Posts Tagged ‘angel investors’

Entrepreneurship news #6

24 novembre 2009 scritto da Giorgio Marandola - Inserisci un commento »

Cinque link alle notizie più rilevanti della settimana riguardanti il mondo dell’imprenditoria online, delle start up e del venture capitalism.

How to select your angel investors

How to select your angel investors

In questo articolo Chris Dixon illustra quali sono i criteri che guidano l’imprenditore nella scelta di un angel investor partendo, come al solito, da situazioni realmente affrontate nella sua carriera di venture capitalist. Dixon parte da quello che a suo avviso è l’errore più comune, quello di affidarsi all’investitore più “famoso”.

The problem with VC motivation

Fred Destin, della venture firm Atlas Venture, in questo articolo compie un’analisi della figura del venture capitalist partendo, ovviamente, dalla sua esperienza diretta. Quali sono le motivazioni, i modi di agire e di lavorare di un investitore professionista?

Myth: Entrepreneurship Will Make You Rich

Eric Ries ha avuto l’occasione di partecipare come mentor all’ultimo Seedcamp a Londra, assistendo a diversi pitch. In questo articolo presenta la domanda che ha posto a tutti gli aspiranti imprenditori ascoltati e smonta il mito secondo cui chi fonda un’azienda ha davanti a sè una strada facile per diventare ricco.

Stunningly Awful Demos: Five Things Not To Do in a Demo

Guy Kawasaki, presentando il lavoro di Peter Cohan, parla dei cinque errori che non dovrebbero mai essere commessi durante un elevator pitch di fronte a un venture capitalist. Un articolo semplice e immediato, ma che sarà molto utile a chi dovrà fare una presentazione al prossimo Working Capital.

How long should your “trial” period run?

Il trial period, ovvero il periodo di prova gratuita di un determinato software o servizio, è utile? Quanto deve essere lungo il trial period ideale? E quali caratteristiche deve avere? Seth Levine illustra le sue riflessioni sul tema in questo articolo, coinvolgendo i lettori e gli utilizzatori finali di molti software in modalità free trial.

Entrepreneurship news #4

10 novembre 2009 scritto da Giorgio Marandola - Inserisci un commento »

How to select your angel investors
In questo articolo Chris Dixon affronta, riportando esperienze vissute nella sua carriera di venture capitalist, il problema della scelta dell’angel investor per il primo round di finanziamento. Dixon riporta frammenti di vita vissuta proprio in situazioni di questo tipo, elemento che rende il suo pezzo ancor più interessante.
Company Math vs VC Math
Josh Kopelman prende in esame i tre fattori che ogni venture capitalist valuta quando sta per finanziare una startup: la percentuale di proprietà, l’ammontare del capitale investito ed il ritorno sull’investimento necessario all’uscita dalla società.
Are Business Plans Still Necessary?
Sono ancora necessari i business plans? In questo articolo, della serie Startup Advice, Mark Suster si chiede se con l’avvento del Web 2.0 come fenomeno sia economico che sociale, e nell’era del “launch and learn”, siano ancora necessarie le classiche procedure di pianificazione durante la fase di avvio di una startup.
Founder Visas: A Good Idea
In questo articolo viene lanciata l’idea di istituire una quota annuale di permessi di soggiorno da attribuire a chi vuole recarsi negli Stati Uniti per fondare una startup in ambito web e tecnologico. Una sorta di “lascia passare”, quindi, dedicato ai cervelli provenienti dai paesi emergenti per quanto riguarda il livello di preparazione scientifica, come ad esempio l’India.
Early exits (without VC funding)
Un report, redatto da Startup North, del summit della National Angel Capital Organization a Toronto, in cui si è discusso di best practices e dei trend correnti nel campo dell’angel investing. I due temi principali della conferenza sono stati il co-investment e le early exits, argomento trattato in modo approfondito da Craig Hayashi.

Cinque link alle notizie più rilevanti della settimana riguardanti il mondo dell’imprenditoria online, delle start up e del venture capitalism.

How to select your angel investors

In questo articolo Chris Dixon affronta, riportando esperienze vissute nella sua carriera di venture capitalist, il problema della scelta dell’angel investor per il primo round di finanziamento. Dixon riporta frammenti di vita vissuta proprio in situazioni di questo tipo, elemento che rende il suo pezzo ancor più interessante.

Company Math vs VC Math

Josh Kopelman prende in esame i tre fattori che ogni venture capitalist valuta quando sta per finanziare una startup: la percentuale di proprietà, l’ammontare del capitale investito ed il ritorno sull’investimento necessario all’uscita dalla società.

Are Business Plans Still Necessary?

Sono ancora necessari i business plans? In questo articolo, della serie Startup Advice, Mark Suster si chiede se con l’avvento del Web 2.0 come fenomeno sia economico che sociale, e nell’era del “launch and learn”, siano ancora necessarie le classiche procedure di pianificazione durante la fase di avvio di una startup.

Founder Visas: A Good Idea

In questo articolo viene lanciata l’idea di istituire una quota annuale di permessi di soggiorno da attribuire a chi vuole recarsi negli Stati Uniti per fondare una startup in ambito web e tecnologico. Una sorta di “lasciapassare”, quindi, dedicato ai cervelli provenienti dai paesi emergenti per quanto riguarda il livello di preparazione scientifica, come ad esempio l’India.

Early exits (without VC funding)

Un report, redatto da Startup North, del summit della National Angel Capital Organization a Toronto, in cui si è discusso di best practices e dei trend correnti nel campo dell’angel investing. I due temi principali della conferenza sono stati il co-investment e le early exits, argomento trattato in modo approfondito da Craig Hayashi.

Come farsi finanziare un progetto dagli angel capitalist

15 settembre 2009 scritto da Nicola Bruno - 1 Commento »

angel investor ali

Alcuni consigli utili da parte di esperti del settore sulla redazione di una funding request, sulla scelta degli investitori migliori e su come presentare il proprio progetto.

Nel momento in cui inizia a muovere i primi passi, una start up può orientare la propria ricerca di finanziamenti in diverse direzioni. Oltre ai venture capitalist, un imprenditore può chiedere il denaro necessario allo sviluppo del proprio business anche ad un angel capitalist. Ma in cosa si differenziano questi due tipi di investitore? In estrema sintesi si può dire che un angel capitalist è un ponte, un livello intermedio, tra il venture capitalist e le persone a cui solitamente ci si rivolge all’inizio, quando si ha bisogno di fondi per dare vita alla propria attività – come parenti, amici, conoscenti, ecc. Un angel investor è, quindi, un individuo che provvede al finanziamento di una start up in cambio di una quota percentuale sulla proprietà o di un debito convertibile in denaro. Generalmente il rischio che questi investitori assumono è molto alto, anche se spesso la loro quota di partecipazione all’impresa si riduce al momento della IPO (l’offerta pubblica d’acquisto).

Esistono tanti angel capitalist desiderosi di investire il loro denaro in start up meritevoli. Tra le principali motivazioni che spingono a questa scelta c’è, ovviamente, anche il guadagno: ultimamente infatti il mercato azionario non ha rappresentato l’opzione migliore su cui investire.

Le statistiche indicano un rapporto di 1/15 tra la possibilità di farsi finanziare da una società di venture capital e quella di ottenere un investimento da un angel capitalist. Secondo il Center for Venture Research dell’Università del New Hampshire, lo scorso anno negli Stati Uniti 55.480 progetti sono stati finanziati da angel investor.
Non accade raramente che un imprenditore si rivolga ad un angel capitalist quando si rende conto di non essere in grado di accedere ai fondi stanziati dal venture capitalism. Ma ciò non significa che sia più semplice convincere un angel ad investire i propri capitali nella nostra idea di business.

A tal proposito, Guy Kawasaki ha stilato un elenco di 8 punti da seguire se si vogliono avere maggiori chance di riuscire in questa impresa.

Come comportarsi con gli angel investor?
1. Assicurarsi che si tratti di investitori “accreditati”. Rivolgersi cioè a persone autorevoli ed affidabili, magari lasciandosi consigliare da un buon avvocato che si occupa di finanza.
2. Assicurarsi che si tratti di investitori professionisti. Se a concedere il finanziamento è qualcuno che non fa il finanziatore di professione sarà più facile che questi inizi a creare problemi, mettendo ansia e fretta all’imprenditore. Un angel investor poco consigliabile è quello che si aspetta grandi ritorni sull’investimento in pochissimo tempo. Proprio per questo è preferibile rivolgersi a persone esperte, che conoscono bene quali sono i tempi e le dinamiche di una start up.
3. Non credere che sia facile convincere gli angel capitalist. Conquistare la fiducia di un angel investor non è più semplice che farsi finanziare da un venture capitalist. Entrambi i tipi di finanziatori hanno interesse a far fruttare il loro denaro. Anzi gli angel potrebbero essere maggiormente preoccupati del buon andamento della start up, dal momento che spesso investono in essa gran parte dei loro risparmi personali.
4. Comprendere le loro motivazioni. Sono tre i motivi principali per cui gli angel capitalist investono il loro denaro in una start up. Innanzitutto si tratta di persone che nella vita si sono già realizzate e hanno ora intenzione di ripagare la società, aiutando la formazione di una nuova generazione di imprenditori. Allo stesso tempo hanno voglia di sentirsi al passo con la tecnologia e sperano di essere coinvolti in qualche nuova società hi-tech di successo e, naturalmente, dalla loro attività di investitori vogliono avere dei ritorni econimici adeguati. Tutto ciò spiega come mai gli angle capitalist indirizzano i loro investimenti verso business più rischiosi.
5. Permettere agli angel capitalist di vivere di rendita. Un’altra importante motivazione che spinge gli angel investor a puntare su di una start up è quella di sperare di riuscire a vivere di rendita con gli sforzi del lavoro altrui. In cuor suo un angel ha il desiderio di rivivere il brividi dell’imprenditoria ma senza essere in “prima linea”.
6. Rendere estremamente comprensibile la propria idea di business. In casi come questo usare una terminologia troppo tecnica o complessa non rende. Spesso la persona da convincere non è un esperto del settore, per cui è preferibile spiegare come funziona la propria idea di business nel modo più semplice possibile.
7. Coinvolgere nel progetto persone di cui hanno già sentito parlare. Gli angel sono motivati a investire non solo dall’aspetto economico ma anche da quello sociale, ossia dal desiderio di mettere i propri soldi in start up gestite da gente giovane e brillante che sta cambiando il mondo. Talenti a parte, comunque, per questo tipo di investitore può essere ugualmente stimolante investire nella stessa start up dove sono già presenti altri angel capitalist abbastanza noti.
8. Mostrarsi affidabili. Gli angel investor spesso si lasciano letteralmente affascinare dagli imprenditori che gestiscono le start up in cui hanno investito, più di quanto non lo facciano i venture capitalist. Dunque il consiglio è quello di cercare di mostrarsi quanto più possibile affidabili, pronti, preparati e capaci.

Oltre a questo, Dave Lavinsky su GrowThink Blog suggerisce anche di non porre tutte le speranze sulla ricerca online. È completamente sbagliato affidarsi a quelle banche dati cui sono iscritti migliaia di investitori. Non ha senso compilare un form online e aspettarsi che arrivino valanghe di richieste di contatto da parte di angel investor, perché non accadrà mai. Non è così che funziona il mondo degli angel investor e dei venture capitalist e non è questo il modo in cui ci si procura la loro fiducia.

Un’arma molto efficace, invece, è la funding request. Questa lettera è un ottimo veicolo per entrare in contatto con tutte quelle persone che abbiamo identificato come possibili angel investitor e per chiedere loro un primo incontro esplorativo. Se scritto con la dovuta cura, questo documento di richiesta può fare davvero la differenza.

Cosa scrivere dunque in questa lettera? Il blog Go 4 Funding suggerisce di strutturarla in 5 punti: introduzione (il prodotto o servizio che sarà venduto dall’azienda e la quantità di fondi che si vuole raccogliere), descrizione (tutte le informazioni necessarie riguardo l’investitore e la start up), opportunità di mercato (il mercato target, la base di consumatori che si vuole raggiungere e perché il prodotto/servizio dovrebbe avere successo), richieste (la spiegazione delle necessità finanziarie del business), punti chiave (gli elementi più importanti che possono far aumentare considerevolmente il valore dell’accordo).

Questo documento dovrebbe essere breve e chiaro allo stesso tempo. Il consiglio dunque è di scriverlo con molta attenzione, evitando di creare troppe aspettative intorno al potenziale business.

Fonte della foto: GuyKawasaki Blog.