Tendenze, ispirazioni e progetti. Raccontati dagli aspiranti imprenditori durante il tour. Tutorial, suggerimenti e risorse utili a chi coltiva un’idea che vuole far diventare un’impresa. Aggiornamenti sulle attività dal team di Working Capital e dai progetti sostenuti da Telecom Italia.

Entrepreneurship news #5

17 novembre 2009 scritto da Giorgio Marandola - Inserisci un commento »

Cinque link alle notizie più rilevanti della settimana riguardanti il mondo dell’imprenditoria online, delle start up e del venture capitalism.

Thematic vs Thesis Driven Investing

L’investimento tematico, o l’investimento per tesi: questi sono i due schemi fondamentali secondo i quali una Venture Firm sceglie in quale campo investire, selezionando il proprio focus.
Con il primo la Venture Firm, seleziona, all’interno di un’area più estesa, il focus su cui concentrarsi, ad esempio, nel settore web services l’investimento può essere focalizzato su temi quali il mobile o il social networking. Con il secondo, il modus operandi cambia e viene elaboraro un ritratto di uno specifico settore operativo che ne delinei i tratti essenziali nel medio e lungo termine, per poter poi direzionare più oculatamente l’investimento.

L’investimento tematico, o l’investimento in base alle proprie previsioni: questi sono i due schemi fondamentali in base ai quali una venture firm sceglie in quale campo impegnare le proprie risorse, selezionando il proprio focus. Nel caso dell’investimento tematico la società di venture capitalism seleziona, all’interno di un’area più estesa, il settore su cui concentrarsi; nell’ambito dei web service, ad esempio, l’interesse può essere orientato verso temi quali il mobile o il social networking. Nel caso dell’investimento basato su previsioni, il modus operandi cambia e viene elaborata una visione d’insieme di uno specifico settore operativo, che ne delinei i tratti essenziali nel medio e lungo termine, per poter poi direzionare in modo più oculato l’investimento.

Start-up legal issues – Intellectual property

Un’interessante intervista di Craig Hayashi a Joe Milstone, partner e co-founder della Cognition LLP, una venture firm attiva nello scenario imprenditoriale di Toronto, che ha la caratteristica di fornire supporto, anche di tipo legale, alle nuove aziende. L’intervista si snoda intorno ai problemi legali che una startup può incontrare nel corso della sua esistenza.

Top 10 recommandations for protecting what belongs to you

Segreti industriali, proprietà intellettuale, brevetti e know how sono elementi cruciali per la crescita di un  business. Come fare a proteggerli adeguatamente nella fase di lancio e sviluppo di un’impresa? Una lista di consigli in dieci punti elaborata da Jeff Sheldon per Ask the Angels.

Why most VCs don’t sign NDAs

L’NDA (non disclosure agreement, ovvero gli accordi che permettono a due o più parti di condividere atti e progetti, impegnandole alla riservatezza e alla non divulgazione delle informazioni) è da molto tempo un argomento che fa discutere il mondo dei venture capitalist . Già Guy Kawasaki e Brad Feld avevano affrontato il problema nel 2006, evidenziando come, in un deal tra un imprenditore e un venture capitalist, l’attenzione debba essere concentrata sugli aspetti più pratici ed economici dell’accordo e non sugli aspetti formali come l’NDA. Un’attenzione eccessiva verso questo elemento denota, secondo i due venture capitalist, insicurezza da parte dell’imprenditore.

An Angel Investor’s thoughts on Valuation

Un guest post di Bob Ahlot su Ask the Angels, in cui presenta le sue scelte nel campo degli investimenti in compagnie in early stage, concentrando il suo ragionamento sul Return of Investment (ROI). Una ricca e interessante disamina, che analizza le motivazioni alla base delle diverse scelte strategiche del venture capitalist.

Gianluca Dettori: in Italia è necessario riuscire a indirizzare i progetti innovativi lungo la strada giusta

17 novembre 2009 scritto da Guido Arata - 1 Commento »

Gianluca Dettori alla tavola rotonda del Working Capital di Napoli ha parlato delle difficoltà che incontrano i progetti innovativi italiani durante i loro tentativi di emergere e di avere successo sul mercato.

Nel suo intervento Gianluca Dettori, fondatore della società di venture capital dPixel, ha affrontato il tema degli investimenti sull’innovazione in Italia. Volgendo lo sguardo principalmente al panorama universitario, il quale dovrebbe fornire al mercato le menti più preparate, Dettori ha spiegato che non sono poche le facoltà che offrono finanziamenti alle idee e ai progetti dei giovani universitari, talvolta anche con l’impiego di risorse ingenti. Il problema sorge quando bisogna scegliere dove impiegare il denaro, ed è in questo momento che si commettono gli errori che causano il fallimento dei progetti. Tutto ciò crea sconforto negli investitori che, pur considerandosi fautori dell’innovazione, vedono fallire ogni loro tentativo di supporto.

In Italia – continua Dettori– non mancano le idee interessanti e nemmeno le capacità tecniche per svilupparle, il che lo porta ad essere sicuro che -- prima o poi -- anche l’Italia avrà il suo Facebook. Mancano però le strutture in grado di introdurre le giovani idee sul mercato e guidarle lungo un percorso imprenditoriale produttivo. Le difficoltà sono dovute principalmente al fatto che in Italia esistono numerose strade percorribili, ma non tutte si rivelano adeguate al sostegno di un’azienda in fase di startup. In quest’ottica è più semplice portare sul mercato progetti provenienti da zone del mondo più disagiate piuttosto che progetti nostrani, che rischiano di fallire perché indirizzati verso percorsi che non consentono lo sviluppo d’impresa. Per questo non è corretto ricondurre i problemi al classico “divario tra Nord e Sud”: tutte le regioni italiane, da questo punto di vista, sono nella stessa situazione.

Nonostante tutto è possibile trovare anche esempi isolati di successo: Venere, nato come semplice sistema per la prenotazione di hotel online, ha saputo muoversi correttamente sul mercato, crescendo a tal punto da essere successivamente acquisito da Expedia per 300 milioni di euro.

Startups.com: una nuova risorsa per trovare risposte sull’imprenditoria 2.0

17 novembre 2009 scritto da Guido Arata - Inserisci un commento »

startups-comÈ online Startups.com, il sito che raccoglie le principali domande riguardanti il business online, fornendo per ognuna dettagliate risposte. Chiunque può sottoporre alla community la propria domanda, e rispondere a quelle già postate.

È nato un nuovo sito dedicato alle startup e a coloro che vogliono fare business online. Il portale si chiama Startups.com e si presenta come una fusione dei ben noti Digg e Yahoo! Answer. Infatti chiunque può postare la propria domanda ed aspettare che altri – competenti in materia – vi diano risposta. Ciascuna richiesta risulta inoltre votabile, così che le più interessanti appaiano in homepage acquisendo visibilità.

Per difendersi dallo spam e portare a galla effettivamente i contenuti migliori, Startups.com integra l’ormai collaudato concetto di Karma: un valore numerico, associato a ciascun utente, che cresce all’aumentare delle risposte date e ai voti che queste hanno ricevuto. Una soluzione in grado di conferire autorevolezza agli utenti più attivi e competenti.

Altro interessante aspetto del servizio è la possibilità di postare la propria domanda tramite Twitter o la casella email (attraverso una particolare sintassi), permettendo così di sottoporre una richiesta alla community in modo più immediato.

Pepe Amorin – VP Marketing di Startups.com – descrive il servizio come il tassello mancante nel panorama delle risorse dedicate al business online: un luogo semplice ed immediato dove chiunque possa esporre i propri dubbi e perplessità riguardanti le tematiche imprenditoriali e ricevere risposta in breve tempo.

Il valore di un servizio del genere viene sottolineato da una recente indagine secondo la quale il 75% delle nuove aziende create ogni anno negli USA sono prive di dipendenti. Questo significa che nella maggior parte dei casi gli imprenditori si trovano soli di fronte alle difficoltà. Poter disporre di una piazza nella quale fare domande e raggiungere in pochi click le tematiche più calde del momento rappresenta, quindi, una risorsa in più da consultare durante i momenti difficili della propria esperienza imprenditoriale.

Entrepreneurship news #4

10 novembre 2009 scritto da Giorgio Marandola - Inserisci un commento »

How to select your angel investors
In questo articolo Chris Dixon affronta, riportando esperienze vissute nella sua carriera di venture capitalist, il problema della scelta dell’angel investor per il primo round di finanziamento. Dixon riporta frammenti di vita vissuta proprio in situazioni di questo tipo, elemento che rende il suo pezzo ancor più interessante.
Company Math vs VC Math
Josh Kopelman prende in esame i tre fattori che ogni venture capitalist valuta quando sta per finanziare una startup: la percentuale di proprietà, l’ammontare del capitale investito ed il ritorno sull’investimento necessario all’uscita dalla società.
Are Business Plans Still Necessary?
Sono ancora necessari i business plans? In questo articolo, della serie Startup Advice, Mark Suster si chiede se con l’avvento del Web 2.0 come fenomeno sia economico che sociale, e nell’era del “launch and learn”, siano ancora necessarie le classiche procedure di pianificazione durante la fase di avvio di una startup.
Founder Visas: A Good Idea
In questo articolo viene lanciata l’idea di istituire una quota annuale di permessi di soggiorno da attribuire a chi vuole recarsi negli Stati Uniti per fondare una startup in ambito web e tecnologico. Una sorta di “lascia passare”, quindi, dedicato ai cervelli provenienti dai paesi emergenti per quanto riguarda il livello di preparazione scientifica, come ad esempio l’India.
Early exits (without VC funding)
Un report, redatto da Startup North, del summit della National Angel Capital Organization a Toronto, in cui si è discusso di best practices e dei trend correnti nel campo dell’angel investing. I due temi principali della conferenza sono stati il co-investment e le early exits, argomento trattato in modo approfondito da Craig Hayashi.

Cinque link alle notizie più rilevanti della settimana riguardanti il mondo dell’imprenditoria online, delle start up e del venture capitalism.

How to select your angel investors

In questo articolo Chris Dixon affronta, riportando esperienze vissute nella sua carriera di venture capitalist, il problema della scelta dell’angel investor per il primo round di finanziamento. Dixon riporta frammenti di vita vissuta proprio in situazioni di questo tipo, elemento che rende il suo pezzo ancor più interessante.

Company Math vs VC Math

Josh Kopelman prende in esame i tre fattori che ogni venture capitalist valuta quando sta per finanziare una startup: la percentuale di proprietà, l’ammontare del capitale investito ed il ritorno sull’investimento necessario all’uscita dalla società.

Are Business Plans Still Necessary?

Sono ancora necessari i business plans? In questo articolo, della serie Startup Advice, Mark Suster si chiede se con l’avvento del Web 2.0 come fenomeno sia economico che sociale, e nell’era del “launch and learn”, siano ancora necessarie le classiche procedure di pianificazione durante la fase di avvio di una startup.

Founder Visas: A Good Idea

In questo articolo viene lanciata l’idea di istituire una quota annuale di permessi di soggiorno da attribuire a chi vuole recarsi negli Stati Uniti per fondare una startup in ambito web e tecnologico. Una sorta di “lascia passare”, quindi, dedicato ai cervelli provenienti dai paesi emergenti per quanto riguarda  il livello di preparazione scientifica, come ad esempio l’India.

Early exits (without VC funding)

Un report, redatto da Startup North, del summit della National Angel Capital Organization a Toronto, in cui si è discusso di best practices e dei trend correnti nel campo dell’angel investing. I due temi principali della conferenza sono stati il co-investment e le early exits, argomento trattato in modo approfondito da Craig Hayashi.

Entrepreneurship news #3

3 novembre 2009 scritto da Giorgio Marandola - Inserisci un commento »

Cinque link alle notizie più rilevanti della settimana riguardanti il mondo dell’imprenditoria online, delle start up e del venture capitalism.

Startup School: Wired Editor Chris Anderson On Freemium Business Models
Chris Anderson, Editor-in-Chief di Wired Usa, in un suo speech all’ Y Combinator Start Up School ha illustrato il valore dei modelli business Freemium, sia dal punto di vista strettamente commerciale, sia da quello marketing, analizzando uno per uno i vari modelli, ed accostandoli al concetto di segmentazione del prezzo.
When to Shut Down Your Company
A dispetto del titolo di questo articolo, quelle che vengono spiegate sono le alternative alla chiusura di una start up per dare la possibilità a chi dirige una company di ponderare la decisione di chiuderla. Dalla disamina delle alternative si passa poi ad analizzare la decisione finale di chiudere definitivamente la propria start up.
L’articolo fa parte della serie How to Wind Down Your Company, ad opera di Roger Glovsky per Ask the VC.
Entrepreneurs Behaving Badly?
Ogni impresa o startup può trovarsi di fronte ad un periodo di crisi, per quanto riguarda il fund rising e quindi il capitale di investimento. In questa situazione l’entrepreneur si trova a dover gestire un particolare tipo di comunicazione, la “crisis communication”. In questo articolo, 7 consigli su come gestire i pitch, e quindi la comunicazione, nei confronti delle Venture Capital Firms nei periodi di crisi dell’impresa.
Choose Your VC Investor Carefully
Questo è un altro articolo della serie Start Up Advice su Both Sides of the Table e scaturisce direttamente dalle innumerevoli email e telefonate che l’autore del blog (un venture capitalist) riceve giornalmente da giovani imprenditori e start up. Riguarda la scelta del Venture Capitalist a cui affidarsi, in particolare nel momento iniziale del Seeding.
The ideal startup career path
In questo articolo, Chris Dixon, pone l’accento sulla fase immediatamente precedente alla creazione di una propria compagnia, affermando che è più stabile lavorare in una startup che in una company già affermata. Inoltre, il lavorare in una o più startup inizialmente, permette al futuro entrepreneur di maturare l’esperienza necessaria per fondare una propria company.

Startup School: Wired Editor Chris Anderson On Freemium Business Models

Chris Anderson, Editor-in-Chief di Wired Usa, durante un suo speech all’ Y Combinator Start Up School, ha illustrato il valore dei modelli business Freemium, sia dal punto di vista strettamente commerciale, sia da quello del marketing, analizzandoli uno per uno e mettendoli in relazione al concetto di segmentazione del prezzo.

When to Shut Down Your Company

A dispetto del titolo di questo articolo, quelle che vengono spiegate sono le alternative alla chiusura di una start up. Dalla disamina delle varie possibilità si passa poi ad analizzare la decisione finale di chiudere definitivamente la propria impresa. L’articolo fa parte della serie How to Wind Down Your Company, curata da Roger Glovsky per Ask the VC.

Entrepreneurs Behaving Badly?

Ogni impresa o startup può trovarsi di fronte ad un periodo di crisi, durante il quale la sua possibilità di accedere a finanziamenti di venture capitalism viene meno. In questa situazione l’imprenditore si trova a dover gestire un particolare tipo di comunicazione, la “crisis communication“. In questo articolo, 7 consigli su come presentare il proprio progetto ai venture capitalist nei periodi di crisi dell’impresa.

Choose Your VC Investor Carefully

Questo è un altro articolo della serie Start Up Advice su Both Sides of the Table. L’autore del blog, un ventur capitalist, riceve quotidianamente email e telefonate da parte di giovani imprenditori che propongono i loro progetti per ottenere un finanziamento. L’articolo affronta quindi  la delicata fase della scelta del venture capitalist al quale rivolgersi, in particolare durante i momenti iniziali di vita della propria impresa.

The ideal startup career path

In questo articolo, Chris Dixon analizza la fase immediatamente precedente alla creazione di una propria compagnia, sostenendo che lavorare in una startup è un’esperienza addirittura più stabile che non lavorare in un’azienda già affermata. Cominciare la propria carriera lavorando in una o più startup, inoltre, permette al futuro imprenditore di maturare l’esperienza necessaria per fondare una propria impresa.