User Experience Camp di Firenze: un'occasione di dibattito tutta italiana sulle tematiche dell'esperienza utente

19 ottobre 2009 scritto da Giorgio Massaro

Il 17 ottobre si è svolto a Firenze lo User Experience Camp, un incontro per discutere dell’ergonomia e della semplicità d’uso delle nuove tecnologie.

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La settimana scorsa, nell’ambito del Festival della Creatività che si è svolto dal 15 al 18 ottobre alla Fortezza da Basso di Firenze, ha avuto luogo lo User Experience Camp, un’occasione di confronto tra sviluppatori, studenti, ap­pas­sio­nati e profes­sionisti della progettazione dell’esperienza utente.
Luca Mascaro, nel corso del suo intervento, ha sottolineato come oggi abbiamo a disposizione la tecnologia che ci permette di portare il web vicino alla realtà locale. Per Mascaro, infatti, le esperienze legate ad un ambito locale sono sempre quelle che destano maggiormente l’interesse degli utenti perchè li riguardano da vicino, in modo diretto. Proprio per questo, possono essere progettati dei servizi che utilizzano il web per fornire alle persone informazioni ed esperienze legate alla realtà locale. Mascaro parla di servizi “iperlocali” legati cioè non ad una città nel suo complesso, bensì a singoli quartieri e singole strade. Questi servizi, basati sulla geolocalizzazione, saranno quindi in grado di fornire informazioni contestualizzate in base non solo alla posizione dell’utente, ma anche all’orario della giornata preso in considerazione, segnalando quindi le opportunità che si hanno a disposizione in un determinato momento e in un determinato luogo.

Ivana Pintadu ha quindi presentato uno studio sull’iperlocalità applicata alla città di Lugano, presentando diversi scenari d’uso di questa tecnologia, dai servizi legati ai locali e ai ristoranti a quelli dedicati agli eventi, da quelli per lo shopping a quelli più propriamente “social”, usati per organizzare la vita di tutti i giorni e gli appuntamenti con i propri conoscenti nel territorio cittadino.

Successivamente il dibattito si è spostato su un argomento di sicuro interesse, ovvero quali sono gli elementi che rendono efficace un social network. Gianandrea Giacoma e Davide Casali hanno evidenziato che, oltre ad una valida campagna marketing, un adeguato numero di feature e un buon livello di usabilità, è necessario che il servizio sia progettato in base alle “motivazioni relazionali” degli utenti, che li spingono ad usare il servizio stesso. Disegnare quindi interfacce che rappresentino dei veri e propri “agganci motivazionali” per, ad esempio, lo spirito di competizione, il desiderio di appartenenza o la semplice curiosità, diventa quindi uno step fondamentale per costruire un servizio di successo.

Gli interventi di Alberto Mucignat e Stefano Bussolon si sono concentrati maggiormente su tematiche tecniche e professionali legate allo “user experience design”, da una parte valorizzando l’importanza di strumenti tradizionali per la progettazione di interfacce (dalla carta e penna all’utilizzo delle lavagne) dall’altra proponendo un modello per l’interaction design (il “Model view controller”) in grado di unire metodologie tradizionali e pattern software.

Molto interessante è stata la presentazione di Cristiano Rastelli e Daniela Panfili. Partendo dalla considerazione che la popolazione italiana è costituita in larga parte da persone anziane, i due designer hanno provato ad immaginare quali potrebbero essere le caratteristiche, in termini di interfaccia e user experience, di un social network dedicato alla terza età. Innanzitutto, per progettare un servizio rivolto a questo pubblico specifico, è necessario cambiare completamente i paradigmi tradizionali su cui si basa la realizzazione delle interfacce, considerando che gli anziani sono abituati ad usarne una, il classico telecomando, in cui la pressione di un pulsante porta ad un’azione ben precisa. Facilità d’uso, semplificazione, assenza di multitasking e menù sono quindi le parole d’ordine per costruire un servizio utile (e utilizzabile) davvero per le persone anziane.

In chiusura di giornata Nicola Plaisant ha presentato una proposta molto interessante legata alla sua tesi di laurea. Demo, questo il nome del progetto, è un videogioco per smartphone che permette agli utenti di comporre semplici loop musicali in modo collaborativo, attraverso un meccanismo di votazione legato ai lanci d’agenzia presenti nel canale Yahoo dedicato alla politica. Attraverso il gioco, quindi, i ragazzi hanno la possibilità di apprezzare le differenze esistenti tra un lancio d’agenzia e la sua trasposizione su un giornale o al telegiornale.

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