Innovazione ed Imprenditoria 2.0 in Campania

9 novembre 2009 scritto da Guido Arata - 4 commenti

In attesa delle tappa napoletana del Working Capital Tour del 10 novembre, vi proponiamo uno sguardo d’insieme sul panorama imprenditoriale campano attraverso le testimonianze di Antonio Savarese, Pasquale Popolizio e Gianluca Cozzolino

Domani il Working Capital Tour farà tappa a Napoli e abbiamo quindi pensato di tastare il terreno su quella che è la condizione dell’imprenditoria 2.0 in territorio campano. Ci hanno dato una mano Antonio Savarese, Pasquale Popolizio e Gianluca Cozzolino, tre professionisti molto attivi sul fronte innovativo e molto radicati nel suolo partenopeo.
Pasquale Popolizio ci conferma che in Campania sussiste la classica dicotomia della realtà italiana: moltissimi giovani che vorrebbero fare e che hanno buone idee, che si scontrano con la paura dei manager delle aziende che ancora vedono la Rete come un pericolo. Si tratta di una situazione difficilmente superabile perché la maggior parte delle aziende partenopee sono a carattere familiare: c’è quasi sempre una sola persona a decidere, e se questa non è particolarmente illuminata, difficilmente viene imboccata la strada dell’innovazione.
Nonostante questo i giovani creativi napoletani non hanno alcuna intenzione di lasciare il proprio territorio per cercar fortuna in zone più promettenti dal punto di vista dell’innovazione (Milano fra tutte). Cozzolino, Savarese e Popolizio sono d’accordo con loro: la gente di Napoli è da sempre famosa per la sua creatività e Cozzolino non nasconde vantaggi prettamente economici dovuti ad una manodopera decisamente più a basso costo di quella del Nord.
Tra le startup più fortunate nate in suolo partenopeo troviamo Nascar, gioiello di Marco Realfonso e dello stesso Cozzolino, che ricorda: “Quando nel 2002 abbiamo aperto Nascar – oggi web agency ben nota a livello italiano – eravamo i primi.” Come per ogni startup che si rispetti, è stato difficile trovare finanziamenti, non potendo contare su un bonus di 50.000 euro promesso dallo Stato e mai arrivato. Ma grazie a trovate talvolta molto curiose – “Siamo andati ad una fiera e per fare colpo ci siamo vestiti da rivenditori di Nascar fingendo si trattasse di una grande realtà imprenditoriale, quando ancora non c’era neppure l’azienda” – sono cresciuti a tal punto da uscire dalla fase di startup, per poi rientrarvi con un nuovo prodotto, il social network CiaoPeople.
Ma la gente comune è pronta per i servizi innovativi e le iniziative 2.0? Cozzolino ne è fermamente convinto, forte dei dati del suo CiaoPeople: il 75% degli iscritti sono residenti in Campania. Anche Popolizio e Savarese sono d’accordo, constatando che ormai il problema delle infrastrutture è superato e la banda larga raggiunge tutti. Insomma, c’è soltanto bisogno di iniziative, per stimolare un’audience ormai pronta.

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4 commenti a “Innovazione ed Imprenditoria 2.0 in Campania”

  1. in bocca al lupo a tutti per domani…

  2. Dario Salvelli scrive:

    Spero di esserci domani. Un saluto a tutti ed in bocca al lupo!

  3. Mauro scrive:

    Bellissima iniziativa (per gli imprenditori si intende): sono un povero napoletano che è dovuto andare proprio a Milano perchè *non* ha voluto accettare alcun compromesso (e se ne dovevano fare tanti) per svolgere il lavoro da ingegnere informatico.
    Sulla frase:
    “Nonostante questo i giovani creativi napoletani non hanno alcuna intenzione di lasciare il proprio territorio per cercar fortuna in zone più promettenti dal punto di vista dell’innovazione”
    nutro qualche perplessità.. avete fatto un sondaggio su un campione significativo di creativi napoletani?
    Vi riferite forse ai giovani creativi napoletani che cercano di diventare imprenditori ma non riescono?

    Grazie a chiunque (se non anche lo stesso Guido Arata) chiarisca questa affermazione.

    Mauro

  4. Guido Arata scrive:

    Ciao Mauro,

    la mia affermazione si riferisce ai pareri che ho raccolto intervistando esponenti dell’innovazione e dell’imprenditoria 2.0 napoletana, quali Cozzolino, Savarese e Popolizio.

    E proprio Pasquale mi ha spiegato che durante il Workshop tenutosi nel napoletano ad Ottobre con ospite Alexandre M. Orlando (founder di InnoCrowding) i giovani presenti in sala hanno piu volte confermato la loro volontà di rimanere a Napoli per sviluppare i loro progetti.

    Su queste basi è maturata la mia affermazione

    G.

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