Massimo Mantellini: la Rete è una sfera

23 dicembre 2009 scritto da Guido Arata

httpv://www.youtube.com/watch?v=bPFxCNuDFjw

Massimo Mantellini è intervenuto alla tavola rotonda del Working Capital di Milano introducendo un’interessante metafora che gli ha permesso di affrontare il tema della neutralità della Rete.

Alla tavola rotonda del Working Capital di Milano è intervenuto Massimo Mantellini, il quale ha incentrato il proprio intervento su di una metafora: il mondo inteso come una sfera vuota, dove tutto accade sulla superficie. L’errore più classico, commesso dalle società di telecomunicazioni USA, è pensare di potersi porre al centro di tale sfera per godere di rapporti privilegiati con la superficie. Questo non è possibile, il corretto comportamento da adottare è imparare a muoversi in questo spazio, in quanto è lì che prende forma l’innovazione. É proprio questa la principale differenza che intercorre tra i tradizionali centri di ricerca e quelli legati ad Internet. Working Capital ha il merito di aver compreso questa situazione, muovendosi proprio sulla superficie.

Mantellini è entrato poi in merito al dibattito sulla neutralità della Rete, richiamando la precedente metafora. In situazione di equilibrio sulla superficie si trovano, senza alcun distinguo, aziende e privati, ma nel momento in cui qualcuno si propone di regolamentare la Rete tale armonia viene meno, perché un soggetto si ritrova al centro della sfera.

In Italia il rischio che ciò accada è molto concreto, in quanto l’informazione è gestita in grandissima parte dagli enti televisivi e l’accesso e la partecipazione dei cittadini alla Rete sono piuttosto limitati. La situazione culturale è tale da rendere possibile l’accettazione di un ente privilegiato al centro della sfera, il che comporterebbe però un disequilibrio pericoloso. Per questo è importante ricordare la metafora della sfera, con l’obiettivo di allontanare tale possibilità.

Mantellini in chiusura ha citato Franco Carlini, giornalista scomparso tre anni fa considerato uno dei massimi conoscitori della Rete, il quale vedeva Internet come un grande e potente cervello che, in quanto tale, non può che produrre pace. Ha così proposto una visione positiva del futuro, a condizione che tutto si svolga in armonia con la sfera.

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