Intervista ad Andrea Mangiatordi di OLPC in Uruguay

30 giugno 2010 scritto da Guido Arata

Andrea Mangiatordi ha collaborato con il progetto OLPC in Uruguay, prestando particolare attenzione ai software dedicati ai bambini autistici e con difficoltà comunicative

Andrea Mangiatordi si è avvicinato ad Internet nel 2001 in seguito all’iscrizione all’università. “Era l’epoca – ricorda “dei modem a 56k, in cui tutto era lento, i siti stavano su geocities.com e sul mio pc c’era un sistema operativo tremendo: Windows ME“. In quegli anni faceva parte di un gruppo musicale che aveva un sito web che Andrea mostrava in università ai compagni, invitandoli a scaricare i brani da loro prodotti. Da quel momento qualcosa si è acceso in lui, ed ha iniziato ad approfondire circa il funzionamento di Internet: “Un paio di corsi a Scienze della Comunicazione mi hanno permesso di comprendere le meccaniche di base di tecnologie quali HTML e CSS, ma anche di studiare le problematiche legate all’accessibilità di un sito“. L’attenzione di Andrea si è focalizzata soprattutto su quest’ultimo aspetto, e ciò lo ha portato a studiare il PHP ed applicarlo in un primo progetto, che porta avanti tuttora: “Farfalla“, volto alla creazione di un’applicazione web che serva a facilitare la scrittura alle persone affette da difficoltà motorie.

In contemporanea ha avviato alcune collaborazioni con realtà interessanti quali Mediaset ed una parallela attività da freelance. Finché un giorno quasi per caso è venuto a contatto con il progetto OLPC: “Dovevo scegliere un posto dove andare per il mio stage di dottorato, e pensavo sarei andato in qualche centro dedicato all’interaction design. Ed invece sono stato messo in contatto con alcuni responsabili del progetto CEIBAL, l’incarnazione uruguayana del progetto OLPC“.

E’ così che Andrea da febbraio al luglio 2009 è stato in Uruguay, per poi tornarci a maggio 2010, avendo modo di conoscere un ambiente ed una cultura profondamente differente da quella nostrana: “Ho capito come funzionano le scuole laggiù, ed ho conosciuto bambini di una speciale scuola per disabili motori” e tutto questo mentre “Collaboravo con i tecnici del progetto, aiutandoli a trovare le soluzioni migliori per aggiungere opzioni di accessibilità di base in grado di facilitare l’uso del mouse e della tastiera.“. Si è anche avvicinato ad un’associazione di volontariato, con la quale ha avviato lo sviluppo di un software specifico per le esigenze di bambini autistici e con difficoltà comunicative.

Nel futuro Andrea cerca un incarico accademico, perchè il rapporto con gli studenti lo attira e gli dà molte soddisfazioni. Continuando però ad operare nel campo dell’accessibilità, con il sogno di “un mondo dove l’accessibilità non sia una soluzione da applicare bensì una caratteristica fondamentale degli ambienti in cui viviamo“.

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