Giuliano da Empoli al Working Capital Firenze (video)

13 ottobre 2009 scritto da Nicola Bruno

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Applicare a Firenze un modello di valorizzazione degli spazi disponibili, sia fisici che virtuali. Per l’assessore alla cultura il successo va raccontato se si vuole favorire l’innovazione nel nostro Paese.

«Le città innovative sono spesso legate al concetto di spazio». L’assessore alla cultura e alla contemporaneità di Firenze parte dalla realtà della sua città per affrontare il concetto di innovazione.

Durante la tavola rotonda “Dialogo sull’innovazione”, che si è tenuta a Firenze presso Palazzo Strozzi lo scorso 30 settembre, Giuliano da Empoli ha ricordato come sia difficile fare innovazione, aprirsi al nuovo e alla creatività, se ci si ostina a rapportarsi sempre con il preesistente. In una città come Firenze, ad esempio, la bellezza ed il valore dell’architettura locale potrebbero rappresentare un forte deterrente alla messa in cantiere di nuove opere. Ma qualcosa va fatto per procedere verso il futuro.

Giuliano da Empoli cita la torre del tribunale di Novoli – ritenuta un’opera di mero modernariato architettonico, avulso dal contesto – come esempio di errore nel progettare uno spazio. Un’iniziativa ciclopica, mastodontica, che ha avuto bisogno di molti anni per essere completata e che, nonostante tutto, a pochi mesi dal completamento dimostra di scontentare i cittadini fiorentini.

Le mega costruzioni, le cosiddette cattedrali – non solo in ambito architettonico – solitamente in Italia vengono male. L’assessore prende lo spazio del meccanotessile di Firenze come esempio di modello fallimentare da ribaltare. Il progetto della giunta comunale, dunque, è quello di applicare a Firenze un modello per valorizzare i tanti spazi disponibili al fine di offrire ai cittadini luoghi fisici e virtuali in cui produrre innovazione.

Oggi in Italia il pessimismo dilaga: l’idea che “nulla sia possibile” prende sempre più piede e la fiducia nel sistema è in forte calo. Secondo da Empoli è necessario non perdersi d’animo e, proprio per questo, l’assessore tiene a far notare che gli esempi di eccellenza italiani ci sono e vanno sottolineati. Di solito le storie di successo provenienti dall’estero vengono ampiamente celebrate, mentre a quelle italiane non viene dato abbastanza spazio e notorietà. Per da Empoli, dunque, bisogna raccontare queste storie e sfruttare proprio le opportunità offerte dal progetto Working Capital per dimostrare che in Italia «il terreno è più fertile di quanto si creda».

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