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I 25 top angel investor in tech statunitensi

1 marzo 2010 scritto da Alessio Jacona - 1 Commento »

BusinessWeek pubblica la speciale classifica dei business angel statunitensi di maggior successo realizzata in collaborazione con la startup YouNoodle

I numeri sono da capogiro: considerati nel loro insieme, i 25 top angel investor del 2010 elencati in una speciale classifica realizzata da YouNoodle e pubblicata da Businessweek hanno finanziato la creazione di 740 nuove startup, favorito la creazione di quasi 327mila nuovi posti di lavoro e, soprattutto, raccolto 15,2 miliardi di dollari in finanziamenti.

E sebbene le classifiche in genere lasciano il tempo che trovano, questa si rivela particolarmente interessante per almeno due motivi: in primo luogo, perché fornisce una fotografia moneyragionevolmente vicina alla realtà della movimentata e a volte troppo mitizzata scena dell’industria hi-tech statunitense.

In secondo luogo, perché i giornalisti di BusinessWeek hanno avuto l’accortezza di fornire a corredo delle informazioni relative agli investimenti di ciascun Angel una foto, una bio essenziale e, quando disponibile, una dichiarazione. In questo modo si è finalmente dato un volto e un nome a quell’influente élite di persone che, in un modo o nell’altro, deve fare  quotidianamente i conti con un’incredibile responsabilità: investendo cifre a più zeri e scegliendo quali startup sostenere tra migliaia di candidature, questi “angeli” del business contribuiscono infatti in maniera determinante a definire la prossima ondata di innovazione che plasmerà il futuro della rete e, di conseguenza, di tutti suoi utenti.

Per creare la classifica dei top 25 angel investors, YouNoodle (che significativamente è anch’essa una startup) ha incrociato i dati relativi alle oltre 50mila aziende presenti nel proprio database, individuato centinaia di investitori e, infine, estratto i 25 dei finanziatori di maggior successo. Tra i loro nomi, figurano vecchie conoscenze come Jeff Bezos (n.7 della classifica), universalmente noto come il fondatore di Amazon.com e già finanziatore di Google della prima ora, o come Chris Dixon (n.1), meno conosciuto ma distintosi per aver finanziato realtà come Skype e Milo.com e finito in testa alla classifica grazie alle ottime performance dei propri investimenti.

E poi ancora Chris Sacca (n. 8), Aydin Senkut (n. 13) e Andrea Zurek (n. 17), che si distinguono anche per essere ex dipendenti di Google resi ricchi dal successo dell’azienda e ritrovatisi con grosse disponibilità di denaro dopo il loro “rientro nel mercato”.  A loro e ai loro molti ex colleghi divenuti investitori, BusinesWeek dedica addirittura un pezzo a parte nel quale si analizza come gli Ex-Googlers “are seeding tech startups—and shaping another wave of innovation”.

O infine come Peter Thiel (n.5), presidente di Clarium Capital Management, che da solo ha raccolto quasi un miliardo e seicento milioni di dollari reinvestendo i quali ha contribuito a creare oltre 69mila posti di lavoro. Dice Thiel:

“You always hope for strong returns, but the companies that make you proud as an investor are the ones that produce that return by transforming the world for the better—technologically, socially, and economically”.

Poche ma chiare parole in cui è possibile ravvisare tutto lo spirito, pratico e visionario a un tempo, che anima gli angel investors Americani, determina le loro scelte e, in ultima analisi, influenza anche le nostre vite.

Foto: CC aresauburn

Come si fa una nuova Amazon?

24 luglio 2009 scritto da Nicola Bruno - 4 Commenti »

Ieri Leandro Agrò ha segnalato sul suo blog un interessante video di Jeff Bezos (lo vedete qui sopra).
Da un rigoglioso giardino, il patron di Amazon saluta tutti e spiega con grande entusiasmo alcune storie riguardanti la sua società, come ad esempio il bug che permetteva agli utenti di ordinare quantità negative di libri o la campana che suonava ogni volta che sul sito arrivava un ordine.
In seguito, munito semplicemente di un grande block-notes e di un pennarello, Bezof illustra quattro punti chiave, i suoi fondamenti fare impresa ed avere successo. Ecco la ’short list’:

  • Essere ossessionati riguardo i clienti (piuttosto che con i competitor);
  • Inventare
  • Pensare a lungo termine (dai 5 ai 7 anni)
  • Comportarsi sempre come fosse il primo giorno

Molto costruttivo anche vedere un magnate come Jeff Bezof fare dei grandi complimenti per il modo in cui un’altra società (Zappos) si comporta nei confronti dei propri clienti.