Chi sbaglia impara. In Silicon Valley e…A Roma (16 novembre, Opificio Telecom)

10 novembre 2010 scritto da Diomira Cennamo

Fallire per riuscire. Sarà questo il tema del prossimo evento powered by Working Capital  in collaborazione con l’Ambasciata Americana in Italia. Vi raccontiamo alcuni errori di startupper più o meno noti a livello internazionale. E voi? Da quali scelte sbagliate avete imparato?

Dicono che in Silicon Valley l’accettazione del fallimento sia una sorta di rito di passaggio per gli imprenditori. Laggiù sanno anche che altrove nel mondo fallire è ancora percepito come una disgrazia e sono consapevoli del loro vantaggio evolutivo. E sì, perché sembra proprio che l’errore sia una grossa opportunità per avere successo. A testimoniarlo alcune leggende del settore tecnologico, come quella di Marc Andreessen, fondatore di Netscape, dalle cui ceneri risorge con Firefox, e Steve Jobs, fondatore di Apple, che utilizza la sua Next Computers, ormai sull’orlo del fallimento, per risollevare le sorti di Apple, dal cui cda era stato estromesso. Beh, questo è da fuoriclasse, dobbiamo ammetterlo (del resto, buon sangue…).

locandina

Anche Working Capital ha deciso di rompere quello che rappresenta ancora in parte un tabù nella cultura imprenditoriale italiana, dedicando al tema il prossimo evento realizzato in collaborazione con l’Ambasciata USA in Italia, che si terrà a Roma il 16 novembre.

Tornando alla Silicon Valley, il futurista Paul Saffo, che è anche docente di Ingegneria a Stanford, si spinge addirittura a sostenere che “i germogli del successo affondano le loro radici nel fallimento”. E, secondo VentureBeat, dietro ad affermazioni come questa c’è già una religione, che trova il suo momento celebrativo in una conferenza annuale sul tema, la FailCon. Lo scorso 25 ottobre, l’evento ha radunato a San Francisco più di 450 tra imprenditori, sviluppatori, investitori, esperti di marketing, fornitori di servizi, stampa e curiosi. Scopo dell’incontro: mettere a fattor comune gli sbagli di questa generazione di imprenditori per evitare alle prossime di commetterli, imparando proprio da queste défaillances.

Sempre VentureBeat ci racconta di Max Levchin, fondatore di Slide, servizio per la creazione di social applications. Nove mesi per mettere a punto il software e, al momento del lancio, DoubleClick presenta un servizio del tutto simile. È la crisi, anche economica, che lo fa riflettere sui suoi errori come, ad esempio, quello di non essersi scelto dei co-fondatori che potessero avvertirlo e suggerirgli di fermarsi e cambiare direzione nel momento in cui era diventato “uno zombie”. Secondo Max, è un errore molto comune quello di non accorgersi di essere diventati zombie e continuare a percorrere la direzione sbagliata.

Secondo Mark Pincus, fondatore del social game di successo Zynga (ne abbiamo parlato qui), è proprio quando sei in grado di possedere intellettualmente ed emotivamente il tuo fallimento che controlli il tuo destino.

Christine Herron, partner del VC First Round Capital, riesce subito a individuare le startup che sono cresciute e hanno imparato dai propri errori, perché sono in grado di raccontare come è cambiato il mercato e come si sono adattate a questi cambiamenti.

A volte, inoltre, sostiene Vinay Mahagaokar di RockYou, successo e fallimento sono concetti relativi: se hai realizzato un servizio che è obiettivamente performante ma all’improvviso spunta all’orizzonte un’impresa che ti sorpassa a destra, la tua è un fallimento. Aggiungiamo noi, davvero difficile da prevedere.

Di questi e altri aspetti si potrebbe discutere molto. Lo faremo il 16 novembre nella Capitale con David Thorne, ambasciatore USA in Italia, Mario Moretti Polegato, presidente di Geox e innovatore dell’anno 2010 agli European Business Leader Awards, Gabriele Gresta, vicepresidente di Digital Magics, Gianluca Dettori, fondatore di Dpixel, e Luca De Biase, giornalista esperto di tecnologia e innovazione. L’evento è realizzato nell’ambito della Global Entrepreneurship Week. Qui il link alla diretta web dell’evento.

Intanto diteci: quali sono gli errori in cui siete incorsi nella vostra storia di startupper e quali insegnamenti ne avete tratto? Fatelo utilizzando i commenti a questo post, la nostra pagina facebook o la casella email info.workingcapital@telecomitalia.it.

David Thorne, ambasciatore USA in Italia, Mario Moretti Polegato, presidente di Geox (innovatore dell’anno 2010 agli European Business Leader Awards), Gabriele Gresta, vicepresidente di Digital Magics, Gianluca Dettori, fondatore di Dpixel, Michel Martone, docente di Diritto del lavoro, e Luca De Biase, giornalista esperto di tecnologia e innovazione.

COMMENTI

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  2. Francesco Lentini - 11 novembre 2010 09:18

    Il primo errore è entrare in contatto con le persone sbagliate al momento giusto (questo il mio caso, questo il video http://www.youtube.com/watch?v=wM5gIuIkelU che lo dimostra).

    Il secondo errore è entrare in contatto con le persone giuste al momento sbagliato (questo il caso di Steve Jobs, credo).

    Indubbiamente il primo errore è più grave del secondo. Poiche la condizione ideale (le persone giuste al momento giusto) si verifica solo per un caso fortuito, è del tutto inutile studiarla a tavolino e lavorare intensamente perchè tale condizione si verifichi. Ancora più inutile organizzare “eventi” con esperti di livello mondiale, che per il solo fatto di essere presenti si auto-considerano persone di successo. Di conseguenza, non sono le persone più adatte a ragionare sul problema.

    Chi ha avuto successo continuerà a credere di averlo meritato, invece di ammettere che è stato almeno per il 60% frutto del caso. Chi NON ha avuto successo continuerà a credere di NON averlo meritato e…

    Beh, mi sembra chiaro che in questo modo non se ne esce, ma va bene così. Auguri e buon divertimento.

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