Claudia Rinaldi al Working Capital Firenze
5 ottobre 2009 scritto da Nicola Brunohttpv://www.youtube.com/watch?v=-99RWaNeDQ0
Il progetto artistico sviluppato del Centro di Eccellenza DEWS dell’Università dell’Aquila. Claudia Rinaldi e la sua idea di realizzare un’opera in grado di trasformare i segnali radio in suoni udibili dall’uomo.
All’elevator pitch di Firenze Claudia Rinaldi ha portato un progetto relativo all’applicazione di reti di sensori wireless per musica elettronica.
L’idea di questa studentessa del Centro di Eccellenza DEWS dell’Università dell’Aquila prevede la creazione di un apparecchio in grado di trasformare, o meglio di traslare i segnali radio – generalmente non udibili dall’uomo – in segnali audio, cioè in suoni.
Il device progettato da Claudia Rinaldi si compone di tre parti: un’antenna atta a ricevere i segnali radio prodotti dall’ambiente circostante e/o da un eventuale terminale mobile presente nell’area, una rete di sensori che serve ad ottenere informazioni relative alla posizione e al movimento del fruitore dell’opera all’interno dello spazio descritto e una unità centrale di elaborazione. Quest’ultima parte è un processore in grado di ricevere i dati dall’antenna e dalla rete di sensori e di trasformarli, generando così un suono opportunamente elaborato e spazializzato pronto per essere poi riprodotto dagli altoparlanti presenti nell’area.
Questo manufatto tecnologico è a tutti gli effetti un’opera che si presta perfettamente a un utilizzo in campo artistico, infatti è in grado di essere programmata da compositori di musica elettronica e contemporanea per far sì che i suoni siano coerenti con un pensiero musicale.
Il centro DEWS può affrontare l’intera messa in opera del progetto in quanto è costituito da ricercatori provenienti da diverse aree scientifiche e collabora da tempo con il conservatorio cittadino. La stessa ideatrice del progetto, oltre ad avere un dottorato in ingegneria elettrica e dell’informazione , è una musicista e laureanda in musica elettronica.
Per il progetto sono stati studiati meccanismi di elaborazione e di spazializzazione del suono, è stato già sviluppato un algoritmo di localizzazione e uno spazializzatore virtuale 3D. L’idea infatti è quella di portare questa installazione acustico-artistica anche sul web per fare in modo che sia fruibile non solo nello spazio fisico.
Da un punto di vista commerciale questo progetto può interessare musei di arte contemporanea, teatri, pubblica amministrazione di grandi metropoli, fondazioni bancarie, ecc. Da non escludere anche applicazioni di quest’opera a scopo didattico. Lo strumento può infatti tornare utile per l’insegnamento in maniera più approfondita e concreta della fisica dei suoni nelle scuole superiori.



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