Gianluca Dettori: viviamo in un Paese che investe sul passato

21 dicembre 2009 scritto da Guido Arata

httpv://www.youtube.com/watch?v=5S9ljy7JmhY

Gianluca Dettori è intervenuto al Working Capital di Milano definendo Internet un diritto per ciascun cittadino e parlando dell’Italia come di una nazione che investe sul passato.

Alla tavola rotonda tenutasi al Working Capital di Milano è intervenuto Gianluca Dettori – fondatore di dPixel – il quale ha tenuto a ribadire che Internet deve essere un diritto fondamentale per i cittadini. La rete è in grado di mettere in contatto le persone e di dar loro la possibilità di comunicare; per questo motivo si tratta indubbiamente di uno strumento potentissimo dal punto di vista sociale, che non può e non deve essere censurato.

Il timore di Dettori è infatti quello che, accanto ad una generale scarsa conoscenza di Internet, vi sia un secondo – ben più grave - fattore: la volontà di screditare le rete ed i suoi strumenti per mezzo di ben precise campagne mediatiche. Non passa giorno nel quale in televisione o sulla carta stampata non si descriva Internet come il regno della pedopornografia, della violenza e delle truffe.

Dettori ha colto l’occasione per mettere in guardia i giovani presenti in platea circa le condizioni nelle quali versa l’Italia oggi. Ogni anno i governi italiani investono 1,3 miliardi di euro nell’innovazione, senza mai arrivare a risultati concreti: ciò significa che viviamo in una nazione che investe sul passato. Tutto questo mentre paesi come il Pakistan, la Cina, l’India e il Brasile realizzano la vera innovazione, iniziando a padroneggiare gli strumenti e le dinamiche che definiranno – nei prossimi anni – il mercato del futuro.

COMMENTI

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  2. biagio - 21 dicembre 2009 23:56

    Grande! hanno paura della VERA democrazia! ;-)

  3. biagio - 22 dicembre 2009 00:06

    …e a proposito di tartaglia e del fatto che viene demonizzato internet, è come se da domani tutti i souvenir vengono messi al bando, vengono vietati perché possibili armi, o i coltelli da cucina, sono li, intorno a noi, li usiamo tutti i giorni per preparare da mangiare eppure ogni tanto qualche folle ne fa un cattivo uso, dobbiamo allora togliere tutti i coltelli da cucina dal paese? da questo di capisce come la politica strumentalizza a proprio favore quello che reputa un pericolo! ditele queste cose, ditele. Bravo Gianluca.

  4. Carlo Dettori - 22 dicembre 2009 12:23

    Caro cugino, peccato che non ho visto tutto l’intevento. Io comunque sono per filtrare i contenuti e svolgere un attività di “cernita” dei contenuti. Un volta i direttori dei giornali ricevevamo le lettere di protesta o insulti ecc…e decidevano se pubblicarle o no…non era censura ma buonsenso. Non aggiungo altro. La rete solo perchè è globale può permettersi di fare o dire quello che che vuole? io dico no, a tutto c’è un limite.

  5. Raffaella Rossi - 22 dicembre 2009 13:56

    Concordo con quanto sostiene Carlo Dettori, circa la necessita’ di operare una cernita dei contenuti di questo mezzo.
    Anche se nelle scuole e’ gia’ stato introdotto l’uso del pc, da moltissimo tempo, ed i ragazzi, sin dalle scuole elementari, imparano ad utilizzarlo, io credo dovrebbe essere introdotta proprio una materia di studio obbligatoria, nelle medesime, che insegni oltretutto ad ultilzzare l’web, nel modo corretto e per i fini che ne giustificano l’indubbio vantaggio nel saper accedere ad informazioni effettivamente utili sia allo studio, che alle ricerche personali di ampliamento delle proprie conoscenze personali di ogni materia ,o interesse lecito.
    Uno strumento, di veloce e facile consultazione come internet ,pur essendo un diritto di scelta, non puo’ e non dovrebbe essere privo di regole, e di giusti limiti, esattamente come in ogni Paese dove unitamente alla democrazia, ci si aspetta che regnino anche un sufficiente ordine ,e dei limiti , che oltre che espressione di buon senso, ritengo siano valori impliciti in essa.

  6. Antonio Leonforte - 22 dicembre 2009 19:30

    @Carlo e Raffaella: le leggi per perseguire chi diffama ci sono già, basta applicarle. Se prendo un megafono e lo uso per diffamare qualcuno in una pubblica piazza, sono io a commettere il reato, non il produttore del megafono. Con la stessa logica, dovremmo rendere obbligatoria la registrazione delle generalità per chiunque compri megafoni.

  7. Gianluca Dettori - 23 dicembre 2009 14:46

    @carlo e Raffaella. Non sono per nulla d’accordo per una lunga serie di ragioni, inclusa tra l’altro l’impossibilità materiale di farlo. Su Facebook sono caricate 3 miliardi di foto al mese e parliamo solo di FB e solo di foto.

    Però non solo è impossibile farlo ma è anche sbagliato.

    Se occorre fare una cernita dei contenuti dei media, comincerei allora da giornali e televisioni che in Italia pubblicano e trasmettono quotidianamente una visione distorta e di parte della realtà.

    Consiglio di rileggere alcuni articoli della Costituzione che sanciscono alcuni nostri diritti fondamentali: comunicare, inviare corrispondenza, manifestare e così via.

    Le leggi ci sono già basta farle rispettare se si ritiene ci siano violazioni e andrebbe fatto su tutti i mezzi a cominciare dalla TV e dai giornali. Ed esiste anche una Costituzione che sancisce fermamente alcuni diritti. La proposta Maroni è morta il giorno dopo molto semplicemente constatando che è impraticabile costituzionalmente.

    Il caso Tartaglia ha dimostrato che Internet funziona meglio dei media tradizionali nel moderare le conversazioni e tutti i gruppi ‘facinorosi’ da una parte e dall’altra sono stati azzerati con un click da FB stessa. Peccato che i nostri network televisivi e giornali invece non siano così pronti e ci propinano tutte le sere da troppi anni lo stesso teatrino ormai patetico e chiaramente ‘di plastica’.

  8. Fabio Marozzi - 23 dicembre 2009 15:17

    Pur avendo un filo collegato al mondo noi abbiamo un problema di english divide, se uno vuole farsi strada con internet nel mondo.

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  10. capobecchino - 4 gennaio 2010 12:56

    Quoto Gianluca, censurare sarebbe impossibile (oltre che sbagliato) ;)

  11. beppe vargiu - 5 gennaio 2010 12:51

    il problema è che oggi abbiamo troppi contenuti e troppi canali e allora è difficile scegliere da soli… e anche quando siamo convinti di farlo siamo condizionati senza renderci conto…

    è giusto che giornali e tv facciano cernita dei contenuti… è il loro lavoro, la gente li legge proprio perche’ selezionano le notizie..e ci consegnano quelle che noi vogliamo… poi sta a noi scegliere 24ore invece che novella2000 … scegliere tg5 invece di cnn o la7 o al arabia …

    e giusto che gente come facebook o google seleziona i suoi contenuti e magari li mette diversi in cina o in occidente: sono imprese e fanno quello che vogliono loro all’interno delle loro piattaforme.. anche qui questo è il loro lavoro .. scelgo un socialnet o un blog o un forum o un marketplace proprio perchè apprezzo le loro selezioni…

    se io faccio un new business su internet basato sui contenuti … posso scegliere se lasciarlo aperto o chiuso … attrarre e ampliare oppure selezionare e qualificare i contenuti…..
    è libertà connettersi e c’e’ troppa ignoranza e disconnessione.. su questo non ci piove maaa..
    è libertà anche anche essere un po’ disconnessi , anche decidere di lasciare al cameriere la scelta del menù… dico non sempre …ogni tanto… o no?

  12. Mau - 20 gennaio 2010 00:01

    mmm

    a proposito di democrazia: vediamo quanti miei commenti verranno pubblicati!

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