Alla tappa partenopea del Working Capital Tour Francesco Adolfo Danza ha presentato SEMAS, una tecnologia in grado di trarre informazioni riguardanti flussi video online associando ad essi delle tag.
Francesco Adolfo Danza al Working Capital di Napoli ha presentato SEMAS, un progetto basato sui contenuti multimediali: questa tecnologia è in grado di elaborare flussi video analizzandone gli elementi, classificandone le informazioni e associandovi delle tag. Acquisendo tali dati è possibile ricercare informazioni riguardo ai soggetti del video e renderle disponibili agli utenti. Il sistema rende inoltre possibile l’implementazione di avanzate funzionalità di ricerca nelle tradizionali mediateche, permettendo non soltanto di mostrare tra i risultati intere clip – come accade oggi su YouTube – ma di riportare addirittura le porzioni dei video che trattano o raffigurano le chiavi desiderate. Così facendo, contenuti molto lunghi, poco adatti alla fruizione online, si trasformano addirittura in vere e proprie mediateche nelle quali ciascuna scena è considerata una clip indipendente.
Al momento i principali portali di video sharing offrono funzionalità di tagging video molto semplici e per nulla automatiche: sono gli utenti a selezionare manualmente la scena alla quale associare un metadato. Diversa è la situazione riguardante l’acquisizione di informazioni sull’audio incorporato nei video: ad esempio YouTube è in grado di riconoscere la canzone utilizzata come sottofondo ad una clip, mentre Facebook oscura i video postati dagli utenti che riportano audio coperto da copyright.
La fruizione dei video online è andata incontro ad una crescita senza precedenti – traghettata da YouTube prima e da Facebook poi – attirando l’attenzione dei principali gruppi attenti al business online. Primo fra tutti Google, che ha acquistato YouTube nell’inverno del 2006 e che da qualche mese sta sperimentando nuove forme di advertising associato ai video. Per il momento non si registrano risultati troppo entusiasmanti, ma ciò è dovuto all’assenza di una solida tecnologia in grado di riconoscere automaticamente l’ambito di un video e le tematiche affrontate, il che limita fortemente la contestualizzazione delle pubblicità mostrate.
Guido Arata






