Startup-terapia: le dieci domande da porsi ogni mese

6 maggio 2010 scritto da Diomira Cennamo

Una vera e propria terapia per la propria attività…E forse anche per se stessi. 10 domande al mese suggerite da un esperto d’impresa per fare un check-up della propria startup

Il terapeuta non ti dice cosa fare, piuttosto ti pone delle domande profonde che ti servono per scoprire cosa è giusto per te e cosa vuoi davvero.

Cosa c’entra questo incipit psicanalitico con le startup? Secondo l’imprenditore Jason Cohen di Smart Bear Software, i tempi in cui viviamo e il settore in cui operiamo sono tali da non poter fare delle previsioni, diciamo così, lucide o sensate (ferma restando la necessità del business plan come bussola per startupper e imprenditori, ovviamente).

Occorre perciò, una volta  al mese, fermarsi a fare il punto della situazione sul proprio business. Sono dieci le domande ‘auto-terapiche’ a cui cercare di rispondere o quanto meno prendere coscienza del fatto che non vi sa dare una risposta. Lo scopo ultimo di questa startup-terapia è arrivare a evitare di mentire a se stessi.

1. In una frase, cosa fa il tuo prodotto e chi lo compra?

2. In una frase, perché qualcuno lo compra?

Domanda difficile. Più breve e più precisa è la risposta, più comprendi perché esisti. Se la risposta è “davvero non lo so”, codice rosso: occorre rimediare al più presto.

3. Qual è l’ostacolo principale alla vendita?

Qualche esempio: la gente non sa che esisti, il prezzo, servizi insufficienti, strategia di vendita disorganizzata, look-and-feel del sito…

4. Qual è la cosa che dovresti fare per ricevere più feedback da clienti, potenziali clienti o vendite perse?

È opportuno che, almeno una volta al mese, tu raccolga informazioni ‘sul campo’, in quanto i feedback degli utenti sono l’unico sistema empirico per capire come costruire prodotti che la gente voglia comprare.

5. Se avessi zero entrate da oggi in poi, in quanto tempo esauriresti il tuo budget?

Fondamentale per affrontare rischi e imprevisti.

6. Se qualcuno ti prestasse 100 mila euro oggi, come li spenderesti per massimizzare i profitti futuri?

Questo ti servirà per capire su quali attività accentrare i costi. Generalmente sarebbe bene ridurre al minimo debiti e investimenti. Ma se le ‘cose da fare’ sono in evoluzione, le cose cambiano.

7. Se dovessi assumere qualcuno oggi, come definiresti il suo lavoro in modo da garantirgli un guadagno soddisfacente?

Fatti questa domanda anche se non hai intenzione di assumere nessuno nell’immediato. Cerca di capire cosa e quanto (esempio: 20 ore a settimana?). Questo ti aiuterà a stabilire le priorità nelle attività da pianificare.

8. Quali delle tue business operations non sopporti?

Comunicazione? Amministrazione? Sviluppo tecnologico della piattaforma? È importante che tu abbia ben presenti le attività necessarie che non ti piace fare, perché sono quelle a più alto rischio di procrastinazione.

9. Quali iniziative possono essere svolte parzialmente senza avere un impatto significativo?

Questo ti servirà per capire su quali attività evitare di perdere troppo tempo, togliendone ad altre.

10. Se avessi la possibilità di parlare per un’ora con un guru del tuo settore, cosa gli chiederesti?

Un modo divertente di chiedersi quali siano conoscenze, feedback e direzioni critiche per il tuo business in questo momento e individuare in quali punti sei debole e chi potrebbe aiutarti a colmare le tue lacune.

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