Working Capital Tour Bari 2010. Intervista a Michele Filannino

19 luglio 2010 scritto da Diomira Cennamo

Il web semantico è ancora una chimera: tutti ne parlano ma nessuno sa cosa sia e, di fatto, il tanto atteso nuovo standard di ricerca dei contenuti e di interazione dell’utente con essi è ancora uno scenario futuro. Perché? In questa intervista vi proponiamo la lettura di Michele Filannino, giovane laureando in Informatica all’Università di Bari, che ha vinto la borsa di studio di Telecom Italia grazie alla sua idea di motore di ricerca basato sulla logica degli insiemi sfumati, o ‘logica fuzzy’. Un sistema di ragionamento molto più vicino a quello degli esseri umani rispetto ai tanti algoritmi oggi in circolazione. Che sia questo il modello alla base del nuovo web? Intanto sogniamo un po’…


(Video dell’elevator pitch di Michele Filannino al Working Capital Tour di Bari)

COMMENTI

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  2. Francesco Lentini - 19 luglio 2010 18:02

    La passione che dimostri meritava questo riconoscimento. La tua idea di applicare la fuzzy-logic all’elaborazione del linguaggio naturale è certamente da approfondire, me senza convinzione assoluta. Se a un certo punto ti accorgi che non funziona – come io credo – cambiare strada può essere una buona idea.

    Seguendo una strada del tutto diversa, sono giunto al risultato che qui puoi vedere
    http://www.intellibook.net/intellibook10

    Certo “it’s not information overload: it’s filter failure” e non posso che essere d’accordo con Clay (ma avevamo bisogno di un guru americano che ce lo dicesse).
    Prova con una qualunque pagina web, per esempio con un articolo che ti sembra interessante, ma che non hai tempo di leggere in modo approfondito. Copia e incolla il testo. Premi FOCUS per sapere immediatamente di cosa tratta l’articolo. Premi RESUMEE per averne il riassunto.

    La mia “macchina per leggere” si comporta esattamente come un filtro ed è disponibile ora, anche se la teoria e l’algoritmo di base sono stati presentati nel 2007. Che te ne pare?

  3. Michele Filannino - 6 agosto 2010 15:41

    Penso che si limiti a contare semplicemente la parola con più occorrenze e restituirla come concetto cardine. Non c’è semantica, non c’è ricerca scientifica. La funzionalità di “resume”, mostra solo le frasi che contengono la parola più ricorrente, quella che Lei definisce “di cosa tratta l’articolo” (focus).

    Essendo un algoritmo di conteggio, è chiaro che è possibile farlo funzionare su tutte le lingue. Le dirò di più: può funzionare anche su lingue inventate o insiemi di caratteri casuali separati da spazi.

    Mi sembra anche un po’ pretenzioso parlare di “teoria”. Giusto per curiosità, in quale conferenza scientifica ha presentato l’algoritmo?

    Cordialità,
    michele.

  4. Francesco Lentini - 6 agosto 2010 19:30

    E’ buffa questa pretesa di desumere la natura di un algoritmo analizzando il flusso di input-output. Grazie comunque per le sue osservazioni.

    No, il risultato non dipende da un conteggio, ed è possibile verificarlo immettendo un testo di cui si conosce la frequenza parola per parola. Può capitare che le parole più frequenti siano anche le più significative, ma non è questa la regola generale. Per acquistare un po’ di fiducia consiglierei di operare con testi noti, articoli letti a fondo, discorsetti di Obama, encicliche papali in varie lingue (lunghezza permettendo) capitoli dei Promessi Sposi, perfino poesie del Leopardi. Poi confrontare i TAG che si ritiene di conoscere con quelli risultanti dalla funzione Focus (le sorprese non mancheranno). Inutile giocare con le stringhe pseudo-casuali: questo programma le riconosce.

    Trovo anche singolare l’idea della conferenza per ottenere una sorta di certificazione, come se il Web non fosse una conferenza pemanente. E infatti qui non si tratta di convalidare una formula chimica, ma di fare click e vedere se funziona. Il laboratorio è aperto a tutti.

    Non c’è bisogno di nessuna conferenza, comunque ripubblico i link che sono questi:

    https://www.wolframscience.com/conference/2007/presentations/FrancescoLentini.html
    http://www.econtentaward.it/2007/Press/Classifica_Finale.asp
    http://event.stockholmchallenge.se/project/2008/Education/iNTELLiBOOKnet

  5. Francesco Lentini - 27 agosto 2010 10:17

    Ciao Michele Filannino, ti ho risposto il 6 agosto ma il forum era chiuso per ferie, forse il post ti è sfuggito…

  6. Mauro Silvestri - 9 settembre 2010 00:36

    http://www.intellibook.net/intellibook10/Default.aspx

    si parla di Roberto Baggio:

    Roberto Baggio (Caldogno, 18 febbraio 1967) è un dirigente sportivo ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante, attuale Presidente del Settore tecnico della FIGC.
    Roberto Baggio restò per sempre legato a Firenze ed ai colori viola, suscitando non pochi malumori tra i suoi nuovi tifosi. Oltre all’episodio della sciarpa, rimase celebre il rifiuto di calciare un rigore durante un Fiorentina-Juventus (1-0) dell’aprile 1991, andando poi a salutare i suoi ex tifosi raccogliendo una sciarpa viola che gli era stata lanciata dagli spalti, in un’atmosfera surreale di applausi e fischi.[11]
    Dopo un anno e mezzo di calvario, esordì in Serie A il 21 settembre 1986 allo Stadio Artemio Franchi contro la Sampdoria ed il suo primo gol nella massima divisione arrivò su punizione il 10 maggio 1987 contro il Napoli di Maradona, che proprio in quel giorno festeggiava il primo scudetto della sua storia (la partita finì 1-1).
    Roberto Baggio e Stefano Borgonovo, i cosiddetti B2, nella stagione 1988-1989
    Nella stagione successiva si presentò a San Siro segnando alla seconda giornata in Milan-Fiorentina 0-2. Negli anni seguenti fu protagonista di primo piano nel panorama calcistico italiano; la Fiorentina navigava nelle zone medio-alte della classifica e raggiunse una finale di Coppa UEFA nel 1990, persa poi contro la Juventus. Alla fine dell’anno ricevette il Trofeo Bravo, premio assegnato dalla rivista Guerin Sportivo al miglior giovane Under-23 partecipante alle coppe europee, unico ma importante riconoscimento personale vinto con la Fiorentina.
    Nel 1988 venne convocato per la prima volta in Nazionale, in occasione del match del 16 novembre contro l’Olanda, nella gara amichevole organizzata in ricorrenza del 90º anniversario dell’istituzione della FIGC. In azzurro segnerà complessivamente 27 gol in 56 partite.
    Rimase a Firenze fino al 18 maggio 1990, quando venne acquistato dalla Juventus per la cifra record, a quei tempi, di 25 miliardi di lire.
    La Fiorentina, che lo aveva già ingaggiato prima dell’infortunio, avrebbe potuto recedere dal contratto, ma Piercesare Baretti decise di credere nel suo recupero. [10] La tifoseria viola, consapevole di perdere il proprio simbolo, scese in piazza protestando contro la dirigenza ed il presidente Pontello.
    I disordini causarono anche diversi feriti ed arrivarono fino a Coverciano, creando non pochi problemi al ritiro degli Azzurri in preparazione per i Mondiali e al giocatore stesso, che arrivò a ricevere sputi da alcuni esagitati.[11]
    L’allora procuratore Antonio Caliendo ha in seguito narrato un fatto singolare a riguardo: «Mi ricordo ancora la scena: quando Baggio passò dalla Fiorentina alla Juventus, in conferenza stampa, davanti ai giornalisti gli misero al collo la sciarpa bianconera e lui la gettò via. Fu un gesto imbarazzante. Io dissi che il ragazzo andava compreso: era come se avessero strappato un figlio alla madre. Ammetto che, quella volta, rimasi molto colpito anch’io».[12]

    FOCUS————–

    rimase celebre il rifiuto di calciare un rigore durante un Fiorentina-Juventus

    Nella stagione successiva si presentò a San Siro segnando alla seconda giornata in Milan-Fiorentina 0-2

    la Fiorentina navigava nelle zone medio-alte della classifica e raggiunse una finale di Coppa UEFA nel 1990

    unico ma importante riconoscimento personale vinto con la Fiorentina

    quando Baggio passò dalla Fiorentina alla Juventus

    RESUMEE

    Oltre all’episodio della sciarpa, rimase celebre il rifiuto di calciare un rigore durante un Fiorentina-Juventus (1-0) dell’aprile 1991, andando poi a salutare i suoi ex tifosi raccogliendo una sciarpa viola che gli era stata lanciata dagli spalti, in un’atmosfera surreale di applausi e fischi.

    Nella stagione successiva si presentò a San Siro segnando alla seconda giornata in Milan-Fiorentina 0-2.

    Negli anni seguenti fu protagonista di primo piano nel panorama calcistico italiano; la Fiorentina navigava nelle zone medio-alte della classifica e raggiunse una finale di Coppa UEFA nel 1990, persa poi contro la Juventus.

    L’allora procuratore Antonio Caliendo ha in seguito narrato un fatto singolare a riguardo: «Mi ricordo ancora la scena: quando Baggio passò dalla Fiorentina alla Juventus, in conferenza stampa, davanti ai giornalisti gli misero al collo la sciarpa bianconera e lui la gettò via.

    CREDO CHE SI DEBBA ANCORA LAVORARE

  7. Mauro Silvestri - 9 settembre 2010 00:42

    Oltre ai diversi problemi noto che l’ordine dei capoversi incide profondamente il focus e l’algoritmo trova parole che conosce già e su quella estrae tutte le occorrenze prendendo i capoversi che la includono. Del resumee non ho ancora testato alcune cose.

  8. Francesco Lentini - 9 settembre 2010 18:03

    Grazie Mauro Silvestri per il ciclo di test. Vorrei precisare che si tratta di due progetti distinti – http://www.semplicity.com e http://www.intellibook.net – peraltro accomunati da un’idea, che è quella di riuscire a dare un senso alle parole umane.

    Da qualche tempo si scopre che tutti hanno il loro motore semantico o hanno intenzione di crearne uno. Si vincono borse di studio e si fondano startup, perciò se ti vengo a dire “guarda che il tuo motore semantico c’è già”… Non so se rendo l’idea..

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