Ochtel alle startup: no business plan, no money
9 marzo 2010 scritto da Alessio JaconaForte di un’esperienza pluridecennale, il business executive statunitense spiega perché avere una buona idea non basta ad ottenere finanziamenti per creare una startup e dispensa consigli su come strutturare un business plan credibile.
“Gli investitori non finanzieranno la vostra startup solo per darvi la possibilità di capire qual è il prossimo passo che dovete fare”. A parlare è Robert Ochtel, business executive con oltre 25 anni di esperienza nell’industria internazionale dei semiconduttori e delle telecomunicazioni. Come recita la sua biografia, negli ultimi 17 anni Ochtel ha preso parte al venture funding di diverse “wireless start-up companies” e, tra le altre cose, ha messo insieme finanziamenti per un totale di 50 milioni di dollari.
Un uomo con una solida esperienza sul campo, insomma, che dal gennaio 2009 condivide la propria visione del settore attraverso un blog dove, ultimo in ordine di tempo, ha pubblicato un post in cui si sofferma sull’importanza di pensare, strutturare e scrivere un business plan degno di questo nome prima di rivolgersi a un finanziatore. Un contenuto tratto dal suo ultimo libro intitolato, significativamente, “Business Planning, Business Plans and Venture Funding – A Definitive Reference Guide for Start-up Companies”.
Avere una buona idea o un concept non basta – scrive senza troppi giri di parole Ochtel – ed è sbagliato aspettarsi che un Venture Capital sia disposto a mettere sul piatto dei soldi solo per darvi le risorse necessarie a farne un progetto vero e proprio. Più che altro, questo è il modo migliore per far sì che i finanziatori si voltino dall’altra parte. Per quale ragione? Perché hanno poco tempo a disposizione – spiega – e possono dedicarsi solo dalle opportunità di investimento meglio sviluppate e presentate.
Scrive Ochtel:
They fund you to execute a well thought through plan. To accomplish this, you need to do your planning, develop a business plan and be ready to execute. If you do this, you will greatly improve your potential for not only getting potential investor’s attention, and you will also increase your chances of receiving funding from these same investors.
Non solo: scrivere un business plan vi darà la possibilità di valutare meglio quale sia la strada più giusta da prendere e come percorrerla più velocemente possibile. Prendetevi almeno due mesi “to properly research and secure the appropriate informations that will help you develop a well thought through business plan”. Per riuscirvi sarà necessario compiere alcuni specifici passi:
- Determining your proprietary technology, product or service offering;
- Identifying the general trends and strategic opportunistic needs of the market;
- Identifying a set of target markets and their growth projections;
- Analyzing the competitors within your targeted markets;
- Developing basic market entry strategy and tactics, and
- Understanding the basic financial model of the targeted markets.
Messe insieme queste informazioni, sarà necessario sedersi a un tavolo e mettere su carta il business plan della propria azienda. Gesto non banale che richiede tempo e grazie al quale la vostra startup uscirà dal mondo delle idee per divenire finalmente qualcosa di reale e realizzabile.
Infine, la “lezione” di Ochtel si chiude con un altro utile consiglio: “al momento in cui vi ritrovate a parlare con i vostri potenziali investitori, dovete già essere in grado di mettere in pratica il vostro business plan” senza esitazioni.
To be ready for this, you need to have:
- Identified and talked with your target customers;
- Secured a well seasoned “A- level” executive team;
- Secured relationships with any necessary strategic partners, and
- Developed a well thought through and developed go to market strategy and associated tactics.



SUCCESSIVO
info.workingcapital@telecomitalia.it




















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provate a scrivere un immaginario business plan di Facebook o di Twitter da presentare ad un VC (almeno in America esistono) ancor prima di aver acquistato il nome a dominio del servizio ed il server per il sito… allora… utenti: da 1000 a 100 milioni… costi: da 100 dollari a 100 milioni di dollari all’anno… ricavi: da 1000 dollari a 500 milioni di dollari all’anno… dipendenti: da 2 a 2000… ecc.
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i business plan si possono scrivere con un minimo di accuratezza se si vuole aprire un supermercato e NON se si sta realizzando un nuovo servizio web, magari qualcosa che non esiste ancora e che non va a coprire un bisogno già esistente degli utenti ne crea uno nuovo che di cui gli utenti neanche sapevano di aver bisogno
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i business plan sono una ca**ata ed una reciproca presa per il cu*o tra potenziale investitore ed aspirante imprenditore (il primo “lo vuole” e così il secondo “glielo da”… scusate il doppio senso) perché, ciò che conta per la riuscita di un impresa, è che il suo leader sappia come farla rendere, punto
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realizzare un nuovo servizio web è (quasi) come navigare “a vista”, di notte, con la nebbia, senza bussola e senza radar… ogni mille barche che navigano così, ce ne sono 950 che non trovano nulla, 49 che vanno a finire contro uno scoglio ed una che trova l’isola del tesoro
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i VC americani questo lo sanno da tempo e quindi finanziano (o almeno, finanziavano un tempo) TUTTE E MILLE le “barche” perché la barca che trova il tesoro li ripaga di TUTTE le spese sostenute con in più un lauto guadagno
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invece, da quel che ho potuto leggere e capire del (marginalissimo) mercato del VC italiano è che, le pochissime aziende di VC che erogano scarsissimi fondi a pochissime startup vogliono avere PRIMA la ASSOLUTA CERTEZZA che l’azienda nella quale investono (per esperienza dei fondatori, tipo di mercato, attività già esistente e magari utili annuali) appartenga a quell’uno su mille che troverà il TESORO
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per questo, in Italia, una Apple o una Google o un Facebook o un Twitter non nasceranno MAI
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Il caso più evidente di business-plan che non si può fare è quello riguardante un motore di ricerca, specialmente se innovativo.
Ma loro no. Vogliono il bp e lo vogliono accurato. Così mi sonno messo di buzzo buono e ho svolto il mio bravo compitino. Diligentemente depositato, peccato che non l’abbiano letto. E a che scopo avrebbero dovuto farlo? Sapevano benissimo che non poteva essere credibile.
@Gaetano: Chissà se c’è qualcuno sulla nostra stessa lunghezza d’onda?
“c’è qualcuno sulla nostra stessa lunghezza d’onda?”
forse su Marte… :)
Ma certo che serve il business plan :-)
I venture capitalist hanno scoperto una nuova attività: fanno data mining :-)
Chiedono i business plan perché così li collezionano, a decine di migliaia.
A quale scopo direte?
Loro stessi, come tutti del resto, non sanno come ottenere la ricetta del successo ed i business plan gli danno il polso della situazione, le tendenze in atto, le idee che potrebbero emergere a breve.
I business plan sono un osservatorio per i venture capitalist, un modo gratuito per informarsi sugli eventi in atto.
Fino a che i business plan non vengono fatti pagare loro li chiederanno gratis, a costo zero, per poi effettuare analisi di data mining sperando di estrapolare il succo e guadagnarci naturalmente.
Se qualche VC non avesse a disposizione le competenze per fare tutto ciò non c’è problema: io ho tutta la tecnologia e la competenza per farlo al posto loro.
Però mi faccio pagare e anche salato perché posso confezionare un succo concentrato ad alto potenziale.
A parte gli scherzi… il business plan può servire a chi lofa per chiarirsi le idee, ma poi non dovrebbe darlo gratis al primo VC che incontra: dovrebbe farlo pagare!
Ma dato che nessuno pensa di dover pagare il ricevimento di un business plan sarà meglio darglielo farlocco :-) tanto abbiamo capito che non è sulla base di tale documento che vengono fatte le scelte strategiche, bensì sul numero di chienti già acquisiti.
Tutto questo è chiaro e lampante come il sole a mezzogiorno.
Esiste una letteratura a pagamento come fare business plan, software di supporto per assistere nell’impresa, consigli di tutti i tipi, ecc. ecc.
Ma con quale fine?
Semplice: normalizzare i dati e fare un prodotto chiaro e leggibile, facile da trattare per… chi lo riceve gratis!
Basta, è ora di smetterla di chiedere business plan a sbafo :-)
I VC collezionano i BP e per loro è vera merce di cambio: più ne hanno e più soldi riescono a raccogliere; più dimostrano di essere attrattivi e quindi affidabili per vuole investire.
Perché è bene ricordarlo, non sono i VC ad avere i soldi veri ma le banche, a cui i VC si rivolgono con i faldoni di BP raccolti gratuitamente: i BP vengono vatutati a peso!
Questa è la mia spegazione degli eventi, essendo io proiettato nel futuro vedo tutto chiaramente, non ci sono altre spiegazioni plausibili… ma nel multiverso in cui ci troviamo non si può mai dire :-)
Qui pianeta GIOVE…ti ho captato e sono d’accordo con te,non capisco NIENTE di tutta sta benedetta tecnologia ma una cosa mi è ben chiara è tutto un gran schifodi CONTROLLO e MANGIA-SOLDI !!! Hola
e allora????
Volevo interpretare il titolo del post: Ochtel alle startup: no business plan, no money.
In pratica in un business plan fatto bene un venture capitalist potrà trovare:
- una analisi dei prodotti e servizi innovativi proposti
- una analisi del trend del mercato
- un insieme di obiettivi da raggiungere
- una analisi dei competitor sul mercato
- sviluppo del mercato, delle strategie e delle tattiche e un modello finanziario
- una lista di potenziali clienti, accordi strategici e di sicurezza
- una lista di persone del team specializzate
…
tutto questo gratuitamente! ma per farsene cosa?
…
E’ ovvio che è informazione riservata con alto valore aggiunto e se ne hai molte di queste informazioni ci fai business.
Le informazioni si vendono e non bisogna dimenticare che se non costano nulla, tutto ciò che ne ricavi è guadagno.
Molte realtà che dicono di fare venture capital sono in effetti il gatto e la volpe travestiti con abiti moderni.
Prima di tutto queste realtà fanno i propri interessi ed iniziano con materiale gratis che non è costata fatica.
Per sfruttare al meglio tutte queste risorse di dati relazionati viene scelto poi un progetto adatto ad uno schema preciso: lo schema in cui possono confluire più schemi: quelli dei progetti da mattatoio.
Mi spiego meglio.
Il denaro dei venture capitalist (VC) è a valore aggiunto, che tradotto significa: se lo diamo costa di più perché apportiamo informazione e conoscenza.
L’informazione e la conoscenza abbiamo capito che proviene da tutti quei BP passati al mattatoio, i soldi invece vengono proprio dalle banche che si trovano un lavoro di ripulitura fatto dagli specialisti del VC.
Per concludere: “no business plan, no money” è una riflessione propria dei VC, perché per loro i BP sono il pane ed è ciò che da’ loro da mangiare; senza BP non gli danno i soldi!
I primi ad avere bisogno di denaro sono proprio i VC che usano tutto quel ben di dio di BP che gli piove addosso, gratis, come la manna e con questi faldoni poi vanno a cercare denaro, prima per loro, poi se ne avanza per il progetto di turno adatto allo scopo della raccota di denaro.
Ma cosa fanno questi VC per meritarsi tutto questo?
I prossimi BP fateli in modo da considerare tutto questo. :-)
E dato che qualche operatore nei VC potrebbe leggere queste riflessioni, si metta una mano sulla coscienza e se è il caso si trovi un altro lavoro più onesto e rispettoso degli altri… senza rancore … :-)
Ma non bisogna disperare… esisterà sempre quel VC che fa tutto per amore del progresso sociale e delle buone idee, che non vive sulle spalle del lavoro degli altri ma contribuisce a valorizzare se’ attraverso gli altri.
Quel VC tutti lo cercano e nessuno lo trova… forse perché… non bisogna cercarlo… bensì…
farsi cercare :-)
Au revoir
pianeta terra : meno male che sono andato nei commenti, perchè stavo già per piangere…
ma visto che io ho un “businees plan” nella testa elaborato volevo chiedere a chi gentilmente mi può rispondere
a questo:
da che parte si comincia per capire come avere un tipo di contratto con azienda telefonica, in cui puoi avere un numero telefonico che ricevendo messaggi ti accreditino valuta in c/c bancario ( tipo teleton,numero verde ecc) ???
perche’ il problema/trand se non ve ne siete accorti ancora risiede nella capacità di poter ricevere valuta.
chiaro esistono centinaia di portafogli virtuali ma ci vuole immediatilità…
se io chiedo 1 dollaro a un milione di persone per sviluppare un progetto , ( e “io” ho un milione di “amici”)
sai che me ne faccio del business plan e affini….???
esempio:
sono un regista, il mio film è stato finanziato ( low budjet) da 6 amici tra Fb Mspace , ma se io avessi avuto la maniera di ricevere da tutta la mia costellazione di amici , 1/2/5/10 ecc..dollari immediatamente con il semplice gesto di un sms, il rischio di questo business(film) ricadeva minormente su ogni individuo.
qualcuno mi spieghi qual’e’ e dove si trova la legislazione per capire perche anche io come telethon voglio queta chance.
notte :-)