I Realize Start-up Hack: come trasformare tesi universitarie in business plan

redazione 26-11-2009

Un resoconto sull’evento I Realize Start-up Hack, tenutosi lo scorso 18 novembre presso il Politecnico di Torino, organizzato da Top-ix in collaborazione con Tesicamp.org.

IRealize

Nell’ambito della Global Entrepreneurship Week, si è svolto il 18 novembre a Torino, presso il Politecnico, il workshop I Realize Start Up Hack. Obiettivo: trasformare tesi universitarie in business plan. Professionisti con varie competenze hanno collaborato con gli studenti per elaborare il business plan delle loro tesi. Al termine della giornata una sessione di elevator pitch, con vincitore finale. Un’opportunità per il programma Working Capital, un nuovo canale attraverso il quale entrare in contatto con idee, tecnologie e talenti innovativi.

GEWNel workshop della mattina si formano i team di lavoro: agli ideatori dei progetti da “hackerare” vengono affiancati ragazzi del Politecnico di Torino iscritti all’iniziativa e tutor professionisti con diverse competenze. Tra i tutor, oltre a Top-ix, organizzatrice dell’evento, rappresentate anche Intesa San Paolo, I3P, Fulbright Best, TesiCamp, DPixel e, ovviamente, Telecom Italia. Nella sessione del pomeriggio i diversi team presentano il business assessment sviluppato per ciascun progetto, approfondendo aspetti quali: il mercato, il contesto competitivo, i segmenti di mercato e la clientela target, le risorse, le competenze, i canali distributivi, le partnership, la struttura di ricavi e costi. Le soluzioni da sviluppare nel corso della giornata vanno dall’ipertecnologico alla comunicazione pura: annotazione e ricerca semantica di video, Web TV, social network per lo sport, per lo scambio di favori e per i viaggi, piattaforme web 2.0 per la progettazione partecipata e per il “Narrative Design”.

Un breve dettaglio
Il MICC di Firenze partecipa all’iniziativa con due diversi progetti relativi all’annotazione e alla ricerca di informazioni semantiche in contenuti multimediali, per l’organizzazione di grandi archivi di video. Il MICC è sempre molto attivo e presente nelle diverse iniziative che mettono in relazione tecnologia e business. La gestione semantica dell’informazione è, infatti, il loro piano editoriale rispetto al quale sviluppano tecnologie di diverso tipo. Il business assessment della mattinata porta ad individuare come clienti principali grossi broadcaster. Il flusso dei ricavi risulta “garantito” dalle royalty, le licenze d’uso del prodotto ad alto contenuto tecnologico.

Tre proposte nell’ambito dei social network: We-Sport, Send.Me e Travelr
Send.Me, il “twitter dei desideri,” è un social network basato sulla fiducia per lo scambio di favori tra ambienti digitali e mondo fisico; tra le fonti di ricavo, le azioni di co-marketing e l’advertising.
We-sport è una piattaforma web 2.0 che permette di conoscere ed entrare in contatto con persone che praticano il proprio sport preferito nella propria città o nello stesso quartiere. Tra i clienti target: sportivi, società sportive, disabili. I ricavi sono generati da servizi a valore aggiunto offerti alle organizzazioni sportive e agli utenti, e da advertising comportamentale e geolocalizzato.
Travelr è un servizio che si propone di seguire i viaggiatori attraverso l’intera esperienza di viaggio: dalla collaborazione con altri utenti per la pianificazione di un itinerario, alla condivisione in tempo reale dell’esperienza attraverso dispositivi mobili, alla pubblicazione di articoli e report di viaggio su riviste a pagamento. Il target è rappresentato principalmente da studenti universitari, viaggiatori per lavoro, pensionati. I ricavi provengono principalmente dall’advertising.

Poi due soluzioni relative ai processi di gestione dell’innovazione e della creatività: “Narrative Design” e “Progettazione partecipata sul Web 2.0”. Narrative Design, è un tool software erogato come servizio in modalità “Software as a Service” per la produzione di contenuti creativi: ogni utente è un personaggio, ogni processo è una storia. Il target al quale la soluzione si rivolge è rappresentato da studi e organizzazioni per la produzione di contenuti creativi.
Progettazione partecipata sul Web 2.0: YouDo è il nome che è stato assegnato alla soluzione nel corso della sessione mattutina di preparazione, è un progetto che ha per obiettivo quello di connettere i progettisti, i consumatori e le aziende, attraverso una piattaforma web 2.0. Il modello di business proposto prevede che tutti gli attori che utilizzano la piattaforma contribuiscano alla generazione dei ricavi.
Infine un progetto sulla webTV: Media Boulevard TV. Anche questo progetto cambia nome nel corso della sessione mattutina in CusTV. E’ un progetto di web TV, un content management system per contenuti multimediali, una piattaforma basata su web 2.0 “indiretto” che personalizza la customer experience in base al percorso di fruizione degli utenti.

Sono appena entrato nel carrozzone itinerante di Working Capital, con i suoi barcamp, e delle altre iniziative di sostegno all’innovazione in Italia e già risultano evidenti filoni di ricerca e di interesse ben precisi. Tra questi, tecnologie e soluzioni per la gestione semantica dell’informazione (che rispondono a domande quali: di cosa si parla, dove ci si trova, cosa raffigura quell’immagine, in quale contesto si svolge la scena di quel video, che canzone è quella, di quale rumore si tratta?), i social network, la georeferenziazione, le soluzioni relative ai processi di gestione dell’innovazione e della creatività. Ambiti questi tutti rappresentati nell’evento organizzato da Top-ix.

Alla fine, We-sport è giudicato come migliore “hackeraggio”: brillante la presentazione da parte del fisiopatologo, uno dei membri del team. Probabilmente questo progetto ha presentato il modello di business meglio sostenibile.

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