Working Capital Tour Bologna 2010. Cronache da un appuntamento con l'innovazione
10 giugno 2010 scritto da Diomira Cennamo
Non sta a noi dire com’è andata la prima tappa del Tour 2010 che ha avuto luogo ieri a Bologna. Certo, il numero di presenze in sala, l’attenzione e la competenza che la platea ha dedicato e dimostrato al palco, l’aria elettrica dell’emozione dei giovani concorrenti che si respirava prima, durante e dopo la premiazione di metà giornata e, diciamolo pure con una punta di orgoglio, i diecimila utenti che ci hanno seguiti in diretta streaming nel corso di tutta la giornata parlano dell’evento di ieri come di un appuntamento maturo nella partita dell’innovazione che si sta giocando in Italia in questi momenti decisivi del futuro del Paese.
Di seguito un resoconto di ciò che è accaduto ieri nell’Aula Giorgio Prodi dell’Ateneo bolognese.
Pregnanti i saluti del Rettore dell’Università di Bologna, Ivano Dionigi: “La prima fonte di energia sono i giovani, che rappresentano non il futuro, ma il presente stesso del paese. L’Impresa deve trovare nell’Università delle persone attrezzate. E fa parte delle specificità dell’Università quella di formare individui completi dando loro un metodo. Questo è importante soprattutto oggi, in cui a un maximum di comunicazione rischia di corrispondere un minimum di comprensione. Per far fronte alla situazione attuale, che richiede preparazione e flessibilità, non basta avere le competenze, ma occorre disporre anche di un’etica delle competenze”. L’Università, poi, deve saper guardare al futuro per aiutare i giovani ad auto-organizzarsi in un frangente così delicato come quello di difficoltà economica attuale.
Della crisi parla anche Gian Carlo Muzzarelli, Assessore alle attività produttive dell’Emilia-Romagna: “Usciremo dalla crisi diversi da come ci siamo entrati. Ma soprattutto ne usciremo se e solo se saremo in grado di innovare, modificando aspetti rilevanti del sistema istituzionale e sociale, anche costruendo reti e relazioni. L’Emilia-Romagna si è impegnata ad abbattere del tutto il digital divide entro il 2010″. È l’uso delle tecnologie nei più diversi aspetti della società, dalla salute, al territorio alla Pubblica Amministrazione, anche attraverso la digitalizzazione completa dei sistemi di comunicazione, che consentirà di abbattere i muri dei luoghi e i tempi di realizzazione. “Lo sviluppo delle applicazioni IT può davvero aiutarci a rispondere ai cambiamenti”. E conclude con una bella immagine sportiva: “Quando le idee si trasformano in opportunità si fischia l’inizio di una nuova partita”, conclude Muzzarelli.
Resta nel gergo calcistico l’annuncio fatto da Riccardo Luna, conduttore della mattinata bolognese e direttore di Wired Italia, della formazione dei ricercatori schierata in campo per concorrere all’attribuzione delle cinque borse di studio messe in palio da Telecom Italia. Il fischio d’inizio stavolta è stato segnato dal counter dei cinque minuti a disposizione di ogni elevator pitch, che ha cominciato a girare sul maxischermo, accompagnando inarrestabile tutte le undici presentazioni della mattinata per lo Scouting 2.0.
Sul palco si sono così succeduti: Elisabetta Spano con AddApp, Ilaria Thibault con CASPER, Elena Favilli con MAG.0, Umberto Malesci con Fluidmesh, Thomas Alisi con Flux of meme, Marco Comerio con Polimar+, Manuela Cancilla con Starting-Up.net, Giorgio Toniolo e Carlo Giannelli con RAMP, Diego Bernini con SIS, Stefano Besana con Social network e apprendimento, Stefano Monti con X3M.
A seguire, il panel sulle Proposte per l’innovazione, composto da alcuni nomi dell’innovazione locale e nazionale.
Dario Braga, Pro-rettore alla Ricerca dell’Università di Bologna, sostiene che “innovazione fa rima con contaminazione. E il posto della contaminazione delle idee è l’Università”. Per Braga, “le Aziende hanno un maledetto bisogno dell’inserimento di elementi culturali nuovi e per questo motivo dobbiamo elevare il livello delle persone che formiamo alla crescente richiesta di qualità”. Gabriele Galateri di Genola, Presidente di Telecom Italia, parla dell’impegno a investire sull’infrastruttura in quanto elemento abilitante dell’innovazione e fa un appello a coloro che hanno nuove idee ma anche alle strutture in grado di realizzarle: “Bisogna trovare soluzioni semplici, che siano applicabili dalla gente comune”. Giuliano Poletti, Presidente di Legacoop, sostiene l’importanza delle cooperative nell’avvio di startup. “Il passo più dificile è saltare il fosso e da soli si ha più paura che in tre. La coop, poi, è l’unica forma d’impresa che ha come principio la democrazia”. E si assume un impegno: “Nei prossimi dodici mesi proveremo a sostenere i progetti di Working Capital mettendo a disposizione gli strumenti per poter creare delle cooperative”. Per Poletti, infatti, la formula della cooperativa è particolarmente adatta a sostenere i cambiamenti, oltre a dare la possibilità di fare cose che piacciono e che spesso non sono a pagamento. Frieda Brioschi, Presidente di Wikimedia Italia, racconta l’esperienza della fondazione che presiede e che sostiene e promuove Wikipedia in Italia. “Un motore potente della Rete è la passione”, ricorda Brioschi. La stessa che si ritrova nella community che fa Wikipedia. Giovanni Boccia Artieri, Presidente Corso di laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Urbino, descrive così la mattinata di Working Capital: “ Oggi abbiamo visto in scena una sorta di Prozac, di acceleratore neurale. L’utilizzo dei social network in Italia è considerato ‘cazzeggio’. Attenzione deve essere data alla cultura dei media, che sono attualmente sottorappresentati”. Giampaolo Colletti, fondatore di Altratv.tv, racconta l’esperienza delle 272 micro-web tv connesse in occasione dell’evento “Rita 101”, in onore dei 101 anni di Rita Levi Montalcini. “La forza della Rete è di mettersi in gioco e di sperimentare, ma non si è ancora trovato un modello di business sostenibile”, riflette. Gianluca Dettori, CEO di dPixel, analizza un dato statistico recentemente pubblicato: “L’Italia è stata superata dal Rwanda dal punto di vista della facilità nel creare impresa. Oggi gli strumenti per lo sviluppo sono molto più accessibili e lo sono per molte più persone. Sul web 2.0 in Italia siamo in ritardo perché esiste un divario generazionale che è un atteggiamento soprattutto mentale, e per il profondo distacco esistente tra i decisori e chi fa innovazione”. Gabriele Galateri di Genola conclude incitando all’ottimismo: “Dobbiamo smetterla di pensare che le inefficienze e il ritardo nello sviluppo siano colpa degli altri. Attualmente c’è un’enorme attenzione verso il mondo digitale. Dimentichiamoci le difficoltà e andiamo avanti con fiducia”.
La mattina si è conclusa con la premiazione, da parte del Presidente di Telecom Italia, dei progetti vincitori: AddApp di Elisabetta Spano, MAG.0 di Elena Favilli, Social network e apprendimento di Stefano Besana, RAMP di Giorgio Toniolo e Carlo Giannelli, Flux of meme di Thomas Alisi.
Ai keynotes pomeridiani di Luca Rossi e Giacomo ‘Peldi’ Guilizzoni, che hanno raccontato le rispettive esperienze di successo nel campo della ricerca (Sigsna) e di startup (Balsamiq), si sono intervallate le presentazioni dello Spazio Startup, che ha visto candidarsi alle successive valutazioni del Comitato interno e del Managment Board di Telecom Italia, i seguenti progettisti.
Nicola Vitto con Blomming, Marco Turchini con Dicky Roubin, Thomas Baggio con HappyCron, Tania Innamorati con YouProduce, Matteo La Rosa con Konkuri, Dario Amata con MIRA, Ciro Di Simone con Kundo, Massimo Neri con Mavigex, Daniele Gobetti e Christian Peer con Mixare, Nicola Calisesi con MyTable, Mirko Orsini con DataRiver, Alessandro Valli con DeepVue, Daniele Alberti con ToolMeet, Tommaso Stefani con Artistocratic.
A tutti gli startupper va un grande in bocca al lupo per la selezione che affronteranno e che porterà alcuni di loro a siglare con Telecom Italia contratti di incubazione, pre-incubazione o finanziamento per i progetti d’impresa considerati più interessanti.
A brevissimo su questo blog inizieremo la pubblicazione dei video di tutti gli interventi della giornata di ieri. Restate connessi!
Foto: Un momento della premiazione dei progetti di ricerca vincitori del Working Capital Tour Bologna 2010



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