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KublaiCamp 2010: Film Voices vince il premio come miglior progetto dell’anno

4 febbraio 2010 scritto da Leo Sorge - 2 Commenti »

Sabato 30 gennaio, presso l’Istituto Superiore Antincendi di Roma, si è svolto il KublaiCamp 2010, seconda edizione dell’appuntamento annuale in cui la community creativa del progetto si ritrova per conoscersi dal vivo e per assegnare i KublaiAward.

(Kublai) And the winner isLe reti sociali possono servire a dare notorietà alle idee di chi ha voglia di creare qualcosa di nuovo. Spesso, però, non si è in grado di strutturare e presentare un progetto valido. Kublai è un’iniziativa di tutoraggio (coaching) del Laboratorio per le politiche di sviluppo del Ministero dello Sviluppo Economico, che offre risorse formative e uno spazio in cui condividere le proprie idee legate a iniziative sociali 2.0, discutendo e raccogliendo il tutto in un unico ambiente on-line.
Lo sviluppo dei progetti, dei business plan e delle presentazioni relative è curato e seguito in due luoghi, uno di discussione e confronto online sul sito ufficiale, l’altro d’incontro fisico, il KublaiCamp, durante il quale sono previsti sia momenti di formazione in grado di creare uno spirito di gruppo tra i partecipanti, che l’assegnazione del premio per il miglior progetto dell’anno.

L’edizione 2010 ha raccolto oltre 50 proposte (per un totale di oltre 200 dalla nascita del progetto), delle quali sei sono entrate in finale e una è stata proclamata vincitrice. Il premio consiste in 5.000 euro da spendere in consulenze per migliorare la realizzazione dell’idea.

Il KublaiCamp di quest’anno si è tenuto nelle sale dell’Isa (Istituto Superiore Antincendi) di Roma, proprio sotto al cilindro del Gazometro, nell’area che si avvia a diventare non solo polo culturale ma anche immagine di Roma. In giuria c’era anche Luigi Mastrobuono, Capo di Gabinetto del Ministero dello Sviluppo Economico.
I sei finalisti dell’Award 2010 sono stati, in ordine d’esposizione, Portoqui, Pazienti.Org, Film Voices, Mafia Connection, Balla coi cinghiali e Caffé Galante.

Raccontare i film
A vincere è stato Film Voices, un progetto nato a Bologna ma che spera di svilupparsi su scala nazionale. “Ciechi e ipovedenti amano il cinema perché è ricco d’informazioni audio”, dice Ottavia Spaggiari, relatrice del progetto, “tanto che molti di loro vanno in sala anche una volta a settimana”. In Italia le due associazioni relative raccolgono ben 1,8 milioni di ipovedenti, un mercato piuttosto ricco e spesso trascurato. “In Gran Bretagna le audiodescrizioni in sala sono partite con il finanziamento statale”, continua Ottavia, “e ci hanno detto che per loro era comunque una questione di servizio da erogare, senza problemi economici”. D’altronde da quelle parti è da sempre fiorente la cultura dell’audiolibro, veri romanzi recitati da un attore, fenomeno che da noi è vissuto solo di episodiche fiammate.
L’attività prevista nel business plan si estende su 24 mesi ed è articolata su tre tipi di ricavi, derivanti dalla Rassegna della Cineteca di Bologna, dalla vendita diretta online e da una quota sui biglietti venduti nelle sale. “Le nostre audiodescrizioni sono pensate per le sale cinematografiche, non come download”, precisa Giulia Baccolini, che sviluppa e aggiorna il busines plan. “Ad un iniziale semestre di formazione, in perdita per circa 90 mila euro, faranno seguito 144 descrizioni ogni sei mesi, per un totale di 432 opere, ciascuna di costo medio pari a 3.350 euro.”
“L’obiettivo a lungo termine è dotare il 10% dei cinema italiani dell’impianto di radiotrasmissione, che costa circa 10 mila euro” più i canoni annuali di manutenzione. “Non puntiamo ai multisala, ma piuttosto alle storiche sale dei centro-città italiani”, e magari ai cineforum e agli istituti di cultura.

Aggregare idee
Un progetto inserito nella lista e poi usato come format è stato Pitch Club, un contest di presentazioni veloci (10 slide in 200 secondi, testo quasi proibito) basato sulla comunicazione e non sul contenuto, che ha visto l’acclamazione di Equalway.
Sempre nell’ottica di fare da aggregatore, il KublaiCamp ha dato spazio al BollentiSpiritiCamp, l’iniziativa del 6/7 Febbraio alla Fiera del Levante di Bari. “A differenza delle altre regioni, Abbiamo deciso di dare i fondi direttamente ai giovani ancora non costituiti come azienda”, ha spiegato Annibale D’Elia dell’assessorato alla trasparenza e cittadinanza attiva. I numeri sono importanti: 1.600 proposte da quasi tutti i comuni pugliesi, 420 finanziati.

Foto di Elena Trombetta

Working Capital al VentureCamp di Mind the Bridge: presentazione dei primi risultati e premiazione della startup più innovativa

24 novembre 2009 scritto da Guido Arata - 3 Commenti »

Il 6 ed il 7 novembre Working Capital ha partecipato a Milano al VentureCamp, dove ha presentato i risultati raggiunti dal progetto e assegnato il premio ”Working Capital Mind the Bridge Gym” ad Alessio Paolucci.

A Milano il 6-7 novembre si è tenuto il Venture Camp, barcamp organizzato da Mind the Bridge, iniziativa no-profit – fondata nel 2007 da Marco Marinucci – che ha l’obiettivo di mettere in contatto gli imprenditori italiani con il mondo degli investitori californiani della Silicon Valley. Come infatti è stato più volte ripetuto alla tavola rotonda del Working Capital di Napoli, in Italia il problema non è più avere fondi per le proprie idee, ma piuttosto trovare gruppi in grado di guidare il progetto lungo un percorso imprenditoriale vincente. Per questo dare ai giovani la possibilità di entrare in contatto con la realtà della Silicon Valley rappresenta un’occasione molto importante.

Working Capital era presente al VentureCamp, dove ha presentato i primi dati fatti registrare dal progetto, lanciato nei primi mesi di quest’anno. Telecom Italia ha ricevuto oltre 241 business plan, oltre 550 persone hanno partecipato agli eventi del Barcamp Tour, ai quali vanno aggiunti gli oltre 5.420 aspiranti imprenditori registrati al portale e le 3.500 connessioni con il progetto registrate sui social network.

La partecipazione di Working Capital al VentureCamp è stata l’occasione per presentare i primi deal e per l’assegnazione del “Premio Working Capital Mind the Bridge Gym”, che assicura al vincitore un posto nel Silicon Valley Road Show, un viaggio nella patria del venture capitalism che ha come obiettivo quello di favorire l’instaurazione di rapporti concreti tra la scena imprenditoriale italiana e il mondo degli investitori californiani. Il vincitore è stato Alessio Paolucci con Mnemoo, un motore di ricerca semantico. Il progetto è stato premiato per la sua particolare carica innovativa e per la capacità di esplorare un settore che anticipa le nuove direttrici di sviluppo di Internet, posizionandosi in uno scenario che non vede ancora la presenza di attori consolidati, ideale quindi per la crescita e il successo di una startup.

Tesicamp rovescia l’aula classica

15 ottobre 2009 scritto da Nicola Bruno - 2 Commenti »

Pubblichiamo il post di Lisa Di Sevo riguardo il Tesicamp, tenutosi la scorsa settimana presso il Palazzo dei Giureconsulti di Milano.

Il 9 ottobre presso il Palazzo dei Giureconsulti di Milano si è svolto il Tesicamp, evento durante il quale neolaureati e laureandi hanno avuto la possibilità di mostrare e discutere i loro lavori davanti ad un pubblico selezionato di aziende e investitori.

Come giustamente si chiede Anna Torcoletti sul suo blog: «Perchè tenere la tesi appoggiata in uno scaffale? È più stimolante per tutti condividerla, meglio ancora se in un clima sereno ed informale davanti ad altri soggetti (che siano studenti o imprese) veramente motivati all’ascolto, a darci feedback e spunti di approfondimento».

L’atmosfera dell’evento era quella informale di un tipico barcamp, con la differenza che l’oggetto delle presentazioni era costituito dai lavori di tesi dei giovani appena usciti dall’università.

L’entusiasmo era tanto, i ragazzi erano divisi tra chi cercava di entrare nel mondo del lavoro e chi invece portava avanti il suo progetto con un’idea di impresa. Per alcuni ragazzi l’evento è stato subito proficuo: Liquida non si è fatta scappare l’opportunità di reclutare la neolaureata Valentina Spotti nel suo team.

L’evento era ben strutturato: in due salette avvenivano le presentazioni dei ragazzi su tematiche che spaziavano dal web collaborativo al crowdsourcing ed al termine di ogni pitch avveniva una sessione di Q&A coordinata da un professore della Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.

La giornata si è conclusa con un panel composto da investori, aziende e Camera di Commercio di Milano condotto egregiamente da Alberto D’Ottavi, a cui va il merito di aver organizzato questa iniziativa davvero innovativa, che ha dato la possibilità di far conoscere ai laureati tante inziative interessanti come ad esempio Working Capital di Telecom Italia, il cui obiettivo è supportare l’imprenditoria legata al web 2.0 e valorizzare i talenti dei ragazzi che vogliono intraprendere un progetto d’impresa in questo settore.

Lisa Di Sevo

Giampaolo Mancini per Trampoline – Elevator pitch (video)

29 luglio 2009 scritto da Nicola Bruno - Inserisci un commento »

All’elevator pitch di Torino Giampaolo Mancini ha portato “Trampoline”, una web application per la creazione di portali per l’autenticazione di reti wireless. Il servizio sarà offerto ‘in hosting’ con l’intenzione di fornire all’utente finale una migliore esperienza di accesso alla rete.
Mancini e il suo socio/collega Francesco Varano sono partiti dall’assunto per cui gli operatori che forniscono connettività wireless trovano molta difficoltà nel fornire servizi di autenticazione, a causa soprattutto della complessità delle reti wireless e perché in paesi quali l’Italia alcune leggi rendono difficile e onerosa l’erogazione di questi servizi – vedi il Decreto Pisanu.
La loro idea di business, dunque, consiste proprio nel rendere le cose più semplici: fornire un sistema di autenticazione come Saas (Software as a Service) e mettere a disposizione degli operatori wireless un’interfaccia di gestione molto semplice, sullo stile dei servizi 2.0.
Il mercato di riferimento è florido: la spesa globale in servizi managed per reti e servizi IT wireless si aggira intorno a 330 miliardi di Dollari l’anno. I principali competitor della società di Mancini sono due, molto forti: Sputnik e Meraki. A differenza di Trampoline, però, questi non dispongono della personalizzazione delle pagine di accesso per gli utenti e dipendono dall’installazione di specifici dispositivi wireless (access point e router) oppure hanno la necessità di essere installati presso casa dell’utente.
I clienti di Trampoline hanno la possibilità di creare un portale di accesso con box di autenticazione e servizi a valore aggiunto e persino spazio per pubblicità di tipo display, il tutto facilmente personalizzabile e configurabile con pochi click – attraverso uno ‘wizard’ che li aiuta in questa operazione. La sua gestione sarà possibile attraverso le classiche interfacce web 2.0, mentre la connessione con le loro reti wireless avverrà grazie a ‘tunnel IP’ o network appliance.
Il modello di business abbinato al progetto è la vendita di un servizio di tipo premium (abbonamenti annuali e/o semestrali) e la riscossione di una tassa per l’utilizzo della banda sui server. Prevista anche la possibilità di un accesso a questi servizi a breve termine, ad esempio soluzioni per singolo giorno ottimizzate per eventi one-shot.
Allo stato attuale il motore di autenticazione di Trampoline è perfettamente funzionante; un progetto dettagliato del resto di sistema esiste già.
La società è presente nel “Development Project” di Top-IX , perciò dispone di determinate risorse (spazio server e banda di connessione); ciò nonostante sta cercando risorse per finanziare 6 mesi di sviluppo, al fine di arrivare ad una versione online beta funzionante. Proprio per questo motivo si è rivolta a Telecom Italia Working Capital.

Giovanna Guarriello per Pubblitag – Elevator pitch (video)

28 luglio 2009 scritto da Nicola Bruno - Inserisci un commento »

All’elevator pitch di Torino Giovanna Guarriello ha presentato Pubblitag, un modo alternativo di fare pubblicità sfruttando i QR code. L’idea di questa società – già presente sul mercato da un paio di anni – prevede la combinazione di un mix tra un prodotto, un consumatore, una logica 2.0, un messaggio pubblicitario e una tecnologia abilitante di facile accesso (vedi il cellulare). Difatti è proprio tramite questo apparecchio che l’utente procede a scansionare un QR per ottenerne informazioni promozionali e/o pubblicitarie relative all’oggetto su cui il codice è stampigliato. Un sistema che peraltro non prevede l’utilizzo di una connessione internet per accedere ai dati collegati al codice QR.
Gli sviluppatori di questo progetto sono dell’idea che la pubblicità tradizionale, di massa, non riesca ancora a soddisfare bisogni specifici. Da qui scaturisce l’intento di realizzare un servizio in grado di dare informazioni pertinenti sul prodotto, non solo in rapporto al prodotto stesso ma soprattutto in rapporto ai desiderata dell’utente, ossia un messaggio promozionale più calato sui bisogni e sulle esigenze di chi lo fruisce. L’approccio di Pubblitag, dunque, è orientato a creare e diffondere messaggi definibili come “iperpertinenti”.