AAA Giovani talenti cercansi. L’appello dell’Università di Milano agli innovatori di domani

5 marzo 2010 scritto da Diomira Cennamo

È una questione di technology transfer, o trasferimento tecnologico, vale a dire il processo di condivisione di conoscenza tra enti, aziende e istituzioni finalizzato alla valorizzazione in chiave economica dei risultati della ricerca pura. Le Università sono un po’ il traino di questo meccanismo e si stanno attrezzando allo scopo anche in Italia.

logo_unimittCosì nasce Unimitt, l’ufficio di trasferimento tecnologico dell’Università statale di Milano, lanciato “verso una moderna università imprenditoriale”.  Unimitt svolge attività di sostegno ai brevetti, alle startup e di diffusione e promozione della ricerca effettuata a livello accademico all’interno della società, con lo scopo di aiutare le iniziative imprenditoriali innovative a diventare realtà e business.

“Abbiamo cercato di creare un sistema di opportunità attraverso una serie di iniziative e percorsi che, sfruttando il talento personale, consentano di trasformare l’invenzione in innovazione”, ha precisato Roberto Tiezzi, che ha introdotto le ‘opportunità’ già avviate da Unimitt, presentate ieri nel corso dell’incontro “Giovani talenti cercansi” nelle aule di via Golgi 19.

logo_StartupMstrGianluca Dettori, business angel e advisor di Working Capital, ha presentato il suo Startup Master, in cui alcuni investitori provenienti da vari settori costituirà un team di mentor che seguiranno i futuri imprenditori per 8 sessioni di lavoro in 3 mesi, con lo scopo finale di produrre un buon pitch del proprio progetto. Dall’iniziativa usciranno 10 nuove potenziali imprese da indirizzare verso programmi di investimento o promozione.

In questo momento storico, sostiene Dettori, “l’alternativa più concreta per le nuove generazioni alla faticosa entrata in aziende di altri è quella di farsela da sé la propria azienda”, spiegando che “quella imprenditoriale è soprattutto una mentalità che occorre coltivare”. Già, ma come? Gianluca è lapidario: “non ponendosi limiti nelle ambizioni e nei sogni”. Ma per trasformare un’idea in innovazione vera – lo avremo ripetuto fino alla noia sulle pagine di questo blog – è fondamentale saperla spiegare e saper convincere gli altri della sua forza.

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logo_fulbright_bestPaolo Barbanti, advisor biotech e farmaceutico, ha introdotto insieme a Gaetano Pellicano dell’Ambasciata Usa il programma Fulbright BEST Silicon Valley, che ha lo scopo di inviare i giovani laureati in quell’hub di innovazione in cui far crescere la propria idea attraverso corsi universitari ad hoc, internship in aziende avanzate del settore di interesse e il dialogo, in aula e fuori, con potenziali competitor e business angels.

“L’ambasciata americana pensa che l’Italia, partner privilegiato degli Stati Uniti, abbia un deficit di innovazione che vorrebbe aiutare a colmare”, esordisce Pellicano. La motivazione sembra soprattutto culturale. “Noi italiani tendiamo a sopravvalutare l’inventiva, il genio, ma è evidente che questo non basta”, afferma con decisione. “In Italia abbiamo molte buone idee, ma abbiamo bisogno di persone che ci credono e che ‘si fanno’”, gli fa eco Barbanti. In Silicon Valley, come si afferma da più parti, “si è un po’ affievolita la genialità, la creatività, lo spirito innovativo ma resta intatta la capacità di realizzare i propri sogni”.

Per trasformare la propria idea in un’impresa di successo, ne sono convinti entrambi, è importante non concentrarsi sul prodotto, ma trovare un mercato, capire cioè se il proprio trovato è davvero competitivo. “La Silicon Valley”, conclude Pellicano, “è il luogo in cui è possibile fare un reality check del mercato, cosa che non accade in Italia”.

L’obiettivo ultimo del programma è quello di tornare a investire nel nostro paese, magari portando a casa una preziosa partnership con attori americani.

Inglese obbligatorio, se occorresse precisarlo.

Nel prossimo post parleremo le altre opportunità per gli imprenditori di domani presentate nell’ambito di “Giovani talenti cercansi”: Mind the bridge, StartCup 2010, ComoNext e Startup Business Network.

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