Mind the Bridge Italy tour 2010

23 febbraio 2010 scritto da Redazione

Al via l’edizione 2010 dell’evento organizzato dalla fondazione no-profit creata da Marco Marinucci

Domani, 24 febbraio 2010, Varese ospiterà la prima tappa Mind the Bridge Italy Tour 2010 presso il CrESIT (Center for Innovation and Life Science Management) dell’Università mind the bridgedell’Insubria.

Come forse i lettori di questo blog ricorderanno, Mind the Bridge (MtB) è un’iniziativa no-profit fondata nel 2007 da Marco Marinucci il cui obiettivo è mettere in contatto gli imprenditori italiani con il mondo degli investitori californiani della Silicon Valley. Lo scorso novembre Working Capital, che di Mind the Bridge è partner, aveva partecipato al Venture Camp organizzato da Marinucci  dove ha presentato i primi dati fatti registrare dal progetto e partecipato all’assegnazione del “Premio Working Capital Mind the Bridge Gym” a Alessio Paolucci.

Durante l’incontro di domani, gli ospiti discuteranno di come scienziati e ricercatori possano trasformarsi in imprenditori e creare spin-off dai laboratori universitari. Più in generale, l’obiettivo del roadshow è dare al target di riferimento gli strumenti per comprendere se si hanno le carte in regola per avviare un’attività imprenditoriale, ma anche spiegare cose pratiche come ad esempio cos’è come si fa un business plan o come trovare finanziatori.

Il programma del tour prevede inizialmente diverse tappe nei principali atenei lombardi (Politecnico, Statale, Bicocca, Bergamo, Brescia e Pavia), per poi proseguire ad aprile in altre regioni italiane, visitando i principali incubatori e università del paese.

Prima di chiudere, ci sembra utile citare la bella è chiara analisi sull’importanza e l’utilità di iniziative come questa pubblicata da Alberto Onetti:

Il futuro sostenibile dell’industria italiana passa attraverso l’innovazione e la creazione di nuove imprese. L’innovazione si basa strettamente sulla ricerca. La culla della ricerca sono le università e gli incubatori. […]

Il nostro problema è il basso tasso di trasformazione della ricerca in attività di impresa. Se si vuole fare un salto di qualità a livello di sistema paese, si deve cercare di colmare questo gap, stimolando scienziati e ricercatori a pensare con una mentalità imprenditoriale, individuando ricadute produttive ed applicazioni commerciali della propria attività di ricerca.

Parole con cui vivere. Del resto è anche per questo che esiste lo stesso Working Capital, la cui mission dichiarata è essere “una esplorazione ad ampio raggio per sostenere l’innovazione italiana in ambito Web 2.0 e Internet. Con due obiettivi: fare emergere i talenti italiani e suscitare la creazione di nuove imprese web e tecnologiche”.

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