Moondus, tecnologia 3D per creare mondi virtuali
25 marzo 2010 scritto da Alessio JaconaTra le possibili applicazioni c’è Places, tool 3D di collaborazione a distanza pre-incubato da Working Capital grazie alla collaborazione con TOP-IX.
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egnere con il pallino dell’innovazione, Bruno Cerboni lavora nel settore dell’information technology da almeno trent’anni. Pioniere dell’automazione d’ufficio, della “multimedialità” e di Internet, già nel 1995 inizia a interessarsi di realtà virtuale quando questa tecnologia emette i primi vagiti: “sulla carta le potenzialità erano enormi – spiega – ma all’epoca mancava ancora tutto perché non c’era adsl, non c’erano computer potenti a basso costo e, soprattutto, mancavano schede grafiche 3D capaci di generare mondi tridimensionali credibili”.
Era troppo presto, insomma, per mettere in piedi progetti ambiziosi come quello che, ben otto anni dopo, sarebbe salito all’onore delle cronache con il nome di Second Life: “Nel 2005 ho iniziato a studiare la piattaforma creata da Lindenlab – racconta Cerboni – e già nel 2006 ho creato una società mia, la Virtual Italian Parks, con la quale ho iniziato a sperimentare iniziative commerciali su Second Life. Abbiamo creato un punto d’incontro per gli utenti italiani, l’isola “Parioli”, e quando poi le aziende hanno iniziato a manifestare interesse, abbiamo aiutato brand come Armani, Costa Crociere, PS3 e Ferrarelle a costruire le loro iniziative nel mondo virtuale”.
Ben presto l’universo di Lindenlab inizia ad andare stretto a chi, come Cerboni, ha la necessità di sviluppare prodotti b2b e b2c da consegnare chiavi in mano al cliente, il quale giustamente esige il pieno controllo di ciò che acquista: “E’ per questo che, nel 2007, abbiamo deciso di creare una piattaforma software proprietaria per la realizzazione di mondi virtuali online, chiamata Moondus. Con essa abbiamo realizzato progetti per il museo di Scienze Naturali di Trento, per ACI, e per Poste Italiane. Poi, già a partire dall’anno scorso, abbiamo iniziato a lavorare a un nuovo prodotto chiamato Places: uno strumento per la formazione, l’addestramento e la collaborazione a distanza”.
Places, tool di collaborazione remota 3D, è anche il progetto che desta l’attenzione di Working Capital: grazie alla collaborazione tra Telecom e TOP-IX, l’azienda di Cerboni ha infatti ottenuto un contratto di pre-incubazione grazie al quale per sei mesi può disporre di un’infrastruttura di rete e di cloud computing per testare e promuovere il prodotto.
“Places è pronto al 95% – rivela Bruno Cerboni – e può essere usato per fare formazione e addestramento a distanza in telepresenza, per tenere riunioni, collaborare intorno a progetti, per creare un ufficio virtuale o, ancora, ricreare online centri e sale operative. Il client funziona sia su Pc che su Mac e consente di usare all’interno delle stanze strumenti utili alla collaborazione come Power Point o la chat”.
Al momento, il modello di business ruota intorno alla vendita di pacchetti “chiavi in mano”: “Una volta ascoltati i desiderata del cliente – spiega Cerboni – noi creiamo e configuriamo gli ambienti di lavoro di cui ha bisogno usando la tecnologia Moondus, quindi mettiamo il committente in condizioni di far funzionare il tutto dietro i propri firewall. Nel prossimo futuro vorremmo arrivare a creare una versione di Places erogata direttamente da noi come servizio pagato a consumo.” In tal modo, Cerboni punta ad aprire il mercato anche alle aziende più piccole che, pur avendo bisogno di uno strumento per la collaborazione a distanza, hanno a disposizione meno risorse da investire nel prodotto e non necessitano di grande personalizzazione del servizio.
Fin qui il presente e la collaborazione con Working Capital. E il futuro? “Stiamo lavorando a due nuove possibili applicazioni della tecnologia Moondus – anticipa Bruno Cerboni – La prima, che chiamiamo plastico interattivo, è una declinazione nel campo ingegneristico/architetturale e + ci consente di tradurre in un mondo tridimensionale i file originali dei progetti architettonici, nonché di ricreare l’illuminazione del giorno in luoghi, date e orari specifici. Uno strumento prezioso per gli architetti che così possono studiare l’effetto delle ombre sui palazzi, scegliere i colori ecc. Altro settore in grande espansione è quello gambling online – aggiunge – Ad aprile sarà disponibile una nostra applicazione realizzata per un importante player di settore e che consentirà agli utenti online di entrare in un casino virtuale con una tessera prepagata e giocare. Il tutto, ovviamente, sotto l’attento controllo degli enti preposti alla disciplina del gioco d’azzardo”.
Anche in questo caso il business model prevede due fasi: la prima (quella attuale) in cui si punta a grandi clienti cui vendere un pacchetto completo; la seconda (a tendere) dove l’azienda di Cerboni si metterà anche nelle condizioni di erogare direttamente gli stessi servizi facendosi pagare a consumo o tramite accordi di revenue sharing.



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