Come presentare la propria startup ai ventures
7 settembre 2010 scritto da Guido ArataQualche giorno fa ho dato qualche consiglio su come trovare ed avvicinare l’investitore più adatto alla nostra startup. Viene adesso il momento del primo contatto ufficiale via mail, quello nel quale dovremo sottoporre al venture il nostro progetto. Vediamo come.
Se tutto sarà andato per il meglio verrà richiesto l’invio via mail di un documento esplicativo del progetto. Questo documento deve essere estremamente chiaro (poca chiarezza viene sempre associata ad idee confuse, attenzione anche e soprattutto all’esposizione) e non troppo lungo, in quanto i dettagli verranno discussi nell’incontro (che rappresenta lo step successivo). Cosa includere nel documento? Innanzitutto va delineato il team che sta dietro alla startup che, come ho ripetuto più volte, rappresenta uno dei valori principali per un progetto nascente. E’ bene includere, oltre alle esperienze lavorative dei singoli anche un piccolo brief su come si è formato il team, mettendo in luce il fatto che si tratta – e deve essere così! – di un team equilibrato. Con “equilibrato” intendo che sappia abbracciare molteplici ambiti: è bene che vi sia un tecnico, un esperto di business ed economia, una persona con esperienze nel campo del marketing e della comunicazione.
Delineato il team, è bene spendere qualche riga – in maniera molto sintetica – sulla situazione del mercato nella quale la startup vuole andare a collocarsi. In questo modo si contestualizza l’idea, e si dà un’anticipazione del perchè si è convinti che il progetto, stando così le cose, produrrà valore.
E’ il momento dell’idea, che va presentata con chiarezza e dono di sintesi. In questa fase non è importante discutere dei dettagli, perchè – se il concept avrà riscosso interesse nel venture – ci saranno molteplici occasioni per discuterne. Ora si tratta di attrarre ed interessare l’investitore, fondendogli una breve e precisa descrizione di quanto si ha in mente.
A questo punto bisogna raccontare all’investitore come si pensa di trarre profitto dalla startup, esponendone il business model. Anche in questo caso è richiesto il dono di sintesi, perchè, come in precedenza, ci sarà modo di approfondire.
E’ infine estremamente importante delineare la concorrenza con la quale dovrebbe scontrarsi la startup, ed i suoi vantaggi competitivi. Un errore comune è affrontare con leggerezza la fase di ricerca dei competitors, risolvendola con la classica frase ”Non ci sono concorrenti“. Una simile affermazione susciterà immediatamente la curiosità dell’investitore che andrà a verificare: qualora non si rivelasse veritiera vi sarete subito posti in cattiva luce. Si tratta pertanto di un’affermazione estremamente impegnativa. Ammettendo che sia comunque veritiera, il mio consiglio è quello di spendere ancora qualche riga nell’esposizione delle dinamiche di ricerca che hanno portato a tale conclusione. In questo modo l’investitore verrà proiettato di fronte ad un’analisi che dimostra impegno e modus operandi.




SUCCESSIVO






















Molto interessante.
A mio parere, serve una slide introduttiva che riassuma in due/tre frasi tutta la story-line:
- che cosa fa la società (prodotto/servizio)
- cosa rende il prodotto/servizio unico e competitivo (una frase, eventualmente inglobata nella precedente)
- stadio di sviluppo del prodotto e della società
- qual’è il settore, la dimensione e il focus geografico(eventuale) del mercato che intende attaccare (utenti,$,etc)
- due parole sulle competenze del team (eventuale)
jn
Formare un team equilibrato credo che sia il punto più complicato e quello che poi distinguerà una start-up di successo da un autentico fallimento. Io vi parlo per esperienza personale, posso definirmi un tecnico: sono un ingegnere con discrete conoscenze in ambito tecnologico e software.A volte si hanno buone idee e magari si hanno anche le capacità per svilupparle ma ci si perde in tutto il resto perché non si è trovata la “compagnia giusta”. Forse bisognerebbe creare un social network per questo tipo di incontri e scambio di opinioni, esisterà già un meetic per startupper?
in generale e un buon esercizio semplificare l’idea, il value propostion etc. finche rimane sole l’essenza del progetto.
Purtroppo sembra che lungezza sono spesso valutato al costo di chiarezza nel sistema italiano (almeno questo e stato la mia esperienza all’universita in Italia)
Il VC americano, Fred WIlson da un buon esempio come hanno trovato soldi con sei slides (link in inglese)
http://www.avc.com/a_vc/2010/06/six-slides.html
Ciao, ho letto il tuo articolo e ti faccio i complimenti. In effetti 6 slide sono davvero poche… scusa se ti chiedo…ma puoi suggerirmi uno schema per organizzarle? Quando parli dei 6 proiettili cosa intendi che in una slide ci sono sei punti forti? ad esempli l’immagine, la headline ecc? perdonami queste domande di “consulenza” il tuoi argomenti sono davvero stimolanti..
Il meetic per startupper mi sembra un’ottima idea. Avere un’idea, avere le competenze tecniche per realizzarla, avere la capacità di sostenere un pitch di 5 minuti per presentare il progetto ad un VC senza perdere neanche 1 secondo del tempo a propria disposizione (e soprattutto la bussola), avere le conoscenze per redigere un business plan (anche minimale), difficile avere tutte queste qualità. Un luogo virtuale dove far incontrare idee, tecnici e frontman potrebbe essere un progetto non male da portare avanti. Parliamone :)