Con i talenti l’Italia perde miliardi di dollari. Un bilancio di fine anno
27 dicembre 2010 scritto da Diomira CennamoUna nazione è fatta anche di cervelli e perdere materia grigia vuol dire impoverirsi, anche in termini economici. Vediamo cosa questo significa in concreto per il nostro paese.

Fine anno, fine decennio. Tempo di bilanci. Essendo i talenti il nostro interesse principale, abbiamo pensato di fare un po’ i conti su questo aspetto.
La fuga dei talenti ha un costo, non solo sociale, ma anche economicamente quantificabile. Lo ha stimato la redazione del programma di Radio 24 Giovani talenti, a partire da una serie di ricerche ufficiali e indipendenti.
130 mila dollari è il costo totale del percorso di studi di un laureato, a partire dalle elementari. Parliamo del costo a carico del sistema-paese (dati del Rapporto dell’Ocse Education at a glance). Moltiplicando questo valore per il numero di laureati che hanno trasferito la propria residenza all’estero (6552 nel 2008 secondo i dati Istat), la perdita economica complessiva per il nostro paese ammonterebbe a 851 milioni e 760 mila dollari.
Attenzione, però, perché questi dati non tengono conto di coloro che emigrano senza cambiare ufficialmente residenza. In base a una recente ricerca di Confimprese, sarebbero 45 mila i giovani laureati fino ai 32 anni a fuggire annualmente dai nostri confini nazionali. Partendo da queste premesse, il danno economico risulterebbe essere – udite udite – di 5 miliardi e 915 milioni di dollari.
E se pensiamo che questi dati tengono conto solo dei laureati e non anche dei diplomati…Basta, fermiamoci qui.
La riflessione giustamente suggerita da Giovani talenti è sul fatto che di questo capitale intellettuale pochissima parte fa rientro in Italia.
L’altro aspetto è in che modo l’immigrazione compensa questa fuoriuscita continua. Malissimo, perché la qualità degli ingressi è molto bassa in termini di formazione, ovvero scarsamente qualificata. Mentre, solo per dare un’idea, abbiamo 3500 connazionali nelle Università americane, in posizioni di docenza o ricerca, e 25 mila professionisti in posizioni lavorative elevate, sempre negli Stati Uniti.
Fatti i dovuti calcoli, ci avviciniamo al nuovo anno e al nuovo decennio con la speranza di vedere presto davanti a queste cifre un bel segno più.
Foto: Noahwesley, flickr



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Il vero problema non sono i talenti che se ne vanno, il problema vero è che non esiste ricambio, l’Italia è un paese scarsamente attraente per i talenti esteri. Se non ci si rende conto che i giovani hanno idee che valgono, che l’ entusiasmo è da sfruttare a pieno, che le competenze, la voglia di fare, la volontà,… vanno pagate adeguatamente, anche da giovani, che non è possibile spendete dei capitali per affitti e per vivere, che le tasse sono un deterrente mostruoso se si intende aprire attività in Italia,…
Soprattutto che i giovani non sono bestie strane che combattono per un mondo peggiore…
Daniele Zanoni
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Finche’ da italiani tutti, accettiamo e supportiamo le raccomandazioni questo e’ il risultato, e’ normale e non deve scandalizzarci piu’ di tanto.
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