Un po’ di captologia. La persuasione nella progettazione del web
10 maggio 2010 scritto da Diomira CennamoCaptologia è lo studio della capacità delle interfacce informatiche di persuadere. L’ha fondata nel 1996 B.J. Fogg, direttore del Laboratorio di ricerca in Persuasive Technology alla Stanford University. Vediamone insieme le basi e la loro utilità per i progettisti del web 2.0
Si chiama “captologia” e gioca con il latino captum ma è l’acronimo di Computers As Persuasive Technologies, essendo appunto lo studio dei computer come tecnologie in grado di spingerci a cambiare idea e ad agire in certi modi.
Detta così sembrerebbe avere qualcosa in comune con l’ipnosi o la manipolazione. Ma la sua connotazione non è negativa per il suo autore, B.J. Fogg, che ha fondato la disciplina nel 1996 e oggi la insegna a Stanford.
Fogg è il direttore del laboratorio di ricerca in Persuasive Technology della Stanford University, in cui si studiano i computer come strumenti, come media e come attori sociali, approfondendo il tema della credibilità degli artefatti informatici, in particolare dei siti web. Ultima frontiera della sua ricerca è la psicologia di Facebook.
“Facebook e Twitter”, spiega a D di Repubblica in occasione della sua partecipazione all’evento milanese Meet the Media Guru nel settembre 2009, “hanno introdotto la persuasione interpersonale di massa”. Secondo Fogg, il processo di persuasione sui social media funziona bene perché le richieste arrivano da persone amiche, motivo per cui godono di una certa credibilità.
E proprio gli strumenti del web 2.0 hanno esteso enormemente le capacità di persuasione da pochi a molti. Per Fogg questo non è un problema, partendo dal presupposto che l’uomo è buono. Ora, anche volendo evitare dissertazioni di alto livello filosofico alla Hobbes o alla Rousseau, possiamo sicuramente affermare che un controllo distribuito su molti anziché su pochi è potenzialmente un valore, soprattutto partendo da un’idea di persuasione fondata sulla credibilità o, potremmo dire, sull’autorevolezza della fonte da cui proviene.
Si tratta di tematiche che chi lavora sul web come voi dovrebbe padroneggiare, ma che male non farebbe conoscere neppure a chi sul web ci naviga ‘semplicemente’ per acquisire informazioni.
Certo, Fogg non è l’unico né l’ultimo ad aver affrontato il tema del potere di persuasione dei media. Potremmo, tornando indietro nei secoli, arrivare addirittura alla Retorica di Aristotele. Ma ci piace cavalcare la moda del momento per questo focus sui social media e anche per la capacità, tipicamente americana, di ricondurre tutto a sintesi e operatività, che in questo caso ci fa gioco.
Le regole fondamentali per rendere credibile il proprio sito sono infatti tre, secondo la captologia:
- Definire con chiarezza il comportamento che vogliamo influenzare
- Proporre cambiamenti che non richiedono troppi sforzi (della serie: gradualmente tutto si fa)
- Trovare lo stimolo giusto (per esempio, un sms, una notifica via mail di un evento ecc.)
Secondo Fogg, entro 10-15 anni i cellulari (di fatto sempre di più computer portatili che ci seguono ovunque) diverranno il principale strumento di persuasione.
Ma Fogg si è spinto oltre nell’ipotizzare che la Rete porterà la pace nel mondo entro trent’anni. Il suo laboratorio studia anche l’efficacia dei progetti di peace building, secondo un approccio che si potrebbe definire di marketing. Per Fogg, infatti, la pace ha un problema di marchio: la sua definizione non è ancora condivisa da tutti. Però, essendo già presente in molti individui e comunità, va in qualche modo distribuita.
Concludo questo introduttivissimo post con un po’ di biblio/sitografia, se vi va di approfondire la questione.
B.J. Fogg, Tecnologia della persuasione, Apogeo, 2005
B.J. Fogg, Dean Eckles, Mobile Persuasion, Stanford University, 2008
http://captology.stanford.edu/Italian/index_Italian.html#howToLearnMore
http://www.meetthemediaguru.org/index.php/tag/captologia/
http://www.slideshare.net/bjfogg/web-credibility-bj-fogg-stanford-university





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