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Francesco Adolfo Danza: un framework per l’analisi ed il tagging dei video

7 dicembre 2009 scritto da Guido Arata - Inserisci un commento »

Alla tappa partenopea del Working Capital Tour Francesco Adolfo Danza ha presentato SEMAS, una tecnologia in grado di trarre informazioni riguardanti flussi video online associando ad essi delle tag.

Francesco Adolfo Danza al Working Capital di Napoli ha presentato SEMAS, un progetto basato sui contenuti multimediali: questa tecnologia è in grado di elaborare flussi video analizzandone gli elementi, classificandone le informazioni e associandovi delle tag. Acquisendo tali dati è possibile ricercare informazioni riguardo ai soggetti del video e renderle disponibili agli utenti. Il sistema rende inoltre possibile l’implementazione di  avanzate funzionalità di ricerca nelle tradizionali mediateche, permettendo non soltanto di mostrare tra i risultati intere clip – come accade oggi su YouTube – ma di riportare addirittura le porzioni dei video che trattano o raffigurano le chiavi desiderate. Così facendo, contenuti molto lunghi, poco adatti alla fruizione online, si trasformano addirittura in vere e proprie mediateche nelle quali ciascuna scena è considerata una clip indipendente.

Al momento i principali portali di video sharing offrono funzionalità di tagging video molto semplici e per nulla automatiche: sono gli utenti a selezionare manualmente la scena alla quale associare un metadato. Diversa è la situazione riguardante l’acquisizione di informazioni sull’audio incorporato nei video: ad esempio YouTube è in grado di riconoscere la canzone utilizzata come sottofondo ad una clip, mentre Facebook oscura i video postati dagli utenti che riportano audio coperto da copyright.

La fruizione dei video online è andata incontro ad una crescita senza precedenti – traghettata da YouTube prima e da Facebook poi – attirando l’attenzione dei principali gruppi attenti al business online. Primo fra tutti Google, che ha acquistato YouTube nell’inverno del 2006 e che da qualche mese sta sperimentando nuove forme di advertising associato ai video. Per il momento non si registrano risultati troppo entusiasmanti, ma ciò è dovuto all’assenza di una solida tecnologia in grado di riconoscere automaticamente l’ambito di un video e le tematiche affrontate, il che limita fortemente la contestualizzazione delle pubblicità mostrate.

Piergiuseppe Spinelli: un progetto sulle piattaforme di advertising mobile

7 dicembre 2009 scritto da Guido Arata - 1 Commento »

Alla tappa partenopea del Working Capital Tour Piergiuseppe Spinelli ha illustrato iBroker, un progetto per migliorare le forme di pubblicità mobile attualmente esistenti.

Piergiuseppe Spinelli ha presentato al Working Capital di Napoli iBroker, un progetto di ricerca applicata alle piattaforme di advertising mobile. Piegiuseppe prende atto che – al contrario di quanto accade per quella inviata tramite email – la pubblicità mobile risulta profondamente invasiva: sms promozionali, pop-up a tutto schermo. Per questo sta lavorando ad una serie di soluzioni volte a diminuirne l’invasività, che associno ad una precisa situazione il giusto messaggio pubblicitario.

Le informazioni grazie alle quali iBroker sceglie quale messaggio recapitare sono: la personalità dell’utente, dalla quale è in grado di definire le modalità di trasmissione del messaggio e la sua location, per filtrare tra gli inserzionisti della zona. Infine, il sistema è in grado di scegliere il momento opportuno per l’invio del messaggio, grazie ad una complessa profilazione attiva.

Proprio perché è sottile il filo che separa la pubblicità mobile dallo spam, gli operatori di telecomunicazione mobile non hanno ancora preso iniziative a riguardo, sebbene qualcosa stia progressivamente cambiando. Stando infatti ad un rapporto di Nielsen il numero degli utenti attratti dall’advertising mobile è cresciuto del 38% rispetto al 2007. Tra questi -- rivela AdMob – oltre il 30% utilizzano come dispositivo l’iPhone o l’iPod Touch.

Diego Taglioni: seguire l’utente sui social network mobile per proporgli una pubblicità mirata

20 novembre 2009 scritto da Guido Arata - Inserisci un commento »

Diego Taglioni presenta un motore per profilare ciascun possessore di cellulare studiandone l’attività sui sempre più diffusi social network mobile. Le informazioni così ricavate verranno incrociate con una piattaforma di advertising, per dar vita a soluzioni pubblicitarie “intelligenti” e più redditizie.

Il prodotto che Diego Taglioni ha presentato al Working Capital Napoli è un motore di profilazione (U-Hopper) che intende rivoluzionare il mobile advertising. Diego è infatti convinto che oggi le potenzialità della pubblicità su dispositivi mobili siano sfruttate solo in parte, e che i classici SMS pubblicitari o i messaggi visualizzati nella parte bassa di un’applicazione siano sistemi ben poco efficaci. La sua tecnologia invece profila l’utente, ne definisce i campi di interesse, e sceglie automaticamente gli annunci pubblicitari a lui più adatti, nella forma ritenuta migliore.

Per profilare l’utente U-Hopper usa le informazioni che le persone – anche inconsapevolmente – diffondono sui social network mobile. Questi sono sempre più utilizzati tra i possessori di smartphone, basti pensare che ad oggi gli utenti europei che si collegano via mobile a simili servizi sono 26,7 milioni, e che diventeranno 134 nel 2012 (stando alle stime di Informa): un possessore di cellulare su cinque. Per quanto riguarda l’Italia, Nielsen parla di 293.000 utenti che utilizzano abitualmente i social network dal loro device mobile. Tra questi, oltre il 15% si iscrive a questi servizi direttamente dal cellulare.

Considerando la diffusione di questo fenomeno, l’idea è quella di profilare gli utenti degli operatori mobili, attraverso i dati ricavati dai servizi a valore aggiunto (VAS) e dai social network che essi utilizzano in mobilità. Per far registrare gli utenti al motore di profilazione è inoltre previsto l’utilizzo di virtual voucher e coupon.