Società temporanee: fare start up senza rischiare di fallire. Let’s do it!

2 luglio 2012 scritto da Marco De Rossi

Una Rainforest in Italia? È importante anche concentrarsi su possibili esiti legislativi della discussione. Vale a dire: su eventuali proposte normative volte a trapiantare la Rainforest nel contesto italiano. Alcune idee già ci sono: Horowitt e Hwang all’interno del loro saggio propongono ad esempio l’istituzione di una nuova forma societaria: “We propose that policymakers consider the creation of a new legal form of company entity – a provisional corporation – to provide formal protection to people in the exploratory process of forming a new startup. The cost of registering this type of entity should be free”.

Scopo di questa “società temporanea” sarebbe garantire protezione agli imprenditori anche nella delicata fase che precede la fondazione vera e propria di una startup e permettere lo svolgimento di quel processo di “ricombinazione creativa” alla base del modello Rainforest. In sostanza si propone una nuova figura giuridica a costo zero (in Italia: una posizione IVA creabile online in 10 secondi) che offra agli startupper – non solo digital! – i vantaggi dell’autonomia patrimoniale e della responsabilità limitata vincolandoli però ad una scadenza entro la quale devono decidere se rinunciare al progetto o passare ad una società tradizionale.

La proposta va nella direzione tratteggiata nel saggio: vuole cioè incentivare la libera circolazione di idee e talenti in modo che la loro allocazione efficiente avvenga rapidamente e a costi irrisori.

In questo modo nulla può andare storto: se il tentativo di approfondimento del business va male, semplicemente il gruppo di lavoro si scioglie – senza aver sostenuto grandi costi di transazione, di burocrazia generica e di tassazione. Se invece va bene si diventa una Srl vera e propria e si vola verso il break even point. Cosa ne pensate?

Madero ( @marco_derossi ) è fondatore di Oilproject.

COMMENTI

  1. Federico

    Non per fare il bastion contrario, ma il problema non è tanto quello di proporre, bensì quello di fare.

    Prendiamo ad esempio le SRLS che ora sono state nuovamente modificate con l’affiancamento delle nuove SRLCR.

    Entrambe queste forme non sono ancora operative, a 6 mesi dal decreto che disponeva il dettato normativo base per le SRLS.

    Quando sarebbe poi stato sufficiente creare delle SPA semplificate (perfette per il mondo startup/vc) o semplicemente abbattere costi di costituzione e gestione delle società di capitali.

    La verità è che in Italia ci sono resistenze significative a cambiare: prima bisogna risolvere questa tendenza, poi si può pensare di proporre qualcosa.

    P.s.
    Gli interventi per lo sviluppo, cvd, slitteranno a settembre.

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    1. David N. Welton

      Giustissimo! Noi di SrlFacile.org riteniamo che non e` una questione di creare nuove forme di societa`, ma di ridurre drasticamente i costi di accesso a quelli esistenti. Federico ha ragione che una SpaFacile sarebbe la cosa migliore, ma abbiamo puntato sulle Srl perche` sembra una battaglia un po’ piu` facile.

      Ricordiamo anche che qualcosa come la partita IVA non va bene perche` non ci sono quote da vendere ad investitori, e dividere fra i soci. Questo ci vuole per una societa` che pensa di crescere la responsabilita` limitata e` meno importante.

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  2. Sabato83

    Sarebbe sicuramente un grandissimo passo avanti per l’economia italiana e per l’imprenditoria giovanile, ma come dice Federico, è molto complicato in questo momento in Italia.
    Oserei dire quasi un’utopia. Bah, staremo a vedere.

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  3. Massimo Melica

    L’idea non mi piace, non è modulare per la legislazione europea.

    Questa pseudo azienda non potrebbe aprire un contratto di fornitura di elettricità, di acqua, di affitto di un locale perchè non darebbe le garanzie necessarie previste dal mercato.

    Questa proposta è assurda, che vuol dire “autonomia patrimoniale e responsabilità limitata”? Che risponde il socio/startupper direttamente con i suoi beni?

    Basta con queste menate che illudono i giovani, il sistema va riformato con idee sane e non con proposte lontane da ogni preparazione giuridico economica.

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  4. Federico

    Aggiungo un’altra cosa, leggendo l’articolo mi è venuta subito in mente la LTD inglese.

    Costa poco, è già disponibile e per aprirla basta andare sul sito Companies House e provvedere.

    E’ perfettamente legale aprirla e gestirla dall’Italia (l’esterovestizione si configura solo in caso di mancato pagamento delle imposte nello Stato dove vengono prese le decisioni gestionali)…quindi a cosa serve un altro soggetto giuridico?

    O meglio, sarebbe sensato avere l’omologo italiano, ma visto appunto come è stata gestita la farsa delle SRLS/SRLCR vale la mia prima considerazione.

    P.s. (e due!)
    Strano che lo sviluppo della discussione su questo articolo sia molto più ricco su ISS (all’interno di Facebook) anzichè laddove il post sia stato scritto (ossia qui): solo io trovo la cosa assurda? Anzichè valorizzare i provider e gli autori di informazione si pompano contenuti in un collettore che usurpa traffico alla propria creatività.
    Se ben ci pensate, anche questo è un problema sistemico che ha un riflesso sul panorama imprenditoriale. :-)

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    1. Lorenzo

      Federico, potresti approfondire questa cosa delle LTD apribili dall’italia?
      L’ideale sarebbe farlo in un articolo pubblicato sul web tramite commento… ma meglio che niente!

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  5. Franco Meloni

    Il presidente Monti ha annunciato la creazione della nuova forma di società semplificata a responsabilità limitata nel mese di gennaio 2012. A queste dichiarazioni è seguito il D.L. 24 gennaio 2012 n.1, convertito dalla legge 24 marzo 2012. Tale normativa prevedeva l’emanazione di un decreto interministeriale (coordinamento Ministero della giustizia, concerto con i Ministeri dell’economia e finanze e dello Sviluppo economico) entro sessanta giorni dalla data di conversione del citato D.L. (appunto 24 marzo 2012). Sono passati oltre trenta giorni da quella scadenza e, allo stato, il decreto intergovernativo, che pure è passato al vaglio di diversi controlli (Ministeri e Consiglio di Stato) non è stato emesso, in palese violazione degli obblighi di legge. Si sa che i tempi dell’impresa non sono quelli della burocrazia. In questo, trattandosi di interessi di una categoria attualmente svantaggiata e penalizzata come quella giovanile, si sarebbe dovuto bruciare i tempi perfino stante i vincoli delle lunghe procedure amministrative. E invece siamo ancora a penare perchè venga applicata una legge dello Stato dallo Stato medesimo! Aveva ragione Ennio Flaiano a sostenere che in Italia si diventa sovversivi quando si richiede allo Stato di applicare le leggi che esso stesso si è dato! Con questa organizzazione pubblica l’Italia non va da nessuna parte. Ovviamente non sono solo colpe e misfatti della Pubblica Amministrazione, considerato che taluni assurdi condizionamenti fonti di ritardi ed inafficienze hanno origine in lobby e camarille che lucrano sulle inefficienze delle organizzazioni pubbliche, che cercano di perpetuare per scopi privati di natura parassitaria.
    Speriamo che la battaglia per poter costituire le SSRL, con l’emanazione del citato decreto interministeriale, stia per concludersi positivamente. Meglio nutrire ancora una sana diffidenza. Ma i prezzi delle inefficienze purtroppo molti giovani aspiranti imprenditori li stanno già pagando. Chi li risarcirà?

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  6. Pingback: SSRL. Nuovi strumenti giuridici per favorire l’impresa innovativa | Aladin Pensiero

  7. Patrizia

    Ottima idea. Ecco gli elementi che per me sono indispensabili per l’attuazione.

    Contributi previdenziali congelati fino al primo attivo di bilancio.

    Semplificazione fiscale che attualmente è accessibile fino ai 35 anni, estesa anche agli over.

    Reply
    1. Patrizia

      Dimenticavo la firma digitale. Anche quella rientra tra gli elementi oggi indispensabili, quindi non farebbe male neanche la sua gratuità per la forma transitoria di attività.

      Reply
      1. Lorenzo

        La firma digitale costa 5€ l’anno…

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        1. Web Siena

          Si costa 5 euro, confermo!

          Reply
  8. Pingback: La SRL semplificata | Lega NerdLega Nerd

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