Luigi Nicolais: l'innovazione in Italia deve essere radicale
16 novembre 2009 scritto da Guido Aratahttpv://www.youtube.com/watch?v=jBfvY5Cb1v8
Luigi Nicolais, Deputato della Repubblica e Vicepresidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, ci ha parlato dell’innovazione e di quello che serve all’Italia per accrescere la propria competitività nel mercato mondiale.
Luigi Nicolais è convinto che l’Italia abbia estremamente bisogno di modelli innovativi, sia per quanto riguarda il mondo dell’industria, che per quello della politica e della pubblica amministrazione. Quella auspicata dall’onorevole Nicolais è però un’innovazione diversa da quella alla quale siamo istintivamente portati a pensare: non una leggera modifica dell’esistente, bensì un cambiamento radicale. Non si tratta di migliorare i modelli attuali per semplificarli e aumentarne la produttività, bensì di realizzarne di nuovi, slegati da quelli passati, che diano vita a nuovi mercati e attività.
L’onorevole Nicolais è però consapevole che in Italia l’innovazione intesa come creazione è difficilmente realizzabile, complice una cultura italiana da sempre tradizionalista e spaventata dall’idea del rischio. Per una simile rivoluzione la percentuale di rischio è infatti elevata, in quanto richiede il supporto a progetti in grado di avere successo soltanto a distanza di 10-15 anni. Ed è proprio questo a complicare le cose, in un panorama politico nel quale i governi prestano attenzione soltanto a iniziative della durata massima di 5 anni, corrispondenti alla durata del loro mandato.
Da questa consapevolezza sorge spontaneo l’appello alle aziende private affinché affrontino il rischio e supportino progetti a lungo termine. In quest’ottica la recente crisi economica può rappresentare tanto un deterrente quanto uno stimolo: l’obiettivo è quindi quello di inventare nuovi mercati dei quali si diverrebbe automaticamente leader.



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