FRU 2010: il suono passa per il Web
31 maggio 2010 scritto da Tiziana Solina
Mettiamo insieme una città suggestiva come Perugia, un numero considerevole di radio universitarie e decine di giovani che credono che “radiofonia” non sia un termine astratto o legato agli anni andati dell’informazione semplicemente ascoltata.
Mettiamo insieme tutto questo: il risultato è fresco, vivace, potente ed esaltante. Ma è soprattutto vero e si chiama FRU.
Il Festival delle Radio Universitarie nasce da un’idea di RadUni (Associazione culturale che riunisce gli operatori radiofonici universitari) e parte nel 2007 da Padova.
Coinvolge Catania nel 2008 e Salerno nel 2009 per approdare, quest’anno appunto, a Perugia il 27 e 28 maggio.
Una due giorni a metà tra la radio, il più giovane tra i vecchi mezzi di comunicazione, e il Web, l’universo effervescente e partecipativo della Rete.
Un evento di taglio internazionale che vanta l’appoggio di sponsor e media partner istituzionali e di forte impatto sociale.
Per cominciare il Ministero della Gioventù, il Ministero per lo Sviluppo Economico, la Regione Umbria, il Comune e la Provincia di Perugia, l’Università per Stranieri di Perugia.
Tra i main sponsor Telecom Italia, Unicredit e Camst.
Infine, i Media Partner: Radio Deejay, Ustation e Wired.
I lavori cominciano giovedì e vedono alternarsi ai microfoni radiofonici i ragazzi del FRU, rappresentanti delle radio universitarie che trasmettono a reti unificate dagli stand di Radiophonica (la webradio dell’università di Perugia che ospita il Festival) e RadUni, di Ustation e di Working Capital. Tutto è subito pronto per essere riversato nella Rete e raggiungere coloro che non sono a Perugia. Dall’altra parte di Piazza IV Novembre, invece, le cose si fanno più “istituzionali” ed è possibile assistere a diversi dibattiti: quello su esperienze e confronti tra radio italiane e europee; quello sulla libera espressione e partecipazione dal basso in tv e radio, che vede come relatori il Direttore di Wired Riccardo Luna e il C.E.O. di Ustation Gianluca Reale; infine, quello sui format in radio.
La conclusione della prima giornata vede protagonisti i vincitori del FRU Contest, il concorso promosso da RadUni e Ustation.it: sul palco gli speaker e gli autori delle radio universitarie italiane premiati per la “Miglior Voce” e il “Miglior Format”.
Ma c’è spazio anche per la musica e il FRU Contest premia anche una delle band emergenti che hanno partecipato con il loro lavoro.
Venerdì arriva presto con l’incontro dedicato al racconto di libri e film in radio e il dibattito sulla webradio come piazza virtuale nella quale si incontrano e trovano valido supporto gli artisti emergenti. Qui i Creative Commons sono la regola e mettono a disposizione di tutti la musica, liberamente, dando la possibilità ai musicisti di entrare in contatto con le etichette che possono aiutarli a emergere.
Un monito tra tutti: la qualità non sta nei grandi network, ma vive e si alimenta nei circuiti auto prodotti, nelle piccole realtà radiofoniche e il Web contribuisce a supportare questa qualità.
Altro esempio di come la Rete sia stata fondamentale per fare uscire fuori le voci rinchiuse nelle stanze della vita di pochi è raccontato nel dibattito dedicato all’utilizzo dei new media contro la criminalità e all’esperienza di Radio 100 passi.
Danilo Sulis, Presidente della webradio, racconta come Facebook gli abbia dato la possibilità di ritrovare vecchi compagni di battaglia alla mafia e di come i social network lo abbiano supportato nel momento del bisogno, dandogli un’opportunità unica di chiedere e ricevere un sostegno per la sua attività.
La serie di dibattiti diretti da Radiophonica e RadUni si conclude col breve incontro con i Motel Connection che raccontano della creazione di un creative network intorno al progetto H.e.r.o.i.n. (progetto tuttora in corso) ricco di interazione e stimoli per il proprio pubblico. All’interno del website è possibile seguire le sonorità prodotte dal gruppo e lasciare idee e spunti in cambio di materiali inediti.
E’ difficile descrivere l’aria che si respira al FRU. Bisognerebbe viverla.
Un insieme di modi di pensare e di vedere diversi, ma accomunati dalla stessa passione per la radio e per le sue onde. E poi c’è la tecnologia che aiuta a diffondere le idee, immersi in una rete sempre più fitta di amicizie, simpatie, che da’ una mano a costruire e a pubblicizzare la creatività.
Il Web, non è un mistero, ha facilitato molto le operazioni e il lavoro all’interno delle radio e ha aperto un nuovo mondo da esplorare attraverso le webradio. Ne rende più semplice la fruizione per tutti quanti. Sarà forse il Web la nuova frontiera della radio? Se credete sia un caso che quelle universitarie sono tutte webradio vi sbagliate. La Rete costituisce oggi un’opportunità in più per questo mezzo.
Le radio universitarie vivono nel Web e, anzi, ne usufruiscono per uscire dalle mura degli atenei. Non è sicuro, ma probabilmente non avrebbero avuto un’altra possibilità per farsi conoscere e di certo, senza la Rete, avrebbero incontrato molte più difficoltà.
Il FRU 2010 viene chiuso dal live dei Motel Connection, sulle note di una canzone che dice «This one is not my World».
Ci auguriamo che l’entusiasmo di cui sono carichi questi ragazzi dia loro la forza per cambiare quello che non gli piace.
E arrivederci al 2011.




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Al seguente link potrete vedere il servizio sull’ultima edizione del FRU, il Festival delle Radio Universitarie, quest’anno ospitato a Perugia.
http://www.uniroma.tv/?id_video=16394
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