Meetecho ai vertici della Rete. Intervista a Simon Pietro Romano

11 febbraio 2011 scritto da Diomira Cennamo

Simon Pietro Romano ci racconta Meetecho, dall’Università di Napoli all’Internet Engeneering Task Force, passando per Working Capital.

meetecho team

Meetecho è una delle startup sostenute da Working Capital, che si occupa di fornire servizi di web conferencing e collaborazione a distanza in un’unica piattaforma.

Simon Pietro Romano e la sua squadra di ‘Meetechi’ hanno conseguito un importantissimo risultato, che fa onore anche a noi di Working Capital: supportare l’accesso da remoto alla prossima Conferenza IETF, che si terrà a Praga dal 27 marzo al 1 aprile 2011.

L’intervento, definito un ‘esperimento non ufficiale’ nell’ambito dell’evento, ci viene raccontato da un Simon Pietro Romano (39enne socio fondatore di Meetecho) su di giri e impaziente di divulgare al mondo questa grande opportunità.

Simon Pietro è ricercatore di Ingegneria Informatica all’Università Federico II di Napoli, che è un po’ anche la casa di Meetecho, come vedrete. Parliamo tanto di IETF all’inizio della nostra chiacchierata: Simon Pietro ci tiene a far capire bene quale sia la portata dell’evento a chi ci leggerà. E, in effetti, non è cosa da poco, considerando che stiamo parlando della community che regola gli standard informatici alla base del Word Wide Web. È la Internet Engeneering Task Force, che opera nell’ambito della Internet Society (ISOC), l’organismo non-profit che dal 1992 si occupa di fornire standard riconosciuti per assicurare lo sviluppo, l’evoluzione e l’utilizzo ‘aperto’ della Rete a vantaggio di tutti. Le conferenze IETF si svolgono un po’ in tutto il mondo a cadenza quadrimestrale. Per chi volesse iniziare a dare un’occhiata, c’è un sito interamente dedicato all’utilizzo di Meetecho durante l’appuntamento di Praga.

Come è nata la storia con Working Capital?

Si tratta di una lunga storia. Noi non abbiamo mai partecipato alle tappe del Tour, ma abbiamo presentato l’idea nell’estate del 2009 direttamente allo staff di Working Capital in Telecom Italia, a Roma.

Credo si sia subito capito che eravamo pronti per “aggredire” il mercato e non stavamo presentando un’idea allo stato embrionale.

Secondo le persone di Working Capital, il supporto per ambienti mobile e l’aderenza agli standard di Internet erano delle differenziazioni importanti rispetto a servizi già forniti da colossi mondiali.

Un’intuizione giusta, considerando l’accoglienza dell’IETF…

A proposito ti riporto le parole di uno dei guru IETF: “È sano avere periodicamente degli iconoclasti che mettano in questione lo status quo”. Questa la scrivi, vero?

Accontentato.

Al secondo incontro, sempre in Telecom, ci presentammo a Roma in paranza, il team Meetecho al completo. Arrivammo con i portatili ed i cellulari attrezzati per fornire una demo completa dell’architettura.

Ecco, parliamo un po’ del team.

Il team è composto, oltre che da me, dai veri pilastri di Meetecho: Tobia Castaldi, Ingegnere delle telecomunicazioni, 33 anni, AD, Lorenzo Miniero, Ingegnere informatico, 33 anni, presidente, Alessandro Amirante, 27 anni, socio fondatore, anche lui Ingegnere delle telecomunicazioni. Sono stati tutti e tre miei tesisti (Alessandro è anche un mio ex-dottorando), che da anni lavorano come ricercatori (precari) all’Università.

Tobia si è laureato con me come relatore cinque anni fa, con una tesi sul conferencing in Internet. Grande progettista software, problem solver e programmatore Java, nonché socio con la maggiore propensione alle relazioni di tipo commerciale e con un buon senso del mercato. Nel tempo libero, pescatore di lampughe nei mari della nativa Ischia.

Lorenzo, compagno di sventure di Tobia per quanto riguarda la tesi: stesso periodo, lavoro complementare sempre sul conferencing in Internet. Una specie di mostro dell’informatica e delle reti di calcolatori. Ha fatto, praticamente da solo, alcuni dei componenti fondamentali della nostra piattaforma. Impara qualsiasi cosa in tempi ridottissimi e trova sempre il tempo per postare su facebook e su twitter le sue argute considerazioni sulla vita. È anche chitarrista ed esperto di musica strana, oltre che capellone convinto.

(È la team description più divertente che io abbia ascoltato…)

Alessandro è entrato nel gruppo due anni dopo gli altri ed è anche il più giovane. Anche lui mio tesista, sia alla triennale che alla specialistica. Ha lavorato ad una tesi proprio sullo sviluppo di Meetecho, seguito da Tobia e Lorenzo, come correlatori. Terminata la tesi decide (folle!) di fare il dottorato con me. Lavora a strettissimo contatto con Lorenzo e Tobia, diventando in pochissimo tempo un membro della cricca a tutti gli effetti. Bravissimo a sviluppare codice ed a trovare soluzioni per il riuso intelligente di software di terze parti. Trascorre sette mesi alla Columbia University di New York, per lavorare nel gruppo di Henning Shulzrinne, uno dei massimi esperti mondiali di Real Time Communication in Internet (oggi consulente del Presidente degli Stati Uniti, per dirne una…). Alessandro ha terminato il dottorato da pochi mesi. Oggi è impegnato al 100% nelle attività di Meetecho e svolge il post-doc non pagato del nostro Dipartimento…

Una storia tutta universitaria, quindi…

Eh sì: Meetecho, oggi, è anche uno spin-off accademico ufficiale della Federico II.

Per completezza, tieni presente che nella compagine societaria entrano altre due figure: Giorgio Ventre, mitico leader del gruppo COMICS della Federico II. Mio Professore all’epoca degli studi, mio relatore di tesi, grande per la sua capacità di stimolare le persone e di creare gruppo. Oggi è l’Ordinario di riferimento del nostro gruppo di ricerca.

L’altra è Epsilon srl, altro spin-off del nostro Dipartimento (nato nel 2002), che si occupa di soluzioni software innovative in ambito web e che cammina tranquillamente con le sue gambe da anni, nonostante i guai, la crisi, ecc. ecc. Epsilon ha fornito un supporto fondamentale per l’avviamento delle attività di Meetecho, per la logistica e per l’inserimento in canali fondamentali, quali quelli dei progetti europei.

Fermami tu quando inizio a divagare, eh!

No no, divaga pure…

Allora voglio dirti che la piattaforma oggi disponibile è il frutto di sei anni pieni di attività nell’ambito dell’IETF. In quel contesto è difficile emergere. Noi siamo diventati famosi per le nostre demo live ai meeting: un’interpretazione letterale del motto IETF “rough consensus and running code”

Cioè?

All’IETF si propongono documenti in formato bozza (Internet Draft). Questi documenti specificano protocolli e soluzioni architetturali innovative per Internet. Un draft viene discusso dalla comunità scientifica e sottoposto a revisioni e commenti. Se raccoglie consensi, allora viene tipicamente ‘adottato’ da un gruppo di lavoro (working group) e in quell’ambito viene modificato con iterazioni successive, fino a raggiungere lo stato finale di ‘Standard di Internet’. Tieni presente che gli standard di Internet non sono standard de iure, perché l’IETF non è un organo ufficiale di standardizzazione: in Internet gli standard sono tutti de facto. La cosa è talmente vera che il nome stesso dei documenti standard sfiora il paradosso: si parla di ‘Request For Comments’, a voler indicare che anche la versione finale di una proposta di protocollo resta pur sempre una richiesta di commenti inoltrata alla comunità scientifica. Tutti i protocolli di Internet, da IP a d HTTP ad SMTP sono RFC (request for comments)!

Tornando a noi…Il lavoro che abbiamo condotto in IETF è stato sempre più apprezzato nel tempo e ci ha portato alla produzione di numerosi draft che hanno quasi raggiunto lo stato di standard (RFC), in alcuni gruppi di lavoro molto importanti (è tutto sul sito IETF, ndr.). In tutti questi gruppi di lavoro, abbiamo sempre portato avanti un approccio del tipo: propongo un’idea, la scrivo in un draft, la dimostro sviluppandone il codice e mostrandone un prototipo avanzato. Abbiamo fatto moltissime demo dei nostri prototipi negli ultimi anni. Direi che ci conoscono tutti proprio per questo: spesso ai meeting venivano proprio per vedere il nostro show con le ultime novità…Ad ogni modo, la maggior parte di questi prototipi è confluita in quello che oggi è Meetecho.

L’anno scorso io ho anche avuto la soddisfazione di diventare chair di uno dei nuovi Working Group dell’IETF: SPLICES.

Complimenti! Tornando a Meetecho, a chi si rivolge la piattaforma?

A tutti, dal singolo individuo (tipo l’architetto con il suo studio di progettazione) alle grandi imprese, a patto che ci sia un’esigenza di confrontarsi con altri per migliorare il proprio lavoro.

Com’è articolata l’offerta?

Su questo noi abbiamo previsto almeno due differenti ‘gusti’. Un primo tipo di approccio è quello più adatto a situazioni per le piccole realtà, cioè: noi controlliamo il lato server della piattaforma, installando un certo numero di macchine dedicate al servizio di collaboration; 2. i clienti sfruttano la nostra infrastruttura per comunicare tra di loro, gestendo solo il lato client della cosa (nel caso del client web, senza installare nemmeno un bit di codice sulla macchina). Quest’approccio lo stiamo perseguendo proprio ora, utilizzando la convenzione con Telecom, che ci ospita nella sua cloud Ospit@Virtuale.

L’altro approccio è quello della soluzione chiavi-in-mano, ma fai-da-te: il cliente si mette in casa uno o più scatolotti su cui gira il lato server della piattaforma e poi si gestisce in proprio le conferenze. Questo, secondo noi, è molto adatto a soluzioni di corporate (di medie e grandi dimensioni) che hanno, in house, la capacità di gestirsi il servizio.

Chissà perché ho l’impressione che tu ci voglia dire ancora qualcosa dell’IETF…

Ci tengo a dire che si tratta di un’occasione unica per farci conoscere a livello mondiale. Guardando gli accessi al nostro sito nell’ultimo mese, troverete che il 90% viene dalla zona della Silicon Valley. Ma IETF è anche un’occasione per migliorare il nostro prodotto, perché le persone che lo stanno testando sono le più ‘rompiscatole’ e preparate che esistano: una comunità di beta tester unica al mondo.

Foto: il team di Meetecho (da sinistra: Tobia Castaldi, Alex Amirante, Simon Pietro Romano, Lorenzo Miniero)

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