema. Durante la terza e ultima fase del progetto, che si conclude a gennaio 2011, si procederà infine all’implementazione e al testing di tutta o di parte della soluzione proposta”.

Un anno di tempo durante il quale Mazzariello, per usare le sue stesse parole,  dovrà “modellare il problema in termini analitici in modo che esso diventi trattabile con degli algoritmi automatici, sviluppare tali algoritmi quindi arrivare a creare una demo che ne mostri il funzionamento e l’effettiva efficacia”.

Non resta che augurargli buon lavoro.