Innovation Lab – La realtà italiana vista da Venture Capital e Business Angel

29 aprile 2010 scritto da Alessio Jacona

Nel corso dell’evento ospitato dall’università di Roma Tre, i protagonisti della scena italiana hanno condiviso con il pubblico un’analisi a 360° del settore.

In precedenza abbiamo pubblicato una breve cronaca di quanto accaduto all’università Roma Tre in occasione l’Innovation Lab. Oggi torniamo sull’argomento per raccontare più nel dettaglio cosa si è detto durante le due interessanti tavole rotonde ospitate dalla manifestazione, intitolate rispettivamente “Casi di successo nei Venture Capital” e “Venture Capital, Business Angel, Aziende ed Imprenditori cercano Innovazione”. Chiude poi il resoconto l’intervento del presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti.

1) Casi di successo nei Venture Capital
I protagonisti del panel hanno tracciato con i loro interventi un profilo preciso dell’operato dei VC per poi suggerire una sorta di vademecum utile all’aspirante imprenditore che desidera attirare la loro attenzione sul proprio progetto.

Giovanna Zaaruolo (360 Capital Partner) ha aperto il suo intervento illustrando cinque casi nazionali e internazionali di successo sostenuti da 360 Capital Partner (Electro System, Aramis Auto, SmartDate, Yellow Korner e Leetchi.com) ed evidenziando per ciascun caso l’elemento che ha determinato la decisione di finanziamento da parte del fondo. In seconda battuta, la Zaaruolo  ha sottolineato come la scelta dell’interlocutore a cui sottoporre il proprio progetto sia determinante per il successo del progetto stesso: il venture capital a cui rivolgersi va infatti scelto in modo che ci sia compatibilità fra investment size e fund size, fra la crescita attesa della startup e i ritorni attesi del fondo (ovvero un tasso di sviluppo in linea con i target di investimento del fondo) e deve inoltre essere un fondo generalmente dedito a investire nel settore a cui l’idea proposta si rivolge.

È necessario insomma chiedersi sempre se la propria idea è adatta al fondo al quale ci si sta rivolgendo: si tratta soltanto del primo passo di un percorso lungo e complicato, ma chi inizia col piede (fondo) giusto è sicuramente a metà dell’opera.

Alfonso Riccardi (Vertis SGR), società che nel 2009 ha lanciato quattro fondi indirizzati alle innovazioni di prodotto/processo che utilizzano gli strumenti digitali, ha aggiunto che è di fondamentale importanza anche puntare sulla capacità del proprio profilo di management, poiché è questo il più importante parametro iniziale di valutazione che un venture capitalist utilizza: gli scenari competitivi prospettati in un progetto possono infatti cambiare velocemente e, dal momento che oggi “non esistono settori in cui non si possa introdurre innovazione”, sono soprattutto le capacità manageriali a fare la differenza.  E’ quindi giudicando quest’ultime che il venture capitalist deciderà se scommettere e investire su una startup.

Gianluca Dettori (DPIXEL) ha invece tracciato un quadro generale della realtà dei venture capital: sono all’incirca 30 miliardi di dollari i soldi investiti ogni anno al mondo nelle attività di VC, cioè nel finanziamento di società di nuova costituzione; il mercato principale è rappresentato sicuramente dagli Stati Uniti (in Italia il contesto è ancora molto piccolo e i fondi di private equity superano di un bel po’ quelli di venture capital) e i maggiori settori di investimento sono rappresentati da Internet e ICT, Green Technologies, molecole e farmaci.

Dettori ha inoltre annunciato l’intenzione di voler organizzare, sulla scia del percorso tracciato a livello universitario proprio da Innovation Lab ma in ottica di Master, un’iniziativa volta a far incontrare e confrontare la realtà dei giovani imprenditori con quella degli investitori professionali, contribuendo in questo modo a promuovere la cultura dell’innovazione.

2) Venture Capital, Business Angels, Aziende ed Imprenditori cercano Innovazione
Dopo il primo panel è stata la volta della tavola rotonda moderata da Andrea Genovese (7thFloor) e nel corso della quale Marco Villa di IAG, Tommaso Marzotto Caotorta di IBAN, Franco Roman di H-Farm Ventures, Paolo Cellinidi Innogest, e Lorenzo Lumassi di EMC2, hanno parlato della differenza fra venture capital e business angel, delle realtà in cui operano, dei trend di investimento del momento, della difficile affermazione della cultura del venture capital in Italia, fornendo uno sguardo a 360° su quelle che sono state le principali azioni di finanziamento intraprese negli ultimi anni a sostegno dell’innovazione.

Villa (IAG) ha precisato che mentre i venture capital funzionano come fondi a cui investitori istituzionali e investitori privati conferiscono denaro perché cerchino progetti innovativi da finanziare, i Business Angel sono invece sempre investitori privati e per questo operano in una dimensione minore. IAG, di cui Villa fa parte, può essere considerato in questo senso un “network di Business Angel”: 60 persone che si sono unite per trovare le migliori startup su cui investire da un minimo di 150 mila a un massimo di 500 mila euro.

Caotorta (IBAN) ha invece individuato i principali focus di investimento del momento: se infatti è vero che a livello generale non esistono settori in cui non investire, altrettanto vero è che nel mondo dei Venture Capital e dei Business Angel tendono a formarsi mode e trend che definiscono i settori maggiormente attraenti in cui investire di più. Di recente, ad esempio, il settore delle applicazioni per cellulari e quello delle Green Technologies hanno rappresentato sicuramente le aree di maggior concentrazione degli interessi crescenti degli investitori. Caotorta ha inoltre sottolineato che, al di là del settore, è soprattutto la capacità di proporre vere “disruptive innovation” anche in contesti ormai affollati e inflazionati a rendere vincente un’idea di business.

Roman (H-Farm Ventures) ha parlato della realtà diversa che H-Farm rappresenta all’interno del panorama degli investitori professionali: né Venture Capital né Business Angel, ma piuttosto una “venture incubator” che offre alle startup la possibilità di crescere fisicamente in un contesto amichevole e creativo e di ricevere un accreditamento veloce da parte dei grandi spender dell’Innovation Technologies e di Internet.

Nel corso del suo intervento Cellini (Innogest) ha infine toccato alcuni argomenti “scottanti”. Innanzitutto la mancanza in Italia di una cultura dei Venture Capital (mentre è al contrario molto sviluppato il fenomeno del private equity), la cui causa è rintracciabile, secondo Cellini, nella mancanza stessa di una vera e propria cultura dell’innovazione; per Cellini questa mancanza ha inoltre determinato la bassa credibilità italiana nel creare innovazione. La stessa città di Roma potrebbe, secondo Cellini, “proporre molto di più di quanto non faccia”. Cellini è inoltre tornato sul tema dei trend che tendono a svilupparsi in termini di investimento e ha affermato che purtroppo “quello che non rientra nel trend del momento di una nazione non viene finanziato”, con gravi conseguenze, ovviamente, in termini di mancata innovazione.

3) L’intervento di Nicola Zingaretti
Merita infine di essere citato anche l’intervento di Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma, che ha parlato della necessità di scommettere sull’innovazione e ha espresso il desiderio che un’iniziativa come Innovation Lab non rappresenti soltanto una parentesi nel panorama di eventi della Capitale. Secondo Zingaretti l’economia di Roma è ferma, chiusa, ancorata a un vecchio sistema produttivo e a un altrettanto statico sistema istituzionale di supporto (un sistema definito puramente “assistenzialista”); è un modello economico che non può più funzionare, un modello morto che dobbiamo lasciarci alle spalle, consapevoli che, se anche un paradigma di riferimento è stato ormai sorpassato, un paradigma nuovo ci aspetta, e che nella sfida che ci porterà a costruirlo la capacità di sostenere l’innovazione ricoprirà un ruolo determinante. Zingaretti ha quindi annunciato le principali iniziative sostenute in quest’ambito dalla Provincia di Roma: “Officina Innovazione”, incubatore fisico rivolto alle imprese nascenti e realizzato a Frascati in una struttura requisita alla mafia; la realizzazione di un “Bando per la Creatività e l’Innovazione”, che raccoglierà e finanzierà startup di idee creative ed innovative; l’istituzione di un “Consiglio Provinciale per la Creatività e l’Innovazione”; e infine l’appuntamento del 30 giugno alla Pelanda per la seconda “Giornata dell’Innovazione”.

COMMENTI

  1. Rosalba Romagnoli - 30 aprile 2010 07:19

    Gentili Signori,
    navigando in internet mi sono imbattuta in una notizia che mi ha elettrizzato perché se fosse vera (ma è vera perchè ne è visibile la realizzazione che ne è stata fatta) sarebbe risolto un problema che non riguarda solo me ma decine di migliaia di persone, almeno nella nostra città.
    Poichè tuttavia questa bellissima idea sta per essere abbandonata. per motivi che, occorre ammettere con amarezza, sono condivisibili, vorrei che rspondeste a due sole domande:
    1) occorre che l’ideatore sia “un giovane”, come si deduce dalla presentazione della Vostra iniziativa?
    2) è necessario che l’idea sia originale oppure occorre anche che non sia stata ancora attuata?
    Se le risposte mi non ponessero esclusioni mi sentirei di agire risolutamente nei confronti dell’ideatore di questa straordinaria idea, perchè almeno la consegni a qualcuno che possa farla crescere e consolidarsi come indubbiaamente meriterebbe. L’idea, come è facile constatare dauna semplice visione del sito che la presenta, è ricca di moltissimi aspetti innovativi, il più importante dei quali riguarda proprio una forte capacità di accrescere la confidenza della fascia anziana della popolazione nei confronti di internet.
    Vi sarò grata se vorrete farmi avere una risposta a stretto giro di posta.
    Ringrazio e porgo cordiali saluti

  2. admin - 30 aprile 2010 11:35

    Ciao Rosalba, grazie per l’interesse!
    Per qualsiasi approfondimento sulle modalità e sui requisiti di partecipazione al progetto Working Capital, puoi scrivere una mail ad info.workingcapital@telecomitalia.it.

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