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Emanuele Iovine: un portale per riavvicinare i giovani alla cultura

19 gennaio 2010 scritto da Guido Arata - Inserisci un commento »

Emanuele Iovine al Working Capital di Milano ha presentato Giovami, un progetto con il quale vuole riavvicinare i giovani alla cultura, parlando il loro linguaggio.

Al Working Capital di Milano Emanuele Iovine ha presentato Giovami, un progetto culturale incentrato sul modello di loyalty. Emanuele ha constatato che oggi il tempo libero è una risorsa estremamente labile, su cui viene investito sempre meno denaro. Esempio di questa situazione sono i giovani, che di anno in anno trascorrono sempre più tempo su Internet.

Stando ad una recente indagine di Demos & PI ben 7 ragazzi su 10 entrano in rete ogni giorno. Tra i più giovani del campione considerato oltre il 74% ha dichiarato di sfruttare il Web non soltanto per aggiornare il proprio status su Facebook o per chattare, ma anche per consultare le notizie sui principali portali di informazione, ascoltare le radio online e documentarsi circa temi di loro interesse.

Tale situazione allontana i giovani dagli eventi culturali che quotidianamente si tengono nelle grandi città e l’obiettivo di Giovami è proprio quello di attirarli nuovamente. Emanuele ha pensato ad un meccanismo di sconti e di promozioni riservati ai giovani iscritti all’iniziativa, con la possibilità di guadagnare punti in seguito a ogni evento culturale al quale si è preso parte. Affinché l’iniziativa riscuota successo tra i ragazzi, però, è necessario avvicinarli in maniera innovativa, moderna, utilizzando il loro linguaggio. Per questo Emanuele non propone tessere, né card, che attestino l’appartenenza all’iniziativa: per prenderne parte basta registrarsi al portale mentre per usufruire degli sconti ha ideato un sistema di coupon promozionali da ricevere via sms.

Franco Bernabè al Working Capital Firenze (video)

8 ottobre 2009 scritto da Nicola Bruno - 2 Commenti »

Fermare la fuga dei cervelli all’estero. Puntare sui giovani. Rilanciare il paese, usando le intrinseche opportunità offerte dalla rete. Questo il pensiero dell’amministratore delegato di Telecom Italia.

«Working Capital non è un’iniziativa imprenditoriale o economica, ovvero non è un’iniziativa di venture capital da cui  Telecom Italia si aspetta dei ritorni». Queste le parole dell’amministratore delegato Franco Bernabè, durante la tavola rotonda “Dialogo sull’innovazione” che si è tenuta a Firenze presso Palazzo Strozzi lo scorso 30 settembre.

Anche nelle modalità attraverso cui agisce, Working Capital non è da considerarsi un fondo di tipo tradizionale. Telecom Italia, infatti, non dà incentivi o strumenti di tipo finanziario alle start up coinvolte nel programma, piuttosto fornisce loro aiuti in natura come connettività, capacità di server, esperienza, capacità di elaborazione, ossia tutto quello che serve dal punto di vista infrastrutturale per costruire un’azienda.

Si è scelto di non finanziare queste imprese emergenti attraverso lo stanziamento di capitali liquidi anche perché l’esperienza della bolla speculativa del 2000 è stata fortemente negativa. Il costo sociale complessivo di quella crisi finanziaria è stato pesante ed ha avuto gravi ripercussioni.

Dal momento del suo lancio ad oggi, il progetto Working Capital si è evoluto. Una delle principali novità introdotte riguarda le borse di studio (il cosiddetto “contratto di ricerca”), ossia un finanziamento inferiore ai 30mila euro, concesso a giovani che, pur non essendo maturi per intraprendere un’iniziativa imprenditoriale, risultano meritevoli di aiuto riguardo lo sviluppo dei loro progetti di studio e di ricerca.

Attraverso Working Capital, l’ambizione di Telecom Italia è di dare un contributo positivo al Paese che, secondo Bernabè, ha ancora delle enormi potenzialità da esprimere. Dopo il 1989, dopo la caduta del Muro di Berlino, l’Italia ha perso prestigio sulla scena internazionale, occupando oggi un ruolo alquanto marginale; ma proprio per questo è necessario fare un salto per recuperare terreno. Bisogna fare affidamento sui giovani in quanto sono una delle risorse primarie per iniziare la risalita. Qui si può trovare riassunto lo spirito dell’iniziativa. L’idea di fondo è che dare ai giovani l’opportunità di costruirsi un futuro in Italia sia fondamentale, poiché solo così si può davvero rilanciare il Paese. La cosiddetta “fuga dei cervelli” va fermata a tutti i costi.

A tal proposito Working Capital si configura come un’attività esplorativa, uno strumento di dialogo con i giovani e con le istituzioni. Telecom Italia si è messa così alla ricerca di talenti, non rinunciando al suo ruolo sociale di grande impresa. Anzi, credendo a tal punto nel progetto da fare in modo che le sue più alte cariche contribuissero personalmente – vedi la presenza dello stesso Bernabè alle tappe del Working Capital Tour, agli eventi Venice Sessions, al Capitale Digitale, alla BlogFest, ecc.

La grande rivoluzione portata dalla rete, secondo Bernabè, è stata rovesciare il paradigma del gigantismo delle aziende e della loro strutturazione gerarchica, iniziata con la rivoluzione industriale. A suo modo di vedere la rete, caratterizzata da una struttura in cui l’intelligenza viene espressa nella periferia, può essere uno strumento validissimo per fare recuperare terreno all’Italia e creare una serie di opportunità per i giovani.
A margine del suo intervento Bernabè ha ricordato i numeri del progetto Working Capital: 5500 persone coinvolte nell’iniziativa, 250 idee progettuali esaminate, di cui 4 sono già state scelte e altre 5 sono in via di analisi.

Davide Rigon presenta SpecialNight – Elevator pitch (video)

4 agosto 2009 scritto da Nicola Bruno - 1 Commento »

Il webmaster Davide Rigon e il dj Roberto Cecchetto hanno portato all’elevator pitch di Torino un progetto che riguarda la promozione della vita notturna e delle discoteche in particolare.
Dall’unione delle loro passioni è venuto fuori Specialnight.net, un sito che vuole essere punto d’incontro tra giovani utenti e informazioni sulle serate organizzate dalle discoteche.
Il network in questione si compone di varie sezioni e funzioni, aspira cioè ad essere non solo un social network, ma anche un forum, un portale ed un blog.
Specialnight.net si propone come sito per un target giovanile – che va all’incirca dai 16 ai 35 anni: persone che si informano, che cercano informazioni sui locali notturni ma che, allo stesso tempo, hanno bisogno di interazione con loro simili, cioè con altra gente che frequenta lo stesso mondo.
Sotto un certo aspetto, avere le discoteche come clienti per il sito potrebbe essere redditizio, poiché – a quanto pare – queste società sono costrette a spendere molto in comunicazione; una discoteca investe molto nella promozione di una serata (una cifra pari quasi a quello che una piccola impresa spende in un mese) dal momento che ha difficoltà a far nascere nei propri clienti una certa fidelizzazione.
Specialnight.net ha già effettuato dei market test ed ha iniziato a stringere accordi con alcune discoteche per la creazione di eventi.