Social games alla riscossa. Zynga e Playfish 'se la giocano'

12 aprile 2010 scritto da Diomira Cennamo

È un parto del Web 2.0 e in particolare di Facebook e sta facendo parlare di sé e della sua incredibile scalata. Frutto di scelte strategiche azzeccate.

farmvilleLa società di ricerca SecondShares l’ha addirittura quotata a 5 miliardi di dollari (la società effettua delle proiezioni su quanto varrebbero potenzialmente le aziende private se fossero pubbliche, ndr). Sebbene alcuni mettano in discussione una cifra tanto elevata, il fenomeno del social gaming non sembra davvero da sottovalutare così come occorre togliersi il cappello di fronte ai successi di una ex startup 2.0 di eccellenza come Zynga, di recente ‘promossa’ tra le pagine di Fortune.

Prima di Zynga, un online game era considerato di successo se raggiungeva il milione di utenti al mese. L’azienda conta cinque dei propri prodotti nella top 10 di Facebook. Il suo cavallo di battaglia è FarmVille (un saggio nell’immagine a sinistra) che, con i suoi 83 milioni di giocatori al mese, è di gran lunga il leader dei social games attivi sulla piattaforma. Molti dei profitti vengono reinvestiti in una forte pressione pubblicitaria e il suo potere è cresciuto a tal punto che, quando si presenta all’orizzonte un nuovo gioco, essa è un grado di farne una versione tutta sua e di successo, che ammazza letteralmente l’avversario. FarmVille, ad esempio, nasce come risposta al rivale FarmTown.

Il mercato sembra essere maturo abbastanza da far pensare al salto di Zynga da Facebook ad altre piattaforme social, come MySpace e MSN.

playfishUn altro esempio di successo nel panorama del social gaming è Playfish, acquistata da Electronic Arts (al secondo posto dopo Zynga) per circa 300 milioni di dollari a inizio anno. Kristian Segerstrale, co-founder di Playfish, ha parlato dei segreti del mestiere a un incontro dei player (è proprio il caso di dire!) del settore con la stampa. Innanzitutto, ne è convinto, la regola è quella di rivolgersi a persone che non sono normalmente dei videogiocatori. Riguardo allo straordinario successo dei social games, dichiara: “Non credo che nessuno potesse prevederlo. Il social gaming ha abbassato le barriere di accesso al gioco, come YouTube ha fatto con i video. Oggi il videogioco è a un click di distanza e il bello è che non occorre neanche cercarlo, perché sono i tuoi amici a dirti dove sta. Questo è stato un driver fondamentale”.

In effetti, il driver sembra aver funzionato se, di 400 milioni di utenti di Facebook, 200 milioni sono socialgamers.

Giochi come Pet Society e Restaurant City (prodotti da Playfish) vengono aggiornati settimanalmente “reagendo ai giocatori e dando il senso di un qualcosa di vivo, in cui le persone si sentono coinvolte e danno continui feedback sulle nuove funzionalità”. L’ottica vincente, per Segerstrale, è pensare che “ciò che costruisci lo stai costruendo su una piattaforma che è la tua community”. È poi necessaria una visione creativa, che vada oltre il tentativo ‘tecnico’ di raggiungere un target. Mentre è proprio per l’incapacità di questa visione che in giro vi sono molti cloni.

Il design iniziale di un gioco richiede un lavoro dai tre ai sei mesi, ma non termina con il suo lancio, in quanto il prodotto, per la sua natura “sociale”, richiede continui aggiustamenti. Una buona opportunità per i designer che intendono specializzarsi in questo settore, in cui sono attualmente molto richiesti.

Di seguito la classifica dei principali attori del mercato del social gaming pubblicata da SecondShares.

ranking social games

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