Quando un’idea mobilita la rete: il crowdfunding del progetto Diaspora

17 maggio 2010 scritto da Alessio Jacona

Messo in campo da quattro giovani studenti di Informatica americani, il progetto di un’alternativa open source a Facebook ha già raccolto più di 174mila dollari in crowdfunding.

diaspora teamDa un lato c’è Diaspora, il progetto di quattro studenti di informatica americani che promettono di realizzare un’alternativa a Facebook che sia open source e che garantisca all’utente il pieno controllo della propria privacy.

Dall’altro c’è Kickstarter, un sito per il crowdfunding che, come molti servizi analoghi, consente all’utente di proporre un progetto, raccontarlo nei dettagli, fissare una cifra da raggiungere con la raccolta di fondi e, infine, chiedere sostegno economico al vasto popolo della rete.

Giusto nel mezzo c’è Internet, piattaforma abilitante che consente piccoli e grandi miracoli di collaborazione: già, perché data una buona idea, una massa critica di sostenitori e uno strumento efficace per raccoglierne le donazioni, un progetto valido può improvvisamente diventare possibile. Specie se esso viene lanciato nel momento giusto e desta l’interesse dei media tradizionali, esattamente come sta accadendo per Diaspora.

Il perché è presto detto: l’idea di creare un social network open source, privo di controllo centrale e con una forte vocazione alla tutela della privacy è stata lanciata proprio mentre Facebook, “terza nazione al mondo” per numero di “abitanti” (virtuali), è stato travolto dalle polemiche per aver cambiato in corsa le regole di gestione della privacy dei propri utenti. Non c’è insomma da stupirsi che Diaspora abbia trovato in pochissimo tempo oltre 4700 finanziatori online.

Le regole di Kickstarter prevedono che, una volta fissata la cifra necessaria a finanziare il progetto, si debba definire anche una deadline entro cui metterla insieme (se l’operazione faloisce, i soldi raccolti tornano ai finanziatori). A un mese dalla scadenza del sudetto termine Daniel Grippi, Maxwell Salzberg, Raphael Sofaer e Ilya Zhitomirskiy avevano raccolto solo 8mila dei diecimila euro necessari. Ora mancano solo 15 giorni alla deadline e, mentre scriviamo, le donazioni hanno raggiunto e superato quota 174mila dollari.

Si tratta di 17 volte la cifra inizialmente richiesta dai 4 giovani talentuosi impegnati nel creare “Diaspora – the privacy aware, personally controlled, do-it-all distributed open source social network”. Denaro accumulato grazie soprattutto alle molte piccole donazioni, con oltre 1956 finanziatori che hanno versato appena 25 dollari. Donazioni che continuano tutt’ora e nonostante i quattro programmatori abbiano più volte ribadito di non avere bisogno di altri soldi.

Ora non resta loro che mantenere fede alle loro promesse e scrivere il lieto fine di questa storia di collaborazione e condivisione.

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