Upstart drink, a Roma va in scena lo “speed meeting”

24 febbraio 2010 scritto da Alessio Jacona

Ieri a Roma oltre 50 persone hanno partecipato all’evento organizzato da Upstart Roma e Geekagenda per favorire l’incontro tra i professionisti web e IT della capitale.

Tre minuti per conoscersi, per presentare se stessi e il proprio business, per intuire se c’è spazio per collaborare e fare sistema. In altre parole, partecipare allo “speed meeting” organizzato da Upstart Roma e Geekagenda.

Ieri nella capitale è andato in scena il terzo appuntamento di UpstartRoma, una serie di eventi che – come spiega uno dei upstartdrinkcuratori Andrea La Mesa -  è stata inaugurata la scorsa estate “con l’obiettivo di portare sulla scena romana imprenditori, sviluppatori, designer e investitori per  creare sinergie tra persone che lavorano nello stesso mercato e se possibile, aiutare chi ha una startup a trovare proficue collaborazioni”.

Una mission che, giunti al terzo evento, si è scelto di perseguire con una formula innovativa: “La modalità di interazione, mutuata dallo speed dating, prevede due sessioni da venti persone sedute in coppie a dieci tavoli disposti in cerchio – spiega Azzurra Vulpiani di Geekagenda – con la fila di persone esterne scala di un posto alla fine di ogni turno di tre minuti. Così facendo, in poco più di mezz’ora si ha l’opportunità di conoscere dieci nuovi potenziali collaboratori. Quando abbiamo pensato a questa formula – aggiunge –, temevamo che l’eterogeneità dei partecipanti potesse essere un ostacolo alla comunicazione e quindi abbiamo selezionato e proposto una lista di ventiquattro spunti con cui avviare la conversazione. Lista della quale, a quanto pare, non ce  stato alcun bisogno”.

Azzurra ha ragione: nella sala che ospita l’evento erano presenti 52 partecipanti. Di questi, 26 hanno preso parte allo speed meeting mostrando entusiasmo e voglia di partecipare, conversando fittamente e dando l’impressione di voler trarre il massimo da ogni incontro, oltre che di divertirsi.

Impressione a parte, la conferma del buon esito della serata arriva dalle testimonianze raccolte nella seconda parte della serata, quando i partecipanti hanno avuto la possibilità di approfondire i contatti avuti durante gli speed meeting: per Francesco Lutrario (infobyte) la serata è stata “faticosissima, perché dopo una giornata lavorativa fatta di riunioni venire qui qui e farne dieci velocissime non è affatto facile”, ma anche “divertente e stimolante”, tanto che sarebbe una cosa da fare “almeno una volta al mese anche per questioni strategiche, per capire come e dove vanno le cose nel nostro settore”.

Sebastiano Scròfina, che lavora alla creazione di una startup e vive in Inghilterra, fa il confronto con quanto avviene nella City: “A Londra di eventi come questi ce ne sono due a sera, ma c’è un atmosfera fredda e hai spesso l’impressione che la gente si annoi. Qui invece ho trovato entusiasmo, calore, maggiore partecipazione e voglia di conoscersi”. Segno evidente – fanno notare con orgoglio gli organizzatori – che l’evento hanno centrato l’obiettivo colmando un vuoto, soddisfacendo un esigenza di incontro e confronto.

Infine per Paolo Alessandrini (FG Group), eventi come questi a Roma sono “sono difficili da trovare. Sono venuto qui senzageekagenda praticamente sapere cosa aspettarmi – spiega – e ho trovato la cosa molto interessante e stimolante. Certo, tre minuti sono un po’ pochi, e all’inizio ho avuto qualche difficoltà. Poi però, dopo aver rotto il ghiaccio, le cose sono state più facili. Ci vorrebbe forse forse un po’ più di tempo a disposizione”.

Cristina Carnevali, che insieme a Luca Panzarella ha organizzato l’evento per conto di Upstart Roma, ci spiega infine perché si è scelta la formula dello speed meeting: “Volevamo trovare una modalità che spronasse le persone a fare networking. Durante gli eventi organizzati in precedenza ci siamo accorti che i partecipanti,  per timidezza o per abitudine, si limitavano a parlare solo con persone conosciute. La missione era quindi dare una spinta al networking e, per riuscirvi, ci è venuta l’idea di mutuare la formula dello speed date, volgerla in chiave professionale e creare lo “speed meeting”.

Missione compiuta, è il caso di dire.

COMMENTI

  1. Francesco - 24 febbraio 2010 16:46

    Purtroppo non son potuto essere della partita, ma l’idea mi sembra brillante e spero di esserci alla prossima edizione…che ci sarà vero??
    Nel mondo del lavoro ormai le riunioni stanno diventando un luogo per parcellizzare le responsabilità e posticipare le decisioni…ognuno sta lì a menarsela con il cell o il bb pensando alle due parole da dire per fare presenza e mostrarsi arguto e on board. L’ascolto è un’utopia, la sintesi una chimera.
    Invece, così…wow! 3 minuti: o ci sei o sei fuori. O hai le idee chiare e ci metti l’attenzione che serve per capire ciò che ti viene e scegliere con cura le parole da dire o quando suona il gong di fine ripresa (ma 3 minuti li avete scelti pensando al pugilato?) il pugile suonato sei tu…
    Well done: suoniamo la sveglia!

  2. Lorenzo Lione - 24 febbraio 2010 23:33

    La serata e’ stata fantastica, stimolante e professionalmente interessante. Idee nuove in circolazione, idee vecchie in rivisitazione, persone disposte a portarle avanti.
    Soprattutto la formula dello “speed-meeting” regge bene, in pochi minuti hai una persona davanti che sintetizza quello di cui si occupa, quello che fa, quello che sta cercando. Molto piu’ produttivo di tante fiere, convegni, workshop. Personalmente su una ventina di contatti almeno 3 o 4 sono stati sicuramente interessanti per lo svluppo di nuove attività.
    Spero che l’organizzazione di nuovi eventi generi una massa critica di aziende, professionisti e gente disposta ad investire per cominciare a smuovere le acque di un’economia un po’ troppo ferma. Anche per troppa paura…
    Complimenti per l’idea!!!

  3. Pingback: Speed-daters: i geek si mettono in gioco | Geek Agenda

  4. Paolo Subioli - 26 febbraio 2010 14:23

    Sono d’accordo con Lorenzo (a proposito, ci sentiamo presto): l’evento è stato utile, bello, stimolante.
    Il segreto forse è che gli organizzatori erano tutti piuttosto giovani.
    complimenti
    paolo subioli – Amelya

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