Vincenzo Moscato ha presentato a Napoli un progetto basato sul riconoscimento dei soggetti ritratti da un’immagine. L’obiettivo è fornire informazioni su di un oggetto semplicemente richiedendo all’utente di scattarne una fotografia.
La giornata partenopea del Working Capital si è aperta con il pitch di Vincenzo Moscato, il cui progetto si muove nell’ambito della semantica applicata alle immagini. L’obiettivo è sviluppare avanzate tecnologie in grado di riconoscere i soggetti ritratti, così da cercarne informazioni online. Il destino di tale tecnologia è strettamente legato ai dispositivi mobili dotati di fotocamera e al desiderio di poter ricevere informazioni su di un monumento, una piazza, una fontana, un’opera d’arte, semplicemente fotografandola.
Un’idea in grado di attirare molti, anche tra le multinazionali del software: da diversi mesi infatti sono insistenti i rumors che vogliono Apple impegnata nello sviluppo di simili tecnologie, per trasformare l’iPhone in un’enciclopedia tascabile. Ma non solo, incrociando algoritmi di riconoscimento e le informazioni contenute in particolari sorgenti dati (RFID ad esempio) Apple mira a fornire informazioni sugli oggetti, anche quelli presenti sugli scaffali di un negozio.
Quello sondato da Vicenzo è pertanto un terreno molto fertile, sicuramente in fermento, e sul quale chi riuscirà a elaborare gli algoritmi più precisi avrà la meglio. Per aumentare la precisione del riconoscimento il suo team – composto da studenti dell’Università Federico II – ha scelto di incrociare le informazioni tratte dall’analisi semantica dell’immagine scattata con quelle provenienti dal GPS del dispositivo. In questo modo non è necessario cercare in tutto il database, bensì unicamente tra le voci geograficamente vicine alla zona dove è avvenuto lo scatto. Si tratta di una buona soluzione per affinare la ricerca, che però è già diffusa tra le tecnologie semantiche nel campo del riconoscimento delle immagini e questo limita la carica innovativa del progetto.
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Pierluigi Casolari





