Il presidente di Dada espone la sua visione del venture capitalism, secondo cui non sono solo le start up a trarre benefici dai finanziamenti dei progetti, ma anche i finanziatori stessi.
Ricorrere all’aiuto dei giovani per creare nuovi mercati. Questo il punto di vista di Paolo Barberis sul progetto Working Capital, espresso durante la tavola rotonda “Dialogo sull’innovazione”, che si è tenuta a Firenze presso Palazzo Strozzi lo scorso 30 settembre.
Il presidente di Dada, prendendo come esempio la ricchezza culturale della città di Firenze e l’approccio alla contemporaneità dell’assessore Giuliano da Empoli, ha ricordato che qualsiasi tentativo di innovazione, se privo del contenuto adeguato, risulta pressoché inutile.
Giudicando in modo molto positivo iniziative come Working Capital, Barberis ha poi spiegato la sua visione del venture capitalism, evidenziando come non siano solo le giovani imprese a trarre beneficio dai finanziamenti, ma anche lo stesso finanziatore, che ricevere un aiuto dalle idee imprenditoriali delle start up.
Considerando i casi di successo imprenditoriale a livello internazionale, Barberis ha infine espresso il desiderio di ripensare l’approccio italiano all’imprenditoria.
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Francesco Lentini





