Sabato 30 gennaio, presso l’Istituto Superiore Antincendi di Roma, si è svolto il KublaiCamp 2010, seconda edizione dell’appuntamento annuale in cui la community creativa del progetto si ritrova per conoscersi dal vivo e per assegnare i KublaiAward.
Le reti sociali possono servire a dare notorietà alle idee di chi ha voglia di creare qualcosa di nuovo. Spesso, però, non si è in grado di strutturare e presentare un progetto valido. Kublai è un’iniziativa di tutoraggio (coaching) del Laboratorio per le politiche di sviluppo del Ministero dello Sviluppo Economico, che offre risorse formative e uno spazio in cui condividere le proprie idee legate a iniziative sociali 2.0, discutendo e raccogliendo il tutto in un unico ambiente on-line.
Lo sviluppo dei progetti, dei business plan e delle presentazioni relative è curato e seguito in due luoghi, uno di discussione e confronto online sul sito ufficiale, l’altro d’incontro fisico, il KublaiCamp, durante il quale sono previsti sia momenti di formazione in grado di creare uno spirito di gruppo tra i partecipanti, che l’assegnazione del premio per il miglior progetto dell’anno.
L’edizione 2010 ha raccolto oltre 50 proposte (per un totale di oltre 200 dalla nascita del progetto), delle quali sei sono entrate in finale e una è stata proclamata vincitrice. Il premio consiste in 5.000 euro da spendere in consulenze per migliorare la realizzazione dell’idea.
Il KublaiCamp di quest’anno si è tenuto nelle sale dell’Isa (Istituto Superiore Antincendi) di Roma, proprio sotto al cilindro del Gazometro, nell’area che si avvia a diventare non solo polo culturale ma anche immagine di Roma. In giuria c’era anche Luigi Mastrobuono, Capo di Gabinetto del Ministero dello Sviluppo Economico.
I sei finalisti dell’Award 2010 sono stati, in ordine d’esposizione, Portoqui, Pazienti.Org, Film Voices, Mafia Connection, Balla coi cinghiali e Caffé Galante.
Raccontare i film
A vincere è stato Film Voices, un progetto nato a Bologna ma che spera di svilupparsi su scala nazionale. “Ciechi e ipovedenti amano il cinema perché è ricco d’informazioni audio”, dice Ottavia Spaggiari, relatrice del progetto, “tanto che molti di loro vanno in sala anche una volta a settimana”. In Italia le due associazioni relative raccolgono ben 1,8 milioni di ipovedenti, un mercato piuttosto ricco e spesso trascurato. “In Gran Bretagna le audiodescrizioni in sala sono partite con il finanziamento statale”, continua Ottavia, “e ci hanno detto che per loro era comunque una questione di servizio da erogare, senza problemi economici”. D’altronde da quelle parti è da sempre fiorente la cultura dell’audiolibro, veri romanzi recitati da un attore, fenomeno che da noi è vissuto solo di episodiche fiammate.
L’attività prevista nel business plan si estende su 24 mesi ed è articolata su tre tipi di ricavi, derivanti dalla Rassegna della Cineteca di Bologna, dalla vendita diretta online e da una quota sui biglietti venduti nelle sale. “Le nostre audiodescrizioni sono pensate per le sale cinematografiche, non come download”, precisa Giulia Baccolini, che sviluppa e aggiorna il busines plan. “Ad un iniziale semestre di formazione, in perdita per circa 90 mila euro, faranno seguito 144 descrizioni ogni sei mesi, per un totale di 432 opere, ciascuna di costo medio pari a 3.350 euro.”
“L’obiettivo a lungo termine è dotare il 10% dei cinema italiani dell’impianto di radiotrasmissione, che costa circa 10 mila euro” più i canoni annuali di manutenzione. “Non puntiamo ai multisala, ma piuttosto alle storiche sale dei centro-città italiani”, e magari ai cineforum e agli istituti di cultura.
Aggregare idee
Un progetto inserito nella lista e poi usato come format è stato Pitch Club, un contest di presentazioni veloci (10 slide in 200 secondi, testo quasi proibito) basato sulla comunicazione e non sul contenuto, che ha visto l’acclamazione di Equalway.
Sempre nell’ottica di fare da aggregatore, il KublaiCamp ha dato spazio al BollentiSpiritiCamp, l’iniziativa del 6/7 Febbraio alla Fiera del Levante di Bari. “A differenza delle altre regioni, Abbiamo deciso di dare i fondi direttamente ai giovani ancora non costituiti come azienda”, ha spiegato Annibale D’Elia dell’assessorato alla trasparenza e cittadinanza attiva. I numeri sono importanti: 1.600 proposte da quasi tutti i comuni pugliesi, 420 finanziati.







Francesco Lentini





