Posts Tagged ‘intervista’

Il coraggio di lanciare una nuova startup: la storia di Andrea Santagata

20 luglio 2010 scritto da Guido Arata - 2 Commenti »

Andrea Santagata è il fondatore di Liquida, portale oggi affermato nel panorama italiano. Lo ho incontrato ed ho trovato la sua storia affascinante

Andrea ha iniziato la sua esperienza professionale in rete con Infostrada: dopo essere stato selezionato, ha chiesto di potersi occupare del Portale Libero. “Si è trattata – mi confessa - di una richiesta dettata da un po’ di incoscienza, visto che di Internet allora sapevo poco e niente“.

Qualche anno più tardi è approdato a Matrix, società produttrice di Virgilio. “Entrare in Matrix - mi racconta - era come sbarcare nella Silicon Valley italiana: tutti giovani, entusiasti, lavoro non stop anche di notte, la sensazione di stare contribuendo a qualcosa di importante“. In contemporanea Andrea ha contribuito a lanciare Splinder, tra le prime piattaforme italiane di blogging. Quando però il team del progetto ha deciso di provare a fare business, Andrea ha scelto di rimanere in Matrix. “Forse - mi rivela - da quel momento mi era rimasta un po’ la voglia di provarci“.

Da qualche anno Andrea aveva infatti in mente un’idea della quale era solito discutere assieme all’amico Fabio Cabula, ma “Si trattava più di una sfida intellettuale, un sogno/progetto con cui dilettarsi ogni tanto di notte in lunghe disquisizioni“. Almeno fino al 2007, quando si è convinto a parlarne a Paolo Ainio, CEO di Banzai. Il feedback è stato positivo, e sono arrivati i primi finanziamenti. Nel mezzo ha avuto un ruolo molto importante la moglie di Andrea: i due stavano per sposarsi, e nel vicino futuro era in programma l’arrivo di un figlio. “In Virgilio non me la passavo male, ma lei mi ha detto che se credevo davvero nel progetto che avevo in mente, avrei dovuto provarci“.

L’aspetto nel quale Andrea ha incontrato maggiore difficoltà è stata la creazione del team: “Trovare le persone giuste - mi spiega – non solo come competenze ma anche come spirito, e riuscire ad amalgamare il team rendendolo una squadra non è affatto semplice“. Lui c’è riuscito, ed più volte mi ripete che oggi il team è il principale valore aggiunto che si cela dietro a Liquida. Erano partiti in tre (Andrea, Fabio Cabula e Paolo Ruscitti), ed oggi sono il 23, con la prospettiva di crescere ancora.

Liquida ha aperto ad Andrea molte porte, ed oggi si trova a gestire tutta l’Area Media del gruppo Banzai. Un’esperienza che gli permette di vivere appieno il web e di contribuire alla nascita di nuovi progetti, che è l’aspetto del suo lavoro che maggiormente lo appassiona: “Quando curi un prodotto web vivi il flusso delle persone che lo usano, interagisci con centinaia di migliaia di utenti a cui hai il piacere di poter offrire un servizio arricchendo,  anche magari di poco, la loro quotidianità“.

Stefano Stravato, Internet Marketing Manager di Fiat

16 luglio 2010 scritto da Guido Arata - 2 Commenti »

Ho incontrato Stefano Stravato, Internet Marketing Manager Worldwide di Fiat, e gli ho chiesto di raccontarmi la sua storia

Stefano si è avvicinato ad Internet grazie ad un laboratorio dotato di connettività messo a disposizione degli studenti dell’Università di Scienze delle Comunicazioni. Subito incuriosito ha deciso di prender parte attivamente di questa realtà parallela, ed ha iniziato a partecipare a forum e community dietro ad uno pseudonimo, che mi svela ridendo: “Stetto”.

Mi racconta che in quegli anni il Web era un terreno molto fertile in quanto le aziende vi guardavano con interesse, e c’era pieno spazio per gli smanettoni, che potevano sfruttare le loro conoscenze per entrare nel mondo del lavoro. Stetto faceva parte proprio di questo gruppo, e sono arrivati così i primi progetti nei quali era incaricato di gestire la presenza online di un brand e di sviluppare portali e community. Di queste esperienze ricorda quella per Eugenio Cappuccio, che gli ha dato grandi soddisfazioni.

Un’altra esperienza che ricorda con orgoglio è quella venuta subito dopo alla sua tesi di laurea: “Un professore ha chiesto a 60 studenti di avanzare un progetto riguardante un futuro corso di studi della Facoltà“. Il suo è stato considerato il migliore, e Stefano è  stato incaricato di sovraintendere alla messa in opera del progetto, affidata ad un team di 20 studenti. “Funziona ancora oggi, è una grande soddisfazione“.

Un giorno durante una conversazione sul MSN Messenger un’amica gli ha rivelato che Fiat era alla ricerca di esperti di comunicazione online: “Era – mi racconta - l’anno che precedeva le Olimpiadi Invernali di Torino e Fiat voleva sponsorizzare ogni disciplina affiancandole un’iniziativa online. Erano in cerca di esperti che potessero aiutarli nell’ideazione, pianificazione e gestione di tali iniziative“. Si è proposto, e pochi mesi dopo gli è stata affidata la gestione della piattaforma per le discipline della categoria Freestyle.

Un po’ curioso, gli chiedo cosa significhi lavorare per Fiat, quale sia la sua giornata tipo: “In quanto coordinatore sto molto poco in ufficio, spesso mi sposto da un ufficio all’altro. Poi talvolta mi trovo a partecipare agli incontri con i fornitori, durante i quali confrontiamo dati e pianifichiamo il futuro dei nostri progetti“.

Intervista ad Andrea Mangiatordi di OLPC in Uruguay

30 giugno 2010 scritto da Guido Arata - 1 Commento »

Andrea Mangiatordi ha collaborato con il progetto OLPC in Uruguay, prestando particolare attenzione ai software dedicati ai bambini autistici e con difficoltà comunicative

Andrea Mangiatordi si è avvicinato ad Internet nel 2001 in seguito all’iscrizione all’università. “Era l’epoca – ricorda “dei modem a 56k, in cui tutto era lento, i siti stavano su geocities.com e sul mio pc c’era un sistema operativo tremendo: Windows ME“. In quegli anni faceva parte di un gruppo musicale che aveva un sito web che Andrea mostrava in università ai compagni, invitandoli a scaricare i brani da loro prodotti. Da quel momento qualcosa si è acceso in lui, ed ha iniziato ad approfondire circa il funzionamento di Internet: “Un paio di corsi a Scienze della Comunicazione mi hanno permesso di comprendere le meccaniche di base di tecnologie quali HTML e CSS, ma anche di studiare le problematiche legate all’accessibilità di un sito“. L’attenzione di Andrea si è focalizzata soprattutto su quest’ultimo aspetto, e ciò lo ha portato a studiare il PHP ed applicarlo in un primo progetto, che porta avanti tuttora: “Farfalla“, volto alla creazione di un’applicazione web che serva a facilitare la scrittura alle persone affette da difficoltà motorie.

In contemporanea ha avviato alcune collaborazioni con realtà interessanti quali Mediaset ed una parallela attività da freelance. Finché un giorno quasi per caso è venuto a contatto con il progetto OLPC: “Dovevo scegliere un posto dove andare per il mio stage di dottorato, e pensavo sarei andato in qualche centro dedicato all’interaction design. Ed invece sono stato messo in contatto con alcuni responsabili del progetto CEIBAL, l’incarnazione uruguayana del progetto OLPC“.

E’ così che Andrea da febbraio al luglio 2009 è stato in Uruguay, per poi tornarci a maggio 2010, avendo modo di conoscere un ambiente ed una cultura profondamente differente da quella nostrana: “Ho capito come funzionano le scuole laggiù, ed ho conosciuto bambini di una speciale scuola per disabili motori” e tutto questo mentre “Collaboravo con i tecnici del progetto, aiutandoli a trovare le soluzioni migliori per aggiungere opzioni di accessibilità di base in grado di facilitare l’uso del mouse e della tastiera.“. Si è anche avvicinato ad un’associazione di volontariato, con la quale ha avviato lo sviluppo di un software specifico per le esigenze di bambini autistici e con difficoltà comunicative.

Nel futuro Andrea cerca un incarico accademico, perchè il rapporto con gli studenti lo attira e gli dà molte soddisfazioni. Continuando però ad operare nel campo dell’accessibilità, con il sogno di “un mondo dove l’accessibilità non sia una soluzione da applicare bensì una caratteristica fondamentale degli ambienti in cui viviamo“.

Arrivare a gestire i progetti online di grandi aziende: la storia di Stefano Mizzella

22 giugno 2010 scritto da Guido Arata - 1 Commento »

Stefano Mizzella – classe 1980 – è parte del team di OpenKnowledge e si trova oggi a gestire i progetti online di grandi aziende

Stefano ha avuto il primo approccio con Internet durante i primi anni del Liceo, e mi confessa di ricordare benissimo l’invidia provata verso chi sfoggiava sul suo biglietto da visita il link del proprio sito personale. In quel periodo la Rete era per lui un immenso database di brani musicali e di informazioni accessibili a costo zero, ma la passione per film e romanzi di fantascienza lo hanno indotto ad andare oltre e dare un significato più profondo a quella piattaforma. La presa di coscienza circa il potenziale offerto da Internet risale ai primi anni di Università quando, trovandosi a frequentare attivamente forum e chat, ha  iniziato ad affascinarsi alla possibilità di creare e coltivare relazioni sociali per qualsiasi tipo di argomento ed interesse condiviso. E’ stato un processo graduale che “mi ha permesso di rendermi conto quanto un computer scollegato dalla Rete fosse poco più di un banale elettrodomestico“.

Da quel momento ha deciso di scendere in campo attivamente, iniziando con l’apertura di blog e forum dei professori universitari, attraverso i quali facilitare la comunicazioni tra studenti e docenti. Inoltre ha iniziato a partecipare ai primi barcamp italiani, durante i quali ha avuto modo di stringere forti relazioni con altre personalità interessate alla Rete . Ma non solo: “Ad alcuni eventi ho partecipato in qualità di speaker, ed è così che ho raggiunto i primi incarichi da freelance: alcuni professionisti presenti in sala al termine della mia presentazione mi hanno avvicinato  proponendomi una collaborazione“. Si trattava di esperienze che di volta in volta andavano ad arricchire il suo know-how in materia di community management e social media marketing, e grazie ai quali ha potuto affermare la propria figura a livello professionale. In seguito sono arrivati  i primi incarichi per conto di grandi aziende come Mediaset e Metzeler, raggiunti grazie alla collaborazione con l’Osservatorio Nuovi Media dell’Università Bicocca di Milano.

Tra le persone con le quali Stefano è entrato in contatto agli eventi c’è Emanuele Quintarelli, che un giorno gli ha parlato della possibilità di entrare a far parte del team di OpenKnowledge, gruppo che ha come mission principale quella di aiutare le aziende con gli strumenti tipici del 2.0. “La proposta mi ha subito allettato ed ha mandato in fumo la volontà di continuare la mia attività da freelance“.

Da lì a poco Stefano si è trovato a dirigere e coordinare progetti per grandi e grandissime aziende sia nazionali che internazionali, il che gli ha dato la possibilità di capire i meccanismi che regolano queste realtà, “comprendendo anche quale sia il modo migliore per comunicare in maniera vincente con loro“.

Si trova inoltre quotidianamente a contatto con realtà estere, in quanto OpenKnowledge ha sedi a Londra, Sydney e Shangai. Mi racconta che in occasione di un progetto per Oracle Europe ha dovuto interfacciarsi con un team trasversale tra Italia, Cina e Messico:“Anche questa apertura internazionale sta rappresentando per me un forte arricchimento“.