Breve rassegna di “good advice” elargiti da alcuni dei più importanti venture capitalist protagonisti della scena internazionale.
Preparare un pitch, una presentazione a tempo durante la quale raccontare a un potenziale finanziatore chi siete e cosa fa la vostra azienda, è un arte. Creare la presentazione perfetta è un task complesso e articolato che richiede dedizione e che, prima di tutto, impone sintesi, semplicità e chiarezza indipendentemente dalla quantità di tempo che si ha a disposizione per raccontare la propria storia.
Meglio quindi non dare nulla per scontato e mandare a memoria gli utili consigli elargiti da alcuni Venture Capitalist di primo livello che Chris Cameron ha gentilmente raccolto per noi sulle pagine di ReadWriteWeb. Si comincia con le parole di Chris Dixon, il quale sottolinea come un potenziale finanziatore sia più interessato alle persone che alle loro idee. Quest’ultime, infatti, possono evolversi o addirittura mutare in corso d’opera, mentre i talenti in gioco sono e restano quelli, quindi devono dimostrare subito di essere all’altezza. E’ anche per questo, aggiunge Dixon, che a una startup si chiede una demo funzionante: chi la esige vuole verificare non tanto o non solo che il prodotto funzioni, quanto soprattutto che chi lo propone sappia costruirlo davvero.
Mark Suster affronta invece un altro aspetto tutt’altro che banale eppure spesso trascurato: quando si va a fare una presentazione, chi va a rappresentare l’azienda? Ci sono situazioni in cui i CEO è più che sufficiente, e altre in cui mettere presentarsi con l’intera squadra ha il suo bel senso. Decidete volta per volta. Ciò che vale sempre è che, se si va in gruppo, è bene partire avendo ben chiaro chi dice che cosa, chi interviene a che punto della presentazione o risponde alle domande difficili, come e quando passarsi la palla. Serve insomma “provare” la presentazione, creare la giusta alchimia per ottenere la massima chiarezza e, allo stesso tempo, dare l’impressione che il team è ben affiatato.
Andando avanti, quando si parla di “good advices” per fare un buon pitch, è impossibile non citare un grande classico del genere e riportare fedelmente la famosa formula 10/20/30 di Guy Kawasaki: secondo il venture capitalist, infatti, una presentazione in power point come si deve è composta di 10 slide, dura al massimo 20 minuti e non impiega mai un font inferiore a 30 punti. Lasciate a casa i fronzoli e badate alla sostanza, insomma.
Don Rainey invece si sofferma su alcuni errori assolutamente da non fare durante un colloquio: a parte l’ovvio “non arrivare mai in ritardo” e il meno scontato “non chiedete a un VC di firmare un non-disclosure agreement”, Rainey conferisce la palma di errore peggiore al presentarsi davanti a un potenziale finanziatore senza sapere nulla della sua storia e delle sue attività. Secondo Rainey un simile passo falso mina alla base la credibilità di chi presenta. “Chi vi ascolta avrà l’impressione che voi non siate in grado di fare tutto ciò che è necessario per avere successo – spiega – proprio perché in questo specifico caso non lo avete fatto”.
Chiudiamo questa breve rassegna con un video i cui David S. Rose tiene un “pitch su come preparare un pitch” per la TED University. Simpatico e autoironico, Rose apre la sua presentazione (della durata di circa 13 minuti) spiegando che, per catturare l’attenzione del vostro interlocutore, dovete esser capaci di raccontare una storia. La vostra storia, dal momento che chi deve investire soldi in un progetto, come già detto bada più a chi siete che non all’idea che presentate. Il resto dei suoi ottimi consigli, li lasciamo scoprire a voi.
Buona visione.


Guido Arata






