Edmund Phelps. Aspettando un Premio Nobel

Diomira Cennamo 25-01-2011

Il Premio Nobel per l’Economia terrà una lectio magistralis alla Camera dei Deputati il 2 febbraio, in occasione della prossima Working Capital Conference. Scopriamo chi è.

phelps

Edmund Phelps riceve il premio Nobel per l’Economia nel 2006 “per aver chiarito la comprensione delle relazioni tra gli effetti a breve ed a lungo termine delle politiche economiche”.

Dopo la laurea all’Amherst College nel 1955, nel suo cv c’è il dottorato alla Yale University, dove inizia la sua carriera accademica. Insegna alla Rand Corporation, poi al MIT e alla University of Pennsylvania. È attualmente docente di Politica economica alla Columbia University.

Il suo lavoro di ricerca come un programma per riportare “la gente così come la conosciamo” all’interno dei modelli economici. Uno studio degli effetti dei valori e dei sogni delle persone sul funzionamento dei mercati. “Perché è la gente che fa la storia”, come canta un artista nostrano, e quindi è ora di far tornare le persone al centro delle teorie su quelli che sono, in fondo, sistemi di persone prima ancora che di titoli, valute e flussi monetari.

Una sua importante idea è quella del good business life, vale a dire la sensazione per un popolo di vivere in un contesto di prosperità e sviluppo, in un sistema che valorizza i talenti, inserendoli nei giusti ambiti lavorativi.

Di titoli il professor Phelps ne ha conquistati tanti, tra cui l’inserimento nella National Academy of Science nel 1982 e nell’American Economic Association nel 2000. E, ancora, il Premio Pico della Mirandola per l’Umanesimo e onorificenze attribuitegli un po’ da tutto il mondo. In Italia è membro del LUISS International Group on Economic Policy (LIGEP), un gruppo di ricerca dell’Università Luiss Guido Carli di Roma, che effettua analisi periodiche della situazione economica nazionale e globale.

Avremo con noi Edmund Phelps il 2 febbraio, nel corso della Working Capital Conference “Per rifare l’Italia”, quando enuncerà la sua lectio magistralis nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, per far capire a chi gestisce il nostro paese l’importanza di farlo ripartire con una polverina magica che si chiama innovazione. Lo farà raccontandoci della sua idea della Banca Nazionale dell’Innovazione. Il ragionamento alla base della Banca dell’Innovazione è molto semplice. Siamo in un’epoca di stasi delle economie nazionali e, in generale, del sistema economico occidentale. Per far ripartire il motore di queste economie occorre fare innovazione. Per fare innovazione il Venture Capital da solo non basta più. C’è quindi bisogno di unire insieme fondi pubblici e stanziamenti privati. Metteteli insieme ed otterrete la Banca Nazionale dell’Innovazione.

Phelps ha già proposto l’attuazione di una prima Banca dell’Innovazione al Governo Americano, proposta che è oggi un disegno di legge. È quello che occorre fare anche in Italia, dove sono disponibili ben 10 miliardi di euro destinati all’innovazione da fondi pubblici e largamente inutilizzati. Uno spreco che chi si occupa di innovazione non può non avere il desiderio di arginare. La National Bank of Innovation teorizzata da Edmund Phelps potrebbe realizzare questo sogno. Per questo vogliamo contribuire attivamente a realizzarla. Siete con noi?

Foto: il Premio Nobel per l’Economia Edmund Phelps

Server is [36]