Posts Tagged ‘QR code’

Marco Cappellini al Working Capital Firenze (video)

28 ottobre 2009 scritto da Nicola Bruno - 2 Commenti »

ViDiTrust ha progettato un sistema che usa QR code e stampe particolari per identificare prodotti originali e contrastare il fenomeno della contraffazione.

All’elevator pitch di Firenze Marco Cappellini di ViDiTrust ha presentato un sistema per l’identificazione di prodotti contraffatti. Questa tecnologia, già funzionante in laboratorio ma ancora in attesa di essere brevettata, prevede l’utilizzo di QR code per la “caratterizzazione” di stampe da applicare alle etichette dei prodotti originali.

L’idea alla base del progetto è stata quella di trovare una soluzione ai problemi di contraffazione oggi esistenti per diverse categorie merceologiche. Le tecnologie attualmente disponibili per la lotta alla falsificazione dei prodotti, infatti, presentano diversi problemi, tra cui la poca sicurezza, l’alto costo e la difficoltà di essere inserite con semplicità nei workflow.

Il sistema di ViDiTrust, invece, permette di capire se un’etichetta (e quindi il prodotto ad essa collegato) sia vera o falsa attraverso una scansione del QR code. La lettura del codice può essere eseguita con un dispositivo specifico o con un apparecchio mobile come un cellulare. Il processo di detection, invece, può essere eseguito sul dispositivo stesso oppure in remoto, attraverso l’invio dei dati a un server.

Questi codici identificativi, che garantiscono l’originalità dei prodotti, possono quindi essere inseriti in capi di vestiario, applicati su bottiglie di vino o riprodotti su prodotti di lusso. I campi di utilizzo di queste stampe sono diversi, così come molteplici sono le aree di mercato che possono essere interessate a questa nuova tecnologia: l’industria alimentare, quella farmaceutica e, più in generale, tutti i settori che richiedono un controllo di sicurezza su documenti o prodotti.

Questo progetto di ricerca, oltre ad essere stato finalista al Premio Nazionale Innovazione nel 2008, è già stato valutato dal MIUR, che al momento sta procedendo con la fase di vidimazione.

Il business model scelto da ViDiTrust prevede la vendita di licenze software e del servizio online, oltre alla distribuzione di tipo OEM – ossia attraverso accordi commerciali con altre aziende.

ViDiTrust è una società che si occupa di anticontraffazione e sicurezza, uno spin off del laboratorio “Vision information process and protection” dell’Università di Siena – Dipartimento di ingegneria dell’informazione. Tra i suoi fondatori c’è Centrica, azienda che sviluppa software enterprise. Il team al lavoro sul prodotto è formato da un professore, un dottorando e due laureati che hanno già conseguito un dottorato di ricerca.

Giovanna Guarriello per Pubblitag – Elevator pitch (video)

28 luglio 2009 scritto da Nicola Bruno - Inserisci un commento »

All’elevator pitch di Torino Giovanna Guarriello ha presentato Pubblitag, un modo alternativo di fare pubblicità sfruttando i QR code. L’idea di questa società – già presente sul mercato da un paio di anni – prevede la combinazione di un mix tra un prodotto, un consumatore, una logica 2.0, un messaggio pubblicitario e una tecnologia abilitante di facile accesso (vedi il cellulare). Difatti è proprio tramite questo apparecchio che l’utente procede a scansionare un QR per ottenerne informazioni promozionali e/o pubblicitarie relative all’oggetto su cui il codice è stampigliato. Un sistema che peraltro non prevede l’utilizzo di una connessione internet per accedere ai dati collegati al codice QR.
Gli sviluppatori di questo progetto sono dell’idea che la pubblicità tradizionale, di massa, non riesca ancora a soddisfare bisogni specifici. Da qui scaturisce l’intento di realizzare un servizio in grado di dare informazioni pertinenti sul prodotto, non solo in rapporto al prodotto stesso ma soprattutto in rapporto ai desiderata dell’utente, ossia un messaggio promozionale più calato sui bisogni e sulle esigenze di chi lo fruisce. L’approccio di Pubblitag, dunque, è orientato a creare e diffondere messaggi definibili come “iperpertinenti”.