Matteo Renzi al Working Capital Firenze (video)

redazione 02-10-2009

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L’intervento del sindaco di Firenze alla tavola rotonda “Dialogo sull’innovazione”: per cambiare davvero l’Italia c’è bisogno di uno sforzo comune da parte della poltica, del sistema universitario, delle imprese e delle giovani generazioni.

«L’innovazione, prima di essere una tecnicalità, è uno sguardo sul mondo». Questo, in estrema sintesi, il pensiero del sindaco di Firenze Matteo Renzi, intervenuto mercoledì 30 settembre alla tappa fiorentina del Working Capital Tour.
L’errore che si rischia di fare, dunque, è quello di ritenere l’innovazione solo una procedura o un approccio tecnico. Gli innovatori, secondo Renzi, sono persone curiose, aperte, coraggiose e che accettano il rischio. L’assuefazione alla normalità e alla mediocrità, invece, si configura come il vero cancro della nuova generazione.
Pur rimandando al mittente l’immagine negativa e la pessima narrazione che le generazioni precedenti fanno dei giovani adulti contemporanei, Renzi non è clemente con i suoi coetanei, non ha parole d’elogio per la sua generazione. Ossia si rifiuta di accettare acriticamente il motto pessimista che afferma «tanto non si può fare».

Il sindaco di Firenze si mostra ben disposto ad affrontare l’innovazione, qualora la si intenda come un decisivo cambio di rotta, un cambio di mentalità, il rifiuto di assuefarsi alle logiche vittimiste in base alle quali nulla cambierà perché nulla è mai cambiato. Non spende parole buone, invece, per il mondo accademico. Se il sistema paese non funziona, per Renzi è colpa non solo della scena politica nazionale (e locale), ma anche del sistema universitario e delle varie baronie che lo governano.

Qualche critica viene riservata anche alla grande impresa nazionale, rea di comportarsi storicamente in modo scorretto, riversando cioè i suoi costi sulla collettività mentre continua a spartire gli utili tra i soli soci privati.

Dunque, da questo punto di vista, l’arretramento del Paese è sicuramente causa dell’inefficienza del sistema imprenditoriale e dirigenziale. Ma anche i politici hanno le loro responsabilità. Uno dei principali problemi della sfera politica, secondo Renzi, è l’attaccamento drammatico al “chiacchiericcio quotidiano”: un fastidioso comportamento che distrae, distoglie l’attenzione, implicando l’impossibilità di avere chiaro l’obiettivo da perseguire.
Interessante, in proposito, l’autocritica che il sindaco fa della sua parte politica. A suo modo di vedere, è un errore impegnarsi troppo nel criticare l’operato del Presidente del Consiglio se questo implica il dimenticare di occuparsi dei reali problemi dell’Italia.
Il vero dramma che stiamo vivendo è quello della “politica che non risponde al tema del sogno”. Tuttavia, Renzi non è dell’idea che si debbano attribuire alla politica tutte le responsabilità del caso.
In chiusura dell’intervento il sindaco ha dedicato poi qualche minuto alla spiegazione dell’attuale rapporto di Firenze con l’innovazione e al ringraziare Telecom Italia per aver scelto la sua città come tappa per il Working Capital Tour.

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