Prestiamoci.it: l'era dei prestiti 2.0 è arrivata
6 luglio 2010 scritto da Guido ArataScopriamo oggi la startup Prestiamoci.it, il cui obiettivo è rivoluzionare radicalmente il mondo dei prestiti
I canali volti a finanziare e supportare innovativi progetti imprenditoriali esistono, ma spesso risultano troppo macchinosi con il conseguente rischio di rallentare inesorabilmente il progetto. Sono partiti da questa consapevolezza gli ideatori di Prestiamoci.it, startup tutta italiana che sta facendo molto parlare di sé.
Si tratta di un marketplace nel quale investitori e persone con idee imprenditoriali si incontrano. I primi hanno la possibilità di scegliere una somma di denaro da investire e di distribuirla su più progetti così da mitigare il tasso di rischio, mentre i secondi possono raggiungere cifre significative senza dipendere unicamente da una fonte.
Al momento dell’iscrizione l’investitore deve specificare in quali campi è solito muoversi, mentre l’ideatore del progetto ha la possibilità di specificare quali sono gli obiettivi, i metodi di implementazione, i possibili sviluppi futuri, l’impegno economico richiesto.
“L’obiettivo della startup - svela Paolo Galvani, Chairman del gruppo – è dar vita ad un vero e proprio nuovo modello per mettere in contatto, con notevoli prospettive di successo, gli investitori e coloro che necessitano di un prestito“. La struttura della piattaforma è tale da permettere inoltre una precisa stima dell’affidabilità creditizia di un progetto: un particolare algoritmo analizza le informazioni offerte da colui che richiede il debito e fornisce dati aggregati dai quali è più semplice effettuare la stima del rischio.



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Prestiamoci funziona… a meno che non si commetta l’errore anche solo di accennare all’avvio di un’impresa, men che mai innovativa.
Non c’è nessun algoritmo, l’importante è avere una motivazione ritenuta valida, del tipo “laurea magistrale del figlio” et similia. Si parla di piccole cifre (8-10.000 euro di media) erogate in tempi ragionevoli a tassi piuttosto convenienti, ma comunque a titolo di prestito personale e dunque nulla che possa essere di qualche interesse per aspiranti imprenditori.
Questo per evitarvi perdite di tempo. Se desiderate maggiori dettagli, scrivetemi.
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Grazie dell’articolo!
Prestiamoci è il primo esperimento di p2p che finanzia le microimprese (il popolo delle piccolissime partite IVA). A dir la verità non sono molte le richieste di prestito che ci arrivano da parte di microimprenditori, ancora meno vengono ammesse al marketplace, perché non superano la fase di valutazione. Abbiamo avuto modo, in questi primi sei mesi, di venire a conoscenza di interessanti progetti imprenditoriali, ma non tutti sono stati ammessi al marketplace: a volte perché Prestiamoci non è una società di venture capital, e quindi propone finanziamenti in conto debito e non in conto capitale; a volte, invece, perché mancavano degli elementi concreti su cui basare la nostra valutazione di fronte alla community.
Circa due mesi fa ho sperato che Prestiamoci potesse “contribuire al miglioramento qualitativo” della mia vita professionale con un prestito di 8000 euro. Semplicity era un “bel progetto” – lo conoscete mi pare – veniva presentato da un individuo che si trova “a suo agio” nella rete e che in passato si è sempre “comportato bene”.
Il prestito veniva negato con la motivazione – appunto – “Prestiamoci non è una società di venture capital”. Al che facevo notare che l’acquisto di hardware e software per l’importo di 8000 euro non rientra certamente nel venture capital. Non ridete, per favore.
Dei vari passaggi dovrebbe esistere traccia nel blog (https://www.prestiamoci.it/blog/quando-scatta-il-semaforo-rosso-i-richiedenti-di-prestiamoci). Spero che questa testimonianza possa servire a capire meglio con chi si ha da fare e ad evitare perdite di tempo.