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	<title>Working Capital &#187; qr code</title>
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		<title>Le cinque grandi tendenze globali del web 2.0 nel 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 17:35:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diomira Cennamo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quali sono le tendenze che si affermeranno nel 2011 nel mondo 2.0? A voi che avete in mente di rivoluzionare la Rete e di costruire la nuova Internet può forse tornare utile qualche previsione sul mondo della Rete e del &#8230;<div class="entry-utility"> <a class="entry-link" href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2010/12/le-cinque-grandi-tendenze-globali-del-web-2-0-nel-2011/">Continua <span class=\"meta-nav\">&#187;</span></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><em>Quali sono le tendenze che si affermeranno nel 2011 nel mondo 2.0?</em></p>
<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-full wp-image-12368" src="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/wp-content/uploads/2010/12/qr-code.jpg" alt="qr code" width="450" height="338" />A voi che avete in mente di rivoluzionare la Rete e di costruire la nuova Internet può forse tornare utile qualche previsione sul mondo della Rete e del web 2.0 per l’anno che verrà.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo <strong>Stephanie Schwab</strong>, di <strong><a href="http://www.socialmediaexplorer.com/social-media-marketing/five-social-media-trends-for-2011/">Social Media Explorer</a></strong>, sarebbero cinque le nuove tendenze che invaderanno la scena della Rete all’inizio del nuovo decennio. Vediamole insieme.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Cura dei contenuti dei consumatori</strong></p>
<p style="text-align: justify">Il 2010 è stato forse l’anno che ha consacrato l’ingresso delle aziende nei social media. Assodato che non possono più comunicare in maniera broadcast, da uno a molti, le organizzazioni devono ora porsi imprescindibilmente questa domanda: <em>“siamo o no nel flusso?”</em>. Non basta più, cioè, esserci, ma occorre curare la quantità dei contenuti che si offrono nelle nuove piattaforme, per far sì che questi siano appetibili e <em>retwittati</em>, <em>like</em>-ati, condivisi, commentati…Insomma, occorre essere virulenti, per usare una metafora del nuovo marketing. Anche perché, la concorrenza informazionale è sempre più elevata e le persone hanno sempre più cura dei contenuti che condividono nei loro network.</p>
<p style="text-align: justify"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Geolocalizzazione di nicchia</strong></p>
<p style="text-align: justify">Esattamente un anno fa gli analisti prevedevano l’esplosione della geo-localizzazione. In effetti, nella primavera di quest’anno è stato lanciato ufficialmente Foursquare e Facebook, il maggior social network mondiale, ha inaugurato la sua applicazione Places. Bene, forse vi stupirà sapere che i servizi location-based (anche detti LBS), sono ad oggi utilizzati dal 4% della popolazione mondiale. Non molto, pare. Vero è che la diffusione degli smartphone sta aumentando a dismisura e a breve le vendite degli smartphone supereranno quelle dei pc (è anche questa una previsione per il 2011). Ergo, la geo-localizzazione sarà davvero nelle tasche di molti. Ma per affermarsi davvero, la sua applicazione dovrà avere una svolta ulteriormente social: i servizi che verranno offerti dovranno, infatti, essere tarati non più su utenti generici, ma su communities unite da un interesse specifico. Un paio di esempi. <a title="shopkick" href="http://shopkick.com/" target="_blank">Shopkick </a>è una piattaforma per clienti interessati solo alle offerte del negozio in cui si stanno recando per acquistare. <a title="Xtify" href="http://www.xtify.com/" target="_blank">Xtify</a> consentirà alle marche di comunicare con il proprio preciso target di riferimento…Presente in una data zona, ovviamente.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><em>Game</em>-izzazione e social gaming</strong></p>
<p style="text-align: justify">Sarà l’effetto FarmVille (che, oltre ad essere un videogame su Facebook che ha contagiato milioni di utenti, è anche una startup dal valore di molti zeri, <em>ndr</em>), ma è molto probabile che sempre più aziende inseriranno nelle proprie azioni di marketing un social game. Pare che già all’inizio del prossimo anno vedremo sempre più marche integrarsi con piattaforme di gaming esistenti oppure crearne delle proprie, magari per offrire buoni sconto, gadget virtuali e chi più ne ha più ne metta.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>QR code</strong></p>
<p style="text-align: justify">Sono d’accordo con Stephanie Swab quando afferma che i QR code vengono ancora vissuti come roba da geek (anch’io ho il mio sul biglietto da visita, confesso, <em>ndr</em>). In realtà, questi oggettini virtuali che rendono multimediali oggetti normalissimi della realtà (è proprio questa la loro magia), sono già diffusi su molte riviste e una serie di articoli di varia merceologia. Ce ne aspettiamo di più e pare che arriveranno in massa nel 2011. Con buona pace di chi li ha vissuti come una veloce moda passeggera, oltre che sofisticata, con la diffusione degli smartphone, i QR code saranno usati sempre più intelligentemente e promettono di facilitarci molto la vita.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Social commerce</strong></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://blomming.com/">Chi</a> ci ha scommesso, anche qui da noi, potrà incassare una piccola grande soddisfazione: quella di avere intercettato una tendenza che si affermerà presto. Anche oltreoceano erano un po’ pochine fino a ieri le startup che hanno puntato sul settore ma, di nuovo complice il mobile, questa branca del business pare inizierà a fruttare per chi saprà investirci.</p>
<p style="text-align: justify"><em>Cosa ne pensate? Ne aggiungereste delle altre? Fatelo qui!</em></p>
<p style="text-align: right"><strong>Foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/vitorbaptista/" target="_blank">Vitor Baptista</a>, Flickr</strong></p>
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		<title>Marco Cappellini al Working Capital Firenze (video)</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 15:25:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bruno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[httpv://www.youtube.com/watch?v=leht1XHAj2E ViDiTrust ha progettato un sistema che usa QR code e stampe particolari per identificare prodotti originali e contrastare il fenomeno della contraffazione. All’elevator pitch di Firenze Marco Cappellini di ViDiTrust ha presentato un sistema per l’identificazione di prodotti contraffatti. &#8230;<div class="entry-utility"> <a class="entry-link" href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2009/10/marco-cappellini-al-working-capital-firenze-video/">Continua <span class=\"meta-nav\">&#187;</span></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>httpv://www.youtube.com/watch?v=leht1XHAj2E</p>
<p><em>ViDiTrust ha progettato un sistema che usa QR code e stampe particolari per identificare prodotti originali e contrastare il fenomeno della contraffazione.</em></p>
<p>All’elevator pitch di Firenze Marco Cappellini di <a href="http://www.ViDiTrust.com/" target="_blank">ViDiTrust</a> ha presentato un sistema per l’identificazione di prodotti contraffatti. Questa tecnologia, già funzionante in laboratorio ma ancora in attesa di essere brevettata, prevede l’utilizzo di QR code per la “caratterizzazione” di stampe da applicare alle etichette dei prodotti originali.</p>
<p>L’idea alla base del progetto è stata quella di trovare una soluzione ai problemi di contraffazione oggi esistenti per diverse categorie merceologiche. Le tecnologie attualmente disponibili per la lotta alla falsificazione dei prodotti, infatti, presentano diversi problemi, tra cui la poca sicurezza, l’alto costo e la difficoltà di essere inserite con semplicità nei workflow.</p>
<p>Il sistema di ViDiTrust, invece, permette di capire se un&#8217;etichetta (e quindi il prodotto ad essa collegato) sia vera o falsa attraverso una scansione del QR code. La lettura del codice può essere eseguita con un dispositivo specifico o con un apparecchio mobile come un cellulare. Il processo di detection, invece, può essere eseguito sul dispositivo stesso oppure in remoto, attraverso l&#8217;invio dei dati a un server.</p>
<p>Questi codici identificativi, che garantiscono l&#8217;originalità dei prodotti, possono quindi essere inseriti in capi di vestiario, applicati su bottiglie di vino o riprodotti su prodotti di lusso. I campi di utilizzo di queste stampe sono diversi, così come molteplici sono le aree di mercato che possono essere interessate a questa nuova tecnologia: l&#8217;industria alimentare, quella farmaceutica e, più in generale, tutti i settori che richiedono un controllo di sicurezza su documenti o prodotti.</p>
<p>Questo progetto di ricerca, oltre ad essere stato finalista al <a href="http://www.pnicube.it/pni.html" target="_blank">Premio Nazionale Innovazione</a> nel 2008, è già stato valutato dal MIUR, che al momento sta procedendo con la fase di vidimazione.</p>
<p>Il business model scelto da ViDiTrust prevede la vendita di licenze software e del servizio online, oltre alla distribuzione di tipo OEM – ossia attraverso accordi commerciali con altre aziende.</p>
<p>ViDiTrust è una società che si occupa di anticontraffazione e sicurezza, uno spin off del laboratorio “Vision information process and protection” dell’Università di Siena – Dipartimento di ingegneria dell’informazione. Tra i suoi fondatori c’è <a href="http://centrica.it/" target="_blank">Centrica</a>, azienda che sviluppa software enterprise. Il team al lavoro sul prodotto è formato da un professore, un dottorando e due laureati che hanno già conseguito un dottorato di ricerca.</p>
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		<title>Giovanna Guarriello per Pubblitag &#8211; Elevator pitch (video)</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 09:18:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bruno</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="480" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/2XnczXunuHE&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/2XnczXunuHE&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"></embed></object></p>
<p>All’elevator pitch di Torino Giovanna Guarriello ha presentato Pubblitag, un modo alternativo di fare pubblicità sfruttando i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_QR">QR code</a>. L’idea di questa società &#8211; già presente sul mercato da un paio di anni &#8211; prevede la combinazione di un mix tra un prodotto, un consumatore, una logica 2.0, un messaggio pubblicitario e una tecnologia abilitante di facile accesso (vedi il cellulare). Difatti è proprio tramite questo apparecchio che l’utente procede a scansionare un QR per ottenerne informazioni promozionali e/o pubblicitarie relative all’oggetto su cui il codice è stampigliato. Un sistema che peraltro non prevede l’utilizzo di una connessione internet per accedere ai dati collegati al codice QR.<br />
Gli sviluppatori di questo progetto sono dell’idea che la pubblicità tradizionale, di massa, non riesca ancora a soddisfare bisogni specifici.  Da qui scaturisce l’intento di realizzare un servizio  in grado di dare informazioni pertinenti sul prodotto, non solo in rapporto al prodotto stesso ma soprattutto in rapporto ai desiderata dell’utente, ossia un messaggio promozionale più calato sui bisogni e sulle esigenze di chi lo fruisce. L’approccio di Pubblitag, dunque, è orientato a creare e diffondere messaggi definibili come “iperpertinenti”.</p>
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