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Evento Ustation a Bologna: “I media del domani: siamo tutti reporter”

9 febbraio 2010 scritto da Nicola Bruno - 1 Commento »

La sfida dello Ustation Challenge parte da Bologna. L’università Alma Mater ospita la prima delle sei tappe del tour Udays negli atenei italiani.

UstationUstation porta i media del domani a Bologna. Oggi, martedì 9 febbraio, dalle ore 17.00, presso l’aula A del Dipartimento di Discipline della Comunicazione dell’Università di Bologna, si terrà “I media del domani: siamo tutti reporter”. L’evento, organizzato da Ustation – il portale dei media universitari – in collaborazione con Unibocultura, permetterà ai partecipanti di discutere di modelli, opportunità e prospettive legate al giornalismo partecipativo.

Quello di oggi sarà il primo di una serie di sei appuntamenti organizzati in diversi atenei italiani. Gli Udays sono incontri destinati ad approfondire il rapporto tra informazione, comunicazione e nuovi media nell’ambito del progetto Ustation Challenge, organizzato in collaborazione con Tim, il brand di telefonia mobile di Telecom Italia.

Il Challenge si configura come una sfida per gli studenti universitari e i loro docenti, chiamati a dare il proprio punto di vista sulla società attuale e su quella del futuro, in un mondo dominato dalle tecnologie. Uno degli obiettivi del progetto è mettere in pratica i concetti studiati nelle aule universitarie, dando voce  ai giovani e alle loro idee sui cambiamenti della società.

Durante l’incontro bolognese ci sarà un dibattito a cui prenderanno parte il prof. Andrea Cammelli – direttore di AlmaLaurea, Federica Cellini – responsabile del progetto Citizen Report di Rai Educational, Giampaolo Colletti – fondatore di Altra Tv, Salvo Mizzi – responsabile Internet Media&Digital Communication di Telecom Italia, Alberto Nerazzini – giornalista di Report, Sara Paci – Osservatorio sull’informazione Ilaria Alpi, Marcello Presicci – responsabile del programma Io Reporter di Sky Tg24. Questo appuntamento si svolgerà nell’ambito del corso di Semiotica dei nuovi media della professoressa Giovanna Cosenza la quale, con i giornalisti di Repubblica Giovanni Egidio e Aldo Balzanelli, presenterà Studenti&Reporter – l’iniziativa che vede gli studenti universitari dell’Alma Mater nei panni di cronisti.

Il concorso Ustation Challenge si rivolge agli studenti universitari e ai neolaureati italiani che abbiano conseguito la laurea da non più di un anno; si può partecipare singolarmente o in gruppi fino a tre persone. I premi in palio per i vincitori sono: un MacBook Pro 13’’2,26 GHz (categoria singoli) e 3 MacBook Pro 13’’ 2,26 GHz (categoria gruppo). Alla gara si può concorrere con diversi tipi di contributi: approfondimenti, inchieste, reportage, documentari audio e video (della durata massima di dieci minuti) oppure fotografie. Non ci sono limiti sulle tematiche che possono essere trattate.

Per concorrere è sufficiente registrarsi sul sito di Ustation, accettare il regolamento del concorso e caricare il file dei materiali, scegliendo la categoria “Contest – I media del domani”. Il termine ultimo per poter partecipare è il 14 marzo. La graduatoria si genererà automaticamente grazie ai voti degli utenti del sito e alla valutazione di una giuria tecnica. Il regolamento è consultabile a questo indirizzo.

Telecom Italia e il World Food Programme insieme per aiutare Haiti

19 gennaio 2010 scritto da Nicola Bruno - 1 Commento »

Attraverso un’iniziativa congiunta, Telecom Italia sostiene la raccolta fondi del WFP Onu per intervenire con urgenza a sostegno della popolazione di Haiti.

TelecomItalia_WFPIl devastante terremoto che ha colpito Haiti qualche giorno fa ha distrutto per sempre la vita di migliaia di persone, provocando un’emergenza umanitaria di proporzioni enormi. Telecom Italia ha deciso di intervenire con un’iniziativa in favore delle popolazioni colpite da questa disgrazia, dando sostegno al World Food Programme dell’Onu.
Con il WFP l’agenzia delle Nazioni Unite è in prima linea nella lotta contro la fame – pronta a rispondere tempestivamente alle emergenze, salvando vite umane e portando cibo agli affamati e a chi è più vulnerabile.
Il WFP lavora affinché le popolazioni afflitte dalla fame possano raggiungere una sicurezza alimentare nel futuro, attraverso programmi di assistenza che siano strumentali alla diffusione della conoscenza e alla crescita di comunità più forti e più dinamiche.
Il WFP è già presente ad Haiti con il proprio staff, già impiegato nell’ambito delle sue operazioni di lungo periodo nel paese, e sta fornendo aiuto immediato alla popolazione.
C’è bisogno di assistenza alimentare subito, per evitare che la fame aggravi ancor di più le condizioni già terribili di chi è stato colpito dal disastro.
Proprio per queste ragioni, Telecom Italia ha deciso di sostenere il WFP per l’emergenza Haiti. L’invito che vi rivolgiamo, dunque, è di partecipare, dando il vostro contributo all’iniziativa. Potete inviare la vostra donazione da questo sito. Perché ogni ora che passa significa mettere a rischio altre vite.

Salvo Mizzi al Working Capital Firenze (video)

14 ottobre 2009 scritto da Nicola Bruno - 1 Commento »

Excursus sullo stato di avanzamento del progetto di Telecom Italia: gli obiettivi, i dati e gli sviluppi futuri. Presentazione di Working Capital Media, spin-off orientato alla ricerca di idee creative in ambito televisivo e new media.

«Working Capital, come progetto di esplorazione si sostanzia in diverse attività: l’organizzazione del roadshow, ossia delle diverse tappe del tour, e la selezione/analisi delle proposte con relativa valutazione». A margine della tavola rotonda “Dialogo sull’innovazione”, che si è tenuta a Firenze presso Palazzo Strozzi lo scorso 30 settembre, Salvo Mizzi ha tenuto un breve intervento riepilogativo per rendere pubblico lo stato di avanzamento del nostro progetto.

Il responsabile Internet Media & Digital Communication di Telecom Italia ha ricordato alcuni dati di Working Capital: 5500 aspiranti imprenditori che hanno preannunciato la volontà di sottoporre un business plan, 250 piani già ricevuti ed entrati nella procedura di valutazione, 51 dei quali presentati proprio durante i barcamp. Inoltre 600 persone hanno presenziato e partecipato attivamente agli eventi mentre alcune migliaia hanno potuto seguire i lavori attraverso le dirette web in streaming.

Attualmente il progetto Working Capital ha 4 investimenti in corso. L’ultimo comitato d’investimento ha anche dato il via alla negoziazione per 5 su 6 progetti portati in short list, ossia ha avallato la creazione di un termsheet, un documento d’accordo sui termini con cui Working Capital s’impegna a supportare i business plan selezionati.
Anche Mizzi, così come il sindaco Matteo Renzi, non è interessato ad un racconto dell’innovazione rivolto al passato. Lo spirito che anima il progetto Working Capital mira ad aprire il dialogo sull’innovazione e a fornire gli strumenti concreti per realizzarlo. Grande importanza, in tal senso, viene data perciò al sogno, alla filosofia del “Think big” e al tema dei talenti.
Con l’obiettivo di fare scouting tra i meritevoli e fornire loro il supporto necessario, negli ultimi mesi il programma Working Capital ha esteso le proprie capacità, subendo due sostanziali modifiche in corso d’opera. La prima riguarda l’accordo con Top-IX, messo in atto proprio per creare una fase di pre-incubazione della durata di sei mesi con una capacità pari a 80 slot. Ciò significa che, nel corso dei due anni del progetto, Working Capital può indirizzare verso Top-IX sino a 80 start up -- o idee ancora acerbe -- per farle sbarcare su internet, metterle alla prova e verificare la loro bontà, la fattibilità del business e i feedback forniti dagli utenti in rete. La seconda modifica al progetto prevede, nello stesso arco di tempo, il finanziamento di 30 borse di studio da 20 mila Euro ciascuna per progetti di ricerca finalizzati alla pura innovazione che non hanno, al momento, alcun ambizione di diventare impresa.

Nel secondo video Mizzi presenta Working Capital Media, uno spin off del progetto principale che amplia lo spettro d’intervento di Telecom Italia nell’ambito dell’innovazione e soprattutto della creatività.

Franco Bernabè al Working Capital Firenze (video)

8 ottobre 2009 scritto da Nicola Bruno - 2 Commenti »

Fermare la fuga dei cervelli all’estero. Puntare sui giovani. Rilanciare il paese, usando le intrinseche opportunità offerte dalla rete. Questo il pensiero dell’amministratore delegato di Telecom Italia.

«Working Capital non è un’iniziativa imprenditoriale o economica, ovvero non è un’iniziativa di venture capital da cui  Telecom Italia si aspetta dei ritorni». Queste le parole dell’amministratore delegato Franco Bernabè, durante la tavola rotonda “Dialogo sull’innovazione” che si è tenuta a Firenze presso Palazzo Strozzi lo scorso 30 settembre.

Anche nelle modalità attraverso cui agisce, Working Capital non è da considerarsi un fondo di tipo tradizionale. Telecom Italia, infatti, non dà incentivi o strumenti di tipo finanziario alle start up coinvolte nel programma, piuttosto fornisce loro aiuti in natura come connettività, capacità di server, esperienza, capacità di elaborazione, ossia tutto quello che serve dal punto di vista infrastrutturale per costruire un’azienda.

Si è scelto di non finanziare queste imprese emergenti attraverso lo stanziamento di capitali liquidi anche perché l’esperienza della bolla speculativa del 2000 è stata fortemente negativa. Il costo sociale complessivo di quella crisi finanziaria è stato pesante ed ha avuto gravi ripercussioni.

Dal momento del suo lancio ad oggi, il progetto Working Capital si è evoluto. Una delle principali novità introdotte riguarda le borse di studio (il cosiddetto “contratto di ricerca”), ossia un finanziamento inferiore ai 30mila euro, concesso a giovani che, pur non essendo maturi per intraprendere un’iniziativa imprenditoriale, risultano meritevoli di aiuto riguardo lo sviluppo dei loro progetti di studio e di ricerca.

Attraverso Working Capital, l’ambizione di Telecom Italia è di dare un contributo positivo al Paese che, secondo Bernabè, ha ancora delle enormi potenzialità da esprimere. Dopo il 1989, dopo la caduta del Muro di Berlino, l’Italia ha perso prestigio sulla scena internazionale, occupando oggi un ruolo alquanto marginale; ma proprio per questo è necessario fare un salto per recuperare terreno. Bisogna fare affidamento sui giovani in quanto sono una delle risorse primarie per iniziare la risalita. Qui si può trovare riassunto lo spirito dell’iniziativa. L’idea di fondo è che dare ai giovani l’opportunità di costruirsi un futuro in Italia sia fondamentale, poiché solo così si può davvero rilanciare il Paese. La cosiddetta “fuga dei cervelli” va fermata a tutti i costi.

A tal proposito Working Capital si configura come un’attività esplorativa, uno strumento di dialogo con i giovani e con le istituzioni. Telecom Italia si è messa così alla ricerca di talenti, non rinunciando al suo ruolo sociale di grande impresa. Anzi, credendo a tal punto nel progetto da fare in modo che le sue più alte cariche contribuissero personalmente – vedi la presenza dello stesso Bernabè alle tappe del Working Capital Tour, agli eventi Venice Sessions, al Capitale Digitale, alla BlogFest, ecc.

La grande rivoluzione portata dalla rete, secondo Bernabè, è stata rovesciare il paradigma del gigantismo delle aziende e della loro strutturazione gerarchica, iniziata con la rivoluzione industriale. A suo modo di vedere la rete, caratterizzata da una struttura in cui l’intelligenza viene espressa nella periferia, può essere uno strumento validissimo per fare recuperare terreno all’Italia e creare una serie di opportunità per i giovani.
A margine del suo intervento Bernabè ha ricordato i numeri del progetto Working Capital: 5500 persone coinvolte nell’iniziativa, 250 idee progettuali esaminate, di cui 4 sono già state scelte e altre 5 sono in via di analisi.

Telecom Italia e TOP-IX insieme per Working Capital

18 settembre 2009 scritto da Nicola Bruno - 1 Commento »

Top-IX (logo fondo nero)

Alle risorse di Working Capital si va ad aggiungere l’infrastruttura di rete e di cloud computing di TOP-IX. Ogni anno si potranno così “pre-incubare” 40 progetti per sei mesi.

Grazie a un accordo con il Top-Ix (Torino Piemonte Internet Exchange), Working Capital amplia la propria capacità di scouting e supporto immediato verso le idee e i progetti di impresa nell’ambito del web 2.0 e dell’internet del futuro.
Il consorzio piemontese, infatti, metterà a disposizione la propria infrastruttura di rete e di cloud computing per “pre-incubare” fino a 40 progetti all’anno per una durata di sei mesi. Queste risorse si aggiungono a quelle messe a disposizione da Telecom Italia e permetteranno agli aspiranti imprenditori di usufruire di un periodo di sperimentazione sul campo durante il quale potranno:

• valutare la fattibilità tecnica del progetto;
• validare, sviluppare o modificare il business plan utilizzando le indicazioni aggiuntive emerse nel periodo di sperimentazione sul campo;
• costruire il proprio business plan secondo le guideline di Working Capital;
• condividere con altri candidati l’esperienza imprenditoriale.

Al termine di questo periodo, i progetti pre-incubati da Top-Ix saranno esaminati per valutare se sono divenuti idonei per essere incubati da Working Capital.
“Nei primi sei mesi di lavoro, abbiamo ricevuto oltre duecento documenti da parte di quasi centocinquanta aspiranti imprenditori”, dice Salvo Mizzi, responsabile del progetto Working Capital. “Tra questi progetti, ci sono molte buone idee in uno stadio ancora troppo immaturo. È per questo che abbiamo deciso di avviare questa collaborazione con il Top-Ix, struttura che Telecom Italia ha contribuito a fondare nel 2002”. Il consorzio torinese, infatti, è già attivo in questo settore con il suo Development Program che supporta a livello infrastrutturale (banda, server, hosting, housing, etc.) sia la sperimentazione in fase pre-competitiva di tecnologie, servizi, modelli operativi e di business sia iniziative innovative che usino Internet a banda larga come strumento principale.
“Le affinità tra il Development Program di Top-Ix e Working Capital sono molte – conferma Leonardo Camiciotti, responsabile del progetto del consorzio – e ci sono tutte le condizioni affinché la nostra struttura rappresenti un trampolino di lancio per progetti che diventeranno grandi grazie a Telecom Italia”.