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		<title>Antonio Rossano: una piattaforma per il community funded reporting ed il crowdfunding</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 15:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Arata</dc:creator>
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Antonio Rossano al Working Capital ha parlato di Pulitzer, una piattaforma di community funded reporting e di crowdfunding grazie alla quale gli utenti potranno finanziare inchieste giornalistiche e progetti legati all&#8217;editoria.
Antonio Rossano ha presentato Pulitzer, una nuova piattaforma web orientata al community funded reporting ed al crowdfunding. Si tratta di due settori molto simili: il primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: left;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.workingcapital.telecomitalia.it%2F2009%2F11%2Fantonio-rossano-una-piattaforma-per-il-community-funding-report-ed-il-crowdfunding%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.workingcapital.telecomitalia.it%2F2009%2F11%2Fantonio-rossano-una-piattaforma-per-il-community-funding-report-ed-il-crowdfunding%2F" height="61" width="51" /></a></div><p><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="640" height="360"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/C5XNKY2TN0I&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/C5XNKY2TN0I&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="640" height="360" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
<p><em>Antonio Rossano al Working Capital ha parlato di Pulitzer, una piattaforma di community funded reporting e di crowdfunding grazie alla quale gli utenti potranno finanziare inchieste giornalistiche e progetti legati all&#8217;editoria.</em></p>
<p>Antonio Rossano ha presentato Pulitzer, una nuova piattaforma web orientata al community funded reporting ed al crowdfunding. Si tratta di due settori molto simili: il primo consiste nella ricerca di finanziamenti per supportare inchieste giornalistiche, mentre il secondo impiega i fondi ricavati per progetti di vario genere. Su Pulitzer i finanziatori sono gli stessi utenti, che possono proporre un’inchiesta giornalistica e contribuire alla sua sostenibilità economica con offerte libere. Negli USA il leader del settore è <a href="http://www.spot.us/">Spot.us</a>, capace di raccogliere oltre 40.000 dollari nei primi sei mesi di vita. Pulitzer, a differenza del concorrente USA, non vuole essere un’associazione no-profit, e il suo modello di business si basa sull&#8217;acquisizione del 10% dei ricavi finali di ciascun progetto.</p>
<p>Spot.us ha fatto scuola ed oltreoceano ben presto si è iniziato a parlare di community funding, con gli esperti del settore che si sono divisi tra i favorevoli e gli scettici. Il principale motivo di scetticismo muove dalla consapevolezza che non soltanto simili servizi devono raggiungere un grande numero di offerte da parte degli utenti, bensì devono avere alle spalle un ecosistema di giornalisti capaci, pronti a dar vita a inchieste serie e ben strutturate. Se tale dualismo viene a mancare – anche soltanto per una volta – la credibilità del progetto viene permanentemente minata.</p>
<p>Anche il crowdfunding è una pratica sempre più diffusa in rete, spesso svolto senza utilizzare piattaforme apposite. Un recente esempio arriva dalla Corea del Sud, dove il noto portale di informazione <a href="http://english.ohmynews.com/">OhMyNews</a>, dopo essere andato incontro a una grave crisi dei bilanci, ha scritto un post nel quale informava i lettori della situazione e chiedeva un supporto finanziario. Entro pochi giorni oltre 2.000 lettori hanno contribuito a risanare i conti del gruppo.</p>
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		<title>Diego Taglioni: seguire l&#8217;utente sui social network mobile per proporgli una pubblicità mirata</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 13:29:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Arata</dc:creator>
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Diego Taglioni presenta un motore per profilare ciascun possessore di cellulare studiandone l’attività sui sempre più diffusi social network mobile. Le informazioni così ricavate verranno incrociate con una piattaforma di advertising, per dar vita a soluzioni pubblicitarie &#8220;intelligenti&#8221; e più redditizie.
Il prodotto che Diego Taglioni ha presentato al Working Capital è un motore di profilazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: left;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.workingcapital.telecomitalia.it%2F2009%2F11%2Fdiego-taglioni-seguire-lutente-sui-social-network-mobile-per-proporgli-una-pubblicita-mirata%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.workingcapital.telecomitalia.it%2F2009%2F11%2Fdiego-taglioni-seguire-lutente-sui-social-network-mobile-per-proporgli-una-pubblicita-mirata%2F" height="61" width="51" /></a></div><p><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="640" height="360"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/BPD_kJpieG8&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/BPD_kJpieG8&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="640" height="360" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
<p><em>Diego Taglioni presenta un motore per profilare ciascun possessore di cellulare studiandone l’attività sui sempre più diffusi social network mobile. Le informazioni così ricavate verranno incrociate con una piattaforma di advertising, per dar vita a soluzioni pubblicitarie &#8220;intelligenti&#8221; e più redditizie.</em></p>
<p>Il prodotto che <a href="http://it.linkedin.com/in/diegotaglioni" target="_blank">Diego Taglioni</a> ha presentato al Working Capital è un motore di profilazione (<a href="http://u-hopper.create-net.org/doku.php" target="_blank">U-Hopper</a>) che intende rivoluzionare il mobile advertising. Diego è infatti convinto che oggi le potenzialità della pubblicità su dispositivi mobili siano sfruttate solo in parte, e che i classici SMS pubblicitari o i messaggi visualizzati nella parte bassa di un&#8217;applicazione siano sistemi ben poco efficaci. La sua tecnologia invece profila l’utente, ne definisce i campi di interesse, e sceglie automaticamente gli annunci pubblicitari a lui più adatti, nella forma ritenuta migliore.</p>
<p>Per profilare l’utente U-Hopper usa le informazioni che le persone – anche inconsapevolmente – diffondono sui social network mobile. Questi sono sempre più utilizzati tra i possessori di smartphone, basti pensare che ad oggi gli utenti europei che si collegano via mobile a simili servizi sono 26,7 milioni, e che diventeranno 134 nel 2012 (stando <a href="http://www.smartroom.it/bpweb/srbuongiorno.nsf/0/28C85813F1DEB9B1C12574B4002F2538?OpenDocument">alle stime</a> di Informa): un possessore di cellulare su cinque. Per quanto riguarda l’Italia, Nielsen <a href="http://www.nielsenmobile.com/documents/CriticalMass.pdf">parla</a> di 293.000 utenti che utilizzano abitualmente i social network dal loro device mobile. Tra questi, oltre il 15% si iscrive a questi servizi direttamente dal cellulare.</p>
<p>Considerando la diffusione di questo fenomeno, l’idea è quella di profilare gli utenti degli operatori mobili, attraverso i dati ricavati dai servizi a valore aggiunto (VAS) e dai social network che essi utilizzano in mobilità. Per far registrare gli utenti al motore di profilazione è inoltre previsto l&#8217;utilizzo di virtual voucher e coupon.</p>
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		<title>Giorgio Ventre: le grandi realtà imprenditoriali devono avvicinarsi alle università</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 14:59:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Arata</dc:creator>
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Il Presidente del CRIAI, nel suo intervento al Working Capital, invita le aziende a prestare ascolto alle idee dei giovani universitari, tra i quali sono presenti le vere menti in grado di guidare l&#8217;innovazione italiana.
Il Prof. Giorgio Ventre ha aperto il proprio intervento alla tavola rotonda del Working Capital definendosi un &#8220;innovatore classico&#8221;, ovvero uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: left;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.workingcapital.telecomitalia.it%2F2009%2F11%2Fgiorgio-ventre-le-grandi-realta-imprenditoriali-devono-avvicinarsi-alle-universita%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.workingcapital.telecomitalia.it%2F2009%2F11%2Fgiorgio-ventre-le-grandi-realta-imprenditoriali-devono-avvicinarsi-alle-universita%2F" height="61" width="51" /></a></div><p><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="640" height="360"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/1eU5B5JA_mY&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/1eU5B5JA_mY&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="640" height="360" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
<p><em>Il Presidente del CRIAI, nel suo intervento al Working Capital, invita le aziende a prestare ascolto alle idee dei giovani universitari, tra i quali sono presenti le vere menti in grado di guidare l&#8217;innovazione italiana.</em></p>
<p>Il Prof. Giorgio Ventre ha aperto il proprio intervento alla tavola rotonda del Working Capital definendosi un &#8220;innovatore classico&#8221;, ovvero uno di quelli che ancora credono nell&#8217;imprenditoria quale generatrice di valore. Questo significa -- ad esempio -- realizzare progetti in grado di fornire lavoro ai giovani, di migliorare la vita della gente comune, il tutto in maniera stabile e duratura. Ed è proprio la sostenibilità sulla lunga distanza, spesso, a mettere in luce i problemi di un progetto all&#8217;apparenza solido. Per questa ragione è ancora titubante nel definire Facebook ed altri ben noti servizi web come grandi realtà imprenditoriali moderne, preferendo aspettare per valutarne la resistenza nel tempo.</p>
<p>Volgendo lo sguardo all&#8217;Italia, il Presidente del <a href="http://www.criai.it" target="_blank">CRIAI</a> si è detto estremamente ottimista, contento di poter constatare un nuovo interesse delle grandi realtà imprenditoriali nei confronti dei settori legati all&#8217;innovazione. Persiste, però, la diffidenza dei confronti delle risorse nostrane, siano esse progetti, prodotti o risorse umane.</p>
<p>Sarebbe invece opportuno prestare attenzione ai centri di ricerca italiani e alle università, ambienti che concentrano le menti più preparate e competenti, in grado di dar vita alla vera innovazione. Questa consapevolezza è alla base dell&#8217;invito che Ventre rivolge alle aziende: avvicinarsi agli universitari e sapere ascoltare cosa hanno da dire e da insegnare. Le occasioni per farlo -- in suolo italiano -- iniziano a sorgere, dal Working Capital al <a title="tesicamp" href="http://www.tesicamp.org/">TesiCamp</a>, e vanno sfruttate.</p>
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		<title>Paolo Napoletano: una tecnologia per dialogare con il computer</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 15:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Arata</dc:creator>
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Paolo Napoletano presenta YouPlease, una tecnologia che permette all&#8217;utente di impartire ordini al proprio dispositivo tramite comandi vocali.
Paolo Napoletano ha presentato alla platea del Working Capital Napoli YouPlease, una tecnologia che fornisce al computer e agli smartphone la capacità di ascoltare la voce dell&#8217;utente ed eseguire i comandi che vengono loro impartiti. Alla base del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: left;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.workingcapital.telecomitalia.it%2F2009%2F11%2Fpaolo-napoletano-una-tecnologia-per-dialogare-con-il-computer%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.workingcapital.telecomitalia.it%2F2009%2F11%2Fpaolo-napoletano-una-tecnologia-per-dialogare-con-il-computer%2F" height="61" width="51" /></a></div><p><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="640" height="360"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ychMLYlhcFQ&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/ychMLYlhcFQ&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="640" height="360" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
<p><em>Paolo Napoletano presenta YouPlease, una tecnologia che permette all&#8217;utente di impartire ordini al proprio dispositivo tramite comandi vocali.</em></p>
<p>Paolo Napoletano ha presentato alla platea del Working Capital Napoli YouPlease, una tecnologia che fornisce al computer e agli smartphone la capacità di ascoltare la voce dell&#8217;utente ed eseguire i comandi che vengono loro impartiti. Alla base del progetto vi sono elaborati algoritmi di riconoscimento vocale, che per funzionare richiedono all’utente l&#8217;utilizzo di frasi semplici e brevi. Per il momento i periodi possono contenere elementi che forniscano informazioni riguardo a cosa, quando, dove e come eseguire la singola azione.</p>
<p>Di <em>speech recognition</em> si è iniziato a parlare con insistenza soltanto di recente, ma in pochi sanno che i primi tentativi di riconoscere la lingua parlata e trasformarla in sequenze di bit interpretabili da un calcolatore risale già agli anni ‘50, quando il dipartimento della difesa USA commissionò e finanziò ricerche in questo campo. Nel 1980 si interessò al settore IBM, che iniziò la produzione di applicativi in grado di trasformare il proprio PC in una macchina con cui interagire completamente attraverso la voce.</p>
<p>Oggi, il settore della <em>speech recognition</em> si è diviso tra le tecnologie <em>speaker dipendent</em>, che adattano il riconoscimento alla voce e alla pronuncia del singolo utilizzatore, e quelle <em>speaker indipendent</em>, che permettono l&#8217;identificazione di massima di un discorso in forma orale e che per questo risultano meno precise ma impiegabili in più situazioni. Per maggiori informazioni sulle tecnologie di <em>speech recognition</em> consigliamo la lettura di <a href="http://www.crit.rai.it/eletel/2007-2/72-6.pdf">questa ricerca</a> pubblicata dagli Studi RAI.</p>
<p>In questo settore, che abbiamo visto essere in fase di sviluppo da oltre cinquant’anni, Paolo ha spiegato che il valore aggiunto del suo YouPlease è rappresentato dall&#8217;offerta all’utente di un linguaggio chiaro, semplice e soprattutto rapido per dialogare con la macchina.</p>
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		<title>Roberto Esposito: il browser game che giochi nella vita reale</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 13:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Arata</dc:creator>
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Roberto Esposito ha ideato un browser game a missioni molto particolare: il giocatore deve svolgere nella realtà le missioni che gli vengono proposte, documentandone la riuscita con foto e video.
Roberto Esposito, protagonista di questo elevator pitch, è convinto che internet stia favorendo la fusione tra il virtuale e la vita reale. Da questa considerazione muove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: left;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.workingcapital.telecomitalia.it%2F2009%2F11%2Froberto-esposito-il-browser-game-che-giochi-nella-vita-reale%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.workingcapital.telecomitalia.it%2F2009%2F11%2Froberto-esposito-il-browser-game-che-giochi-nella-vita-reale%2F" height="61" width="51" /></a></div><p><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="640" height="360"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/MWhbB8NyMn4&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/MWhbB8NyMn4&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="640" height="360" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
<p><em>Roberto Esposito ha ideato un browser game a missioni molto particolare: il giocatore deve svolgere nella realtà le missioni che gli vengono proposte, documentandone la riuscita con foto e video.</em></p>
<p><a href="http://www.robertoesposito.com/" target="_blank">Roberto Esposito</a>, protagonista di questo elevator pitch, è convinto che internet stia favorendo la fusione tra il virtuale e la vita reale. Da questa considerazione muove il suo progetto, un browser game che ha una particolarità: le missioni si devono svolgere per davvero, nel mondo reale. Si chiama <a href="http://www.crashdown.it/" target="_blank">Crashdown</a> e presenta una serie di prove che ciascun iscritto deve svolgere nella realtà, documentandone la riuscita con materiale foto e video.</p>
<p>Accanto all’originalità dell’idea, è interessante la fusione – messa in risalto da Roberto – tra social media e gioco online: tutto il materiale multimediale che accompagna la riuscita di una missione viene infatti pubblicato sui principali social network, così da stimolare un positivo meccanismo di passaparola. In questa direzione si sono mossi – con successo -- grandi nomi del gaming online quali Live Poker, con lo sviluppo di applicazioni per Facebook il cui obiettivo è viralizzare il gioco e invogliare sempre più persone a parteciparvi.</p>
<p>Per quanto riguarda i modelli di business, Roberto vuole puntare sulla vendita di account pro e sull&#8217;advertising tradizionale, ossia sulle due forme di revenue più diffuse tra le piattaforme di gaming online. Un settore interessante e in rapida crescita, come testimoniano i numeri: <a href="http://www.slideshare.net/TrustPartners.EU/gaming-and-gambling-italy-report">TrustPartners</a> prevede il raggiungimento di 13,1 miliardi di dollari di valore nel 2012, di cui 71 milioni attribuibili al mercato italiano.</p>
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		<title>Entrepreneurship news #5</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 17:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Marandola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cinque link alle notizie più rilevanti della settimana riguardanti il mondo dell’imprenditoria online, delle start up e del venture capitalism.
Thematic vs Thesis Driven Investing
L&#8217;investimento tematico, o l&#8217;investimento per tesi: questi sono i due schemi fondamentali secondo i quali una Venture Firm sceglie in quale campo investire, selezionando il proprio focus.
Con il primo la Venture Firm, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: left;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.workingcapital.telecomitalia.it%2F2009%2F11%2Fentrepreneurship-news-5%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.workingcapital.telecomitalia.it%2F2009%2F11%2Fentrepreneurship-news-5%2F" height="61" width="51" /></a></div><p><em>Cinque link alle notizie più rilevanti della settimana riguardanti il mondo dell’imprenditoria online, delle start up e del venture capitalism.</em></p>
<p><a href="http://www.avc.com/a_vc/2009/11/thematic-vs-thesis-driven-investing.html" target="_blank">Thematic vs Thesis Driven Investing</a></p>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">L&#8217;investimento tematico, o l&#8217;investimento per tesi: questi sono i due schemi fondamentali secondo i quali una Venture Firm sceglie in quale campo investire, selezionando il proprio focus.</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">Con il primo la Venture Firm, seleziona, all&#8217;interno di un&#8217;area più estesa, il focus su cui concentrarsi, ad esempio, nel settore web services l&#8217;investimento può essere focalizzato su temi quali il mobile o il social networking. Con il secondo, il modus operandi cambia e viene elaboraro un ritratto di uno specifico settore operativo che ne delinei i tratti essenziali nel medio e lungo termine, per poter poi direzionare più oculatamente l&#8217;investimento.</div>
<p>L&#8217;investimento tematico, o l&#8217;investimento in base alle proprie previsioni: questi sono i due schemi fondamentali in base ai quali una venture firm sceglie in quale campo impegnare le proprie risorse, selezionando il proprio focus. Nel caso dell&#8217;investimento tematico la società di venture capitalism seleziona, all&#8217;interno di un&#8217;area più estesa, il settore su cui concentrarsi; nell&#8217;ambito dei web service, ad esempio, l&#8217;interesse può essere orientato verso temi quali il mobile o il social networking. Nel caso dell&#8217;investimento basato su previsioni, il modus operandi cambia e viene elaborata una visione d&#8217;insieme di uno specifico settore operativo, che ne delinei i tratti essenziali nel medio e lungo termine, per poter poi direzionare in modo più oculato l&#8217;investimento.</p>
<p><a href="http://www.startupnorth.ca/2009/11/16/start-up-legal-issues" target="_blank">Start-up legal issues – Intellectual property</a></p>
<p>Un&#8217;interessante intervista di Craig Hayashi a Joe Milstone, partner e co-founder della <a href="http://www.cognitionllp.com/" target="_blank">Cognition LLP</a>, una venture firm attiva nello scenario imprenditoriale di Toronto, che ha la caratteristica di fornire supporto, anche di tipo legale, alle nuove aziende. L&#8217;intervista si snoda intorno ai problemi legali che una startup può incontrare nel corso della sua esistenza.</p>
<p><a href="http://pasadenaangels.com/blog/?p=61" target="_blank">Top 10 recommandations for protecting what belongs to you</a></p>
<p>Segreti industriali, proprietà intellettuale, brevetti e know how sono elementi cruciali per la crescita di un  business. Come fare a proteggerli adeguatamente nella fase di lancio e sviluppo di un&#8217;impresa? Una lista di consigli in dieci punti elaborata da Jeff Sheldon per Ask the Angels.</p>
<p><a href="http://www.theequitykicker.com/2009/11/09/why-most-vcs-dont-sign-ndas/" target="_blank">Why most VCs don’t sign NDAs</a></p>
<p>L&#8217;NDA (non disclosure agreement, ovvero gli accordi che permettono a due o più parti di condividere atti e progetti, impegnandole alla riservatezza e alla non divulgazione delle informazioni) è da molto tempo un argomento che fa discutere il mondo dei venture capitalist . Già Guy Kawasaki e Brad Feld avevano affrontato il problema nel 2006, evidenziando come, in un deal tra un imprenditore e un venture capitalist, l&#8217;attenzione debba essere concentrata sugli aspetti più pratici ed economici dell&#8217;accordo e non sugli aspetti formali come l&#8217;NDA. Un&#8217;attenzione eccessiva verso questo elemento denota, secondo i due venture capitalist, insicurezza da parte dell&#8217;imprenditore.</p>
<p><a href="http://pasadenaangels.com/blog/?p=69" target="_blank">An Angel Investor&#8217;s thoughts on Valuation</a></p>
<p>Un guest post di Bob Ahlot su Ask the Angels, in cui presenta le sue scelte nel campo degli investimenti in compagnie in early stage, concentrando il suo ragionamento sul Return of Investment (ROI). Una ricca e interessante disamina, che analizza le motivazioni alla base delle diverse scelte strategiche del venture capitalist.</p>
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		<title>Gianluca Dettori: in Italia è necessario riuscire a indirizzare i progetti innovativi lungo la strada giusta</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 15:26:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Arata</dc:creator>
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Gianluca Dettori alla tavola rotonda del Working Capital di Napoli ha parlato delle difficoltà che incontrano i progetti innovativi italiani durante i loro tentativi di emergere e di avere successo sul mercato.
Nel suo intervento Gianluca Dettori, fondatore della società di venture capital dPixel, ha affrontato il tema degli investimenti sull’innovazione in Italia. Volgendo lo sguardo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: left;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.workingcapital.telecomitalia.it%2F2009%2F11%2Fgianluca-dettori-in-italia-e-necessario-riuscire-a-indirizzare-i-progetti-innovativi-lungo-la-strada-giusta%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.workingcapital.telecomitalia.it%2F2009%2F11%2Fgianluca-dettori-in-italia-e-necessario-riuscire-a-indirizzare-i-progetti-innovativi-lungo-la-strada-giusta%2F" height="61" width="51" /></a></div><p><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="640" height="360"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/41lp3m5ml7M&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/41lp3m5ml7M&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="640" height="360" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
<p><em>Gianluca Dettori alla tavola rotonda del Working Capital di Napoli ha parlato delle difficoltà che incontrano i progetti innovativi italiani durante i loro tentativi di emergere e di avere successo sul mercato.</em></p>
<p>Nel suo intervento Gianluca Dettori, fondatore della società di venture capital <a href="http://www.dpixel.it/">dPixel</a>, ha affrontato il tema degli investimenti sull’innovazione in Italia. Volgendo lo sguardo principalmente al panorama universitario, il quale dovrebbe fornire al mercato le menti più preparate, Dettori ha spiegato che non sono poche le facoltà che offrono finanziamenti alle idee e ai progetti dei giovani universitari, talvolta anche con l’impiego di risorse ingenti. Il problema sorge quando bisogna scegliere dove impiegare il denaro, ed è in questo momento che si commettono gli errori che causano il fallimento dei progetti. Tutto ciò crea sconforto negli investitori che, pur considerandosi fautori dell’innovazione, vedono fallire ogni loro tentativo di supporto.</p>
<p>In Italia – continua Dettori– non mancano le idee interessanti e nemmeno le capacità tecniche per svilupparle, il che lo porta ad essere sicuro che -- prima o poi -- anche l’Italia avrà il suo Facebook. Mancano però le strutture in grado di introdurre le giovani idee sul mercato e guidarle lungo un percorso imprenditoriale produttivo. Le difficoltà sono dovute principalmente al fatto che in Italia esistono numerose strade percorribili, ma non tutte si rivelano adeguate al sostegno di un&#8217;azienda in fase di startup. In quest’ottica è più semplice portare sul mercato progetti provenienti da zone del mondo più disagiate piuttosto che progetti nostrani, che rischiano di fallire perché indirizzati verso percorsi che non consentono lo sviluppo d&#8217;impresa. Per questo non è corretto ricondurre i problemi al classico “divario tra Nord e Sud”: tutte le regioni italiane, da questo punto di vista, sono nella stessa situazione.</p>
<p>Nonostante tutto è possibile trovare anche esempi isolati di successo: <a href="http://www.venere.com/it/">Venere</a>, nato come semplice sistema per la prenotazione di hotel online, ha saputo muoversi correttamente sul mercato, crescendo a tal punto da essere successivamente acquisito da <a href="http://www.expedia.it/default.aspx">Expedia</a> per 300 milioni di euro.</p>
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		<title>Startups.com: una nuova risorsa per trovare risposte sull&#8217;imprenditoria 2.0</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 13:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Arata</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È online Startups.com, il sito che raccoglie le principali domande riguardanti il business online, fornendo per ognuna dettagliate risposte. Chiunque può sottoporre alla community la propria domanda, e rispondere a quelle già postate.
È nato un nuovo sito dedicato alle startup e a coloro che vogliono fare business online. Il portale si chiama Startups.com e si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: left;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.workingcapital.telecomitalia.it%2F2009%2F11%2Fstartups-com-una-nuova-risorsa-per-trovare-risposte-sullimprenditoria-2-0%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.workingcapital.telecomitalia.it%2F2009%2F11%2Fstartups-com-una-nuova-risorsa-per-trovare-risposte-sullimprenditoria-2-0%2F" height="61" width="51" /></a></div><p><em><img class="alignright size-full wp-image-3098" src="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/wp-content/uploads/2009/11/startups.com.jpeg" alt="startups-com" width="227" height="69" />È online Startups.com, il sito che raccoglie le principali domande riguardanti il business online, fornendo per ognuna dettagliate risposte. Chiunque può sottoporre alla community la propria domanda, e rispondere a quelle già postate.</em></p>
<p>È nato un nuovo sito dedicato alle startup e a coloro che vogliono fare business online. Il portale si chiama <a href="http://startups.com">Startups.com</a> e si presenta come una fusione dei ben noti Digg e Yahoo! Answer. Infatti chiunque può postare la propria domanda ed aspettare che altri – competenti in materia – vi diano risposta. Ciascuna richiesta risulta inoltre votabile, così che le più interessanti appaiano in homepage acquisendo visibilità.</p>
<p>Per difendersi dallo spam e portare a galla effettivamente i contenuti migliori, Startups.com integra l&#8217;ormai collaudato concetto di Karma: un valore numerico, associato a ciascun utente, che cresce all’aumentare delle risposte date e ai voti che queste hanno ricevuto. Una soluzione in grado di conferire autorevolezza agli utenti più attivi e competenti.</p>
<p>Altro interessante aspetto del servizio è la possibilità di postare la propria domanda tramite Twitter o la casella email (attraverso una particolare sintassi), permettendo così di sottoporre una richiesta alla community in modo più immediato.</p>
<p>Pepe Amorin &#8211; VP Marketing di Startups.com – descrive il servizio come il tassello mancante nel panorama delle risorse dedicate al business online: un luogo semplice ed immediato dove chiunque possa esporre i propri dubbi e perplessità riguardanti le tematiche imprenditoriali e ricevere risposta in breve tempo.</p>
<p>Il valore di un servizio del genere viene sottolineato da una recente indagine secondo la quale il 75% delle nuove aziende create ogni anno negli USA sono prive di dipendenti. Questo significa che nella maggior parte dei casi gli imprenditori si trovano soli di fronte alle difficoltà. Poter disporre di una piazza nella quale fare domande e raggiungere in pochi click le tematiche più calde del momento rappresenta, quindi, una risorsa in più da consultare durante i momenti difficili della propria esperienza imprenditoriale.</p>
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		<title>Luigi Nicolais: l&#8217;innovazione in Italia deve essere radicale</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 16:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Arata</dc:creator>
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Luigi Nicolais, Deputato della Repubblica e vice-Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, ci ha parlato dell’innovazione e di quello che serve all’Italia per accrescere la propria competitività nel mercato mondiale.
Luigi Nicolais è convinto che l&#8217;Italia abbia estremamente bisogno di modelli innovativi, sia per quanto riguarda il mondo dell’industria, che per quello della politica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: left;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.workingcapital.telecomitalia.it%2F2009%2F11%2Fluigi-nicolais-linnovazione-in-italia-deve-essere-radicale%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.workingcapital.telecomitalia.it%2F2009%2F11%2Fluigi-nicolais-linnovazione-in-italia-deve-essere-radicale%2F" height="61" width="51" /></a></div><p><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="640" height="360"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jBfvY5Cb1v8&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/jBfvY5Cb1v8&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="640" height="360" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
<p><em>Luigi Nicolais, Deputato della Repubblica e vice-Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, ci ha parlato dell’innovazione e di quello che serve all’Italia per accrescere la propria competitività nel mercato mondiale.</em></p>
<p>Luigi Nicolais è convinto che l&#8217;Italia abbia estremamente bisogno di modelli innovativi, sia per quanto riguarda il mondo dell’industria, che per quello della politica e della pubblica amministrazione. Quella auspicata dall&#8217;onorevole Nicolais è però un’innovazione diversa da quella alla quale siamo istintivamente portati a pensare: non una leggera modifica dell&#8217;esistente, bensì un cambiamento radicale. Non si tratta di migliorare i modelli attuali per semplificarli e aumentarne la produttività, bensì di realizzarne di nuovi, slegati da quelli passati, che diano vita a nuovi mercati e attività.</p>
<p>L&#8217;onorevole Nicolais è però consapevole che in Italia l’innovazione intesa come creazione è difficilmente realizzabile, complice una cultura italiana da sempre tradizionalista e spaventata dall’idea del rischio. Per una simile rivoluzione la percentuale di rischio è infatti elevata, in quanto richiede il supporto a progetti in grado di avere successo soltanto a distanza di 10-15 anni. Ed è proprio questo a complicare le cose, in un panorama politico nel quale i governi prestano attenzione soltanto a iniziative della durata massima di 5 anni, corrispondenti alla durata del loro mandato.</p>
<p>Da questa consapevolezza sorge spontaneo l’appello alle aziende private affinché affrontino il rischio e supportino progetti a lungo termine. In quest&#8217;ottica la recente crisi economica può rappresentare tanto un deterrente quanto uno stimolo: l’obiettivo è quindi quello di inventare nuovi mercati dei quali si diverrebbe automaticamente leader.</p>
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		<title>Marco Romano: un progetto per rivoluzionare il turismo 2.0</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 14:54:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Arata</dc:creator>
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Marco Romano presenta Find4Me, un progetto in grado di coniugare turismo 2.0 ed esperienza mobile, due settori che stanno attraversando un periodo di crescita continua negli ultimi mesi.
Marco Romano ha presentato al Working Capital Find4Me, un progetto riguardante il turismo 2.0. Si tratta di un’applicazione per smartphone in grado di suggerire all’utente una serie di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: left;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.workingcapital.telecomitalia.it%2F2009%2F11%2Fmarco-romano-un-progetto-per-rivoluzionare-il-turismo-2-0%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.workingcapital.telecomitalia.it%2F2009%2F11%2Fmarco-romano-un-progetto-per-rivoluzionare-il-turismo-2-0%2F" height="61" width="51" /></a></div><p><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="640" height="360"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/xeqgL6BfWBM&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/xeqgL6BfWBM&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="640" height="360" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
<p><em>Marco Romano presenta Find4Me, un progetto in grado di coniugare turismo 2.0 ed esperienza mobile, due settori che stanno attraversando un periodo di crescita continua negli ultimi mesi.</em></p>
<p>Marco Romano ha presentato al Working Capital Find4Me, un progetto riguardante il turismo 2.0. Si tratta di un’applicazione per smartphone in grado di suggerire all’utente una serie di contenuti in base alla sua personalità, al luogo in cui si trova e alla fascia oraria.</p>
<p>Come Marco fa correttamente notare nel suo pitch, la figura del turista sta mutando rapidamente, ed è sempre più frequente che il viaggiatore sfrutti i propri devices per migliorare la qualità della vacanza: scoprire luoghi di interesse, approfondire la conoscenza delle questioni locali, orientarsi in territori sconosciuti. Secondo una ricerca <a href="http://www.forrester.com/Research/Document/Excerpt/0,7211,45950,00.html">Forrester</a> (del marzo 2008) addirittura il 50% degli internauti europei preparano le loro vacanze online, mentre minore è il numero di persone che sfruttano servizi legati al turismo 2.0 durante la loro vacanza. Questo è dovuto principalmente alla non semplice reperibilità delle informazioni, complice un display ridotto ed un panorama di fonti frammentario e spesso dispersivo.</p>
<p>Find4Me si propone di risolvere il problema: basterà aprirlo per trovarsi di fronte ad un’esaustiva panoramica di contenuti compatibili con gli interessi dell’utente. Allo stesso tempo mostrerà inserzioni pubblicitarie contestuali, trasformando Find4Me in un’innovativa piattaforma di advertising mobile. Si tratta di un settore che da mesi attira l’attenzione delle più grandi aziende impegnate nel business online. Proprio pochi giorni fa Google <a href="http://googleblog.blogspot.com/2009/11/investing-in-mobile-future-with-admob.html">ha annunciato</a> l’acquisto per 750 milioni di dollari di AdMob, società USA specializzata nel mobile advertising. Con questo nuovo prodotto Google punta a superare la pericolosa recessione alla quale è andata incontro la pubblicità online nell’ultimo semestre.</p>
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