Se il blog diventa università

Alessandro Aresu 20-09-2012

Tyler Cowen  è un professore di economia alla George Mason University di Washington ma  non solo. In rete è famoso insieme al collega Alex Tabarrok come autore di Marginal Revolution, un blog cui riversa il suo interesse per la cucina etnica, a cui ha dedicato una sorta di impalcatura teorica nel libro “An Economist gets Lunch”

La visione sulla stagnazione tecnologica portata avanti da Cowen (ospitato recentemente in Italia per iniziativa dell’Istituto Bruno Leoni)  è in stretto dialogo con le provocazioni teoriche di Peter Thiel di cui abbiamo parlato in due occasioni (qui e qui)

Marginal Revolution ha appena compiuto una cruciale trasformazione attivando il primo corso di economia dello sviluppo specifico per gli studenti dell’università virtuale Marginal Revolution University. Un tema da cui si evince una particolare attenzione a un pubblico globale.
Ma quali riflessioni mette in luce l’esempio del Marginal Revolution, un blog che diventa università? Proviamo ad elencarle.

1. Kevin Carey della New America Foundation ha parlato di un “assedio dell’accademia” in riferimento all’ingresso – ritardato ma dirompente – di Silicon Valley nel cambiamento dei sistemi di insegnamento e trasmissione della conoscenza tradizionale. Come raccontato nel suo reportage, le start-up che vogliono trasformare l’istruzione e che si rivolgono a un pubblico globale sono sempre di più, e le “contromosse” delle istituzioni tradizionali fanno pensare che questo trend si stia consolidando.

2. Nel 2011 la Banca Mondiale ha pubblicato un paper di David McKenzie e Berk Özler sull’impatto dei blog economici e ha trovato, a partire da alcuni noti blog degli Stati Uniti (tra cui lo stesso Marginal Revolution) risultati tangibili sull’aumento della consultazione dei paper linkati, sulla reputazione dei blogger all’interno della professione, nonché sull’influenza dei blog per la conoscenza e l’interesse per il lavoro delle istituzioni in oggetto, come misurato per lo stesso Development Impact della Banca Mondiale.

Il documento non si occupa dei casi europei o italiani, ma sia il ruolo di Voxeu.org nell’analisi della crisi europea che l’impatto di Lavoce.info o Noisefromamerika.org sul dibattito pubblico e sulla politica italiana meriterebbero un’analisi approfondita.

3. A chi arriverà il messaggio del blog che si fa università? Matt Yglesias si è posto la domanda (qui il post completo) e ha valutato che il vincitore ideale di questa trasformazione dell’istruzione attraverso la tecnologia “è una persona intelligente, attenta e motivata, ma i cui genitori non hanno tanti soldi”.

A beneficiarne, d’altro canto, potrebbero essere anche i politici conservatori che vogliono tagliare la spesa pubblica, e vogliono rendere l’istruzione possibile per studenti più poveri dotati di notevoli capacità e motivazioni. L’impegno online potrebbe sopperire a ciò  che lo stato rende meno agevole. Allo stesso tempo, secondo Yglesias, questo schema porterebbe alla fine del sistema di prestiti degli studenti che ha creato la cosiddetta “generazione debito”.

Alessandro Aresu (@alearesu), cagliaritano, autore di Generazione Bim Bum Bam, è co-founder di Lo Spazio della Politica.

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