Sarà il decennio del crowdfunding?
13 gennaio 2011 scritto da Diomira Cennamo
La crisi finanziaria degli ultimi anni ha colpito anche il sistema dei finanziamenti alle startup. Una risorsa intelligente per farvi fronte sembra essere quella del crowdsourcing.
Il primo decennio del nuovo millennio è iniziato con la “nota stonata” della crisi finanziaria che – ci ricorda Akshaya Murthy in questo post di Grow VC – ha messo in ginocchio sistemi bancari e finanziari di intere nazioni. Questo avrà ripercussioni non soltanto sul presente, vale a dire sulla contingenza negativa determinata dalla crisi, ma anche sul post-crisi, quando le banche non avranno fluidità sufficiente a sostenere il fermento imprenditoriale tipico dei momenti di ripresa economica.
Gli stessi Venture Capitalist, che sono solitamente meno razionali delle banche, avvertono il colpo e subiscono ancor più che in passato il problema del rischio legato al fallimento delle startup.
E allora che si fa? Occorre indubbiamente attrezzarsi per sostenere la crescita (e non rinunciarvi) in un periodo probabilmente non così breve. Un periodo in cui potrebbe virtuosamente emergere una new economy del mutual fund, che trovi il proprio motore nell’investimento collettivo. In questo modo, se più investitori si impegnano insieme in uno stesso progetto, il rischio per ognuno di essi si riduce drasticamente, mentre possono moltiplicare gli investimenti, diluendo ulteriormente il rischio.
Secondo Grow VC, uno scenario promettente per i paesi che si stanno affacciando a uno sviluppo prorompente, come quelli dell’area BRIC. Mettiamoci pure un inizio d’anno con la valutazione a 50 miliardi di dollari di un’impresa del web come Facebook…Insomma, stando così le cose, il 2011 e tutto il decennio appena cominciato potrebbe riservarci sorprese positive sul fronte startup.
In Italia il modello dell’investimento collettivo viene applicato da realtà come l’IBAN, Italian Business Angel Network, l’associazione degli investitori informali in capitale di rischio. Siete a conoscenza di altre iniziative simili nel nostro paese? Fatecelo sapere!




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Noi ci stiamo provando. Siamo aperti a tutte le proposte di supporto al nostro progetto: http://www.indiegogo.com/ZooSchool-The-Movie
Ecco un esempio italiano di crowdfinding.
Partito a Settembre 2011, proponendo come primo progetto loro stessi, http://www.boomstarter.com, si propone come nuova risorsa per il finanziamento collettivo.
Buffo parlare in terza persona di se stessi…l’autopromozione andrebbe saputa fare.
In Italia si cominciano a muovere alcune realtà.
Una interessante, che promette di cambiare il modo in cui viene affrontato oggi il crowdfunding, è Starteed (da Start Seed) http://www.starteed.com . Chi si iscrive e cerca fondi per la propria idea è anche un investitore con la sua piccola quota. I progetti più votati si aggiudicheranno queste quote oltre ai fondi raccolti tramite la propria campagna di crowdfunding tradizionale. Un buon modo per rendere ancora più tangibile lo sviluppo di nuove idee.