Come farsi finanziare un progetto dagli angel capitalist
15 settembre 2009 scritto da Redazione
Alcuni consigli utili da parte di esperti del settore sulla redazione di una funding request, sulla scelta degli investitori migliori e su come presentare il proprio progetto.
Nel momento in cui inizia a muovere i primi passi, una start up può orientare la propria ricerca di finanziamenti in diverse direzioni. Oltre ai venture capitalist, un imprenditore può chiedere il denaro necessario allo sviluppo del proprio business anche ad un angel capitalist. Ma in cosa si differenziano questi due tipi di investitore? In estrema sintesi si può dire che un angel capitalist è un ponte, un livello intermedio, tra il venture capitalist e le persone a cui solitamente ci si rivolge all’inizio, quando si ha bisogno di fondi per dare vita alla propria attività – come parenti, amici, conoscenti, ecc. Un angel investor è, quindi, un individuo che provvede al finanziamento di una start up in cambio di una quota percentuale sulla proprietà o di un debito convertibile in denaro. Generalmente il rischio che questi investitori assumono è molto alto, anche se spesso la loro quota di partecipazione all’impresa si riduce al momento della IPO (l’offerta pubblica d’acquisto).
Esistono tanti angel capitalist desiderosi di investire il loro denaro in start up meritevoli. Tra le principali motivazioni che spingono a questa scelta c’è, ovviamente, anche il guadagno: ultimamente infatti il mercato azionario non ha rappresentato l’opzione migliore su cui investire.
Le statistiche indicano un rapporto di 1/15 tra la possibilità di farsi finanziare da una società di venture capital e quella di ottenere un investimento da un angel capitalist. Secondo il Center for Venture Research dell’Università del New Hampshire, lo scorso anno negli Stati Uniti 55.480 progetti sono stati finanziati da angel investor.
Non accade raramente che un imprenditore si rivolga ad un angel capitalist quando si rende conto di non essere in grado di accedere ai fondi stanziati dal venture capitalism. Ma ciò non significa che sia più semplice convincere un angel ad investire i propri capitali nella nostra idea di business.
A tal proposito, Guy Kawasaki ha stilato un elenco di 8 punti da seguire se si vogliono avere maggiori chance di riuscire in questa impresa.
Come comportarsi con gli angel investor?
1. Assicurarsi che si tratti di investitori “accreditati”. Rivolgersi cioè a persone autorevoli ed affidabili, magari lasciandosi consigliare da un buon avvocato che si occupa di finanza.
2. Assicurarsi che si tratti di investitori professionisti. Se a concedere il finanziamento è qualcuno che non fa il finanziatore di professione sarà più facile che questi inizi a creare problemi, mettendo ansia e fretta all’imprenditore. Un angel investor poco consigliabile è quello che si aspetta grandi ritorni sull’investimento in pochissimo tempo. Proprio per questo è preferibile rivolgersi a persone esperte, che conoscono bene quali sono i tempi e le dinamiche di una start up.
3. Non credere che sia facile convincere gli angel capitalist. Conquistare la fiducia di un angel investor non è più semplice che farsi finanziare da un venture capitalist. Entrambi i tipi di finanziatori hanno interesse a far fruttare il loro denaro. Anzi gli angel potrebbero essere maggiormente preoccupati del buon andamento della start up, dal momento che spesso investono in essa gran parte dei loro risparmi personali.
4. Comprendere le loro motivazioni. Sono tre i motivi principali per cui gli angel capitalist investono il loro denaro in una start up. Innanzitutto si tratta di persone che nella vita si sono già realizzate e hanno ora intenzione di ripagare la società, aiutando la formazione di una nuova generazione di imprenditori. Allo stesso tempo hanno voglia di sentirsi al passo con la tecnologia e sperano di essere coinvolti in qualche nuova società hi-tech di successo e, naturalmente, dalla loro attività di investitori vogliono avere dei ritorni econimici adeguati. Tutto ciò spiega come mai gli angle capitalist indirizzano i loro investimenti verso business più rischiosi.
5. Permettere agli angel capitalist di vivere di rendita. Un’altra importante motivazione che spinge gli angel investor a puntare su di una start up è quella di sperare di riuscire a vivere di rendita con gli sforzi del lavoro altrui. In cuor suo un angel ha il desiderio di rivivere il brividi dell’imprenditoria ma senza essere in “prima linea”.
6. Rendere estremamente comprensibile la propria idea di business. In casi come questo usare una terminologia troppo tecnica o complessa non rende. Spesso la persona da convincere non è un esperto del settore, per cui è preferibile spiegare come funziona la propria idea di business nel modo più semplice possibile.
7. Coinvolgere nel progetto persone di cui hanno già sentito parlare. Gli angel sono motivati a investire non solo dall’aspetto economico ma anche da quello sociale, ossia dal desiderio di mettere i propri soldi in start up gestite da gente giovane e brillante che sta cambiando il mondo. Talenti a parte, comunque, per questo tipo di investitore può essere ugualmente stimolante investire nella stessa start up dove sono già presenti altri angel capitalist abbastanza noti.
8. Mostrarsi affidabili. Gli angel investor spesso si lasciano letteralmente affascinare dagli imprenditori che gestiscono le start up in cui hanno investito, più di quanto non lo facciano i venture capitalist. Dunque il consiglio è quello di cercare di mostrarsi quanto più possibile affidabili, pronti, preparati e capaci.
Oltre a questo, Dave Lavinsky su GrowThink Blog suggerisce anche di non porre tutte le speranze sulla ricerca online. È completamente sbagliato affidarsi a quelle banche dati cui sono iscritti migliaia di investitori. Non ha senso compilare un form online e aspettarsi che arrivino valanghe di richieste di contatto da parte di angel investor, perché non accadrà mai. Non è così che funziona il mondo degli angel investor e dei venture capitalist e non è questo il modo in cui ci si procura la loro fiducia.
Un’arma molto efficace, invece, è la funding request. Questa lettera è un ottimo veicolo per entrare in contatto con tutte quelle persone che abbiamo identificato come possibili angel investitor e per chiedere loro un primo incontro esplorativo. Se scritto con la dovuta cura, questo documento di richiesta può fare davvero la differenza.
Cosa scrivere dunque in questa lettera? Il blog Go 4 Funding suggerisce di strutturarla in 5 punti: introduzione (il prodotto o servizio che sarà venduto dall’azienda e la quantità di fondi che si vuole raccogliere), descrizione (tutte le informazioni necessarie riguardo l’investitore e la start up), opportunità di mercato (il mercato target, la base di consumatori che si vuole raggiungere e perché il prodotto/servizio dovrebbe avere successo), richieste (la spiegazione delle necessità finanziarie del business), punti chiave (gli elementi più importanti che possono far aumentare considerevolmente il valore dell’accordo).
Questo documento dovrebbe essere breve e chiaro allo stesso tempo. Il consiglio dunque è di scriverlo con molta attenzione, evitando di creare troppe aspettative intorno al potenziale business.
Fonte della foto: GuyKawasaki Blog.




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Dovreste scrivere di più a proposito di quest’argomento. Sopratutto sulla base psicologica, in cui tutti noi siamo inibiti da questa crisi statica e non respiriamo più. Ovviamente non trovo che l’articolo sia completo, ma lo trovo veramente chiaro ed efficace perchè spiga i punti salienti. Il blog è uno strumento molto efficace perchè in poche righe si può spiegare ciò che viene scritto in lunghissimi libri di economia. Sarei curioso di sapere anche come trovare questi Angel capitalist, visto che molti, come me, hanno tantissime idee, che “potrebbero” risultare efficaci, vantaggiose, e competitive ma non sappiamo veramente come muoverci perchè siamo tagliati fuori dal mondo, sopratutto i Neo-laureati, che non sappiamo veramente un tubo di come funziona il mondo, e le nostre convinzioni vengono totalmente sviate una volta che entriamo in contatto con la vita reale. Quindi: 1)cosa bisogna avere, quali competenze servono, prima di cercare un Angel? come si possono dare garanzie su una teoria senza fondamenti concreti?. 2) come trovare i contatti se si è tagliati fuori dal mondo e non si conosce nessuno? 3) Cosa bisogna fare per proteggere l’impresa sopratutto nel periodo start up abbassando il rischio di essere schiacciati dai colossi? 4) Come farsi aiutare a scrivere un progetto ben definito e riuscire a portare a termine tutti gli obiettivi che si prefiggono (ovviamente con tutti i margini e relazioni)? Ve ne sarei grato se scriveste qualcosa a proposito di questo. Questa secondo me è la parte più difficile e di certo non è stato scritto, ne spiegato all’università, che ormai non insegna,perchè è diventata una fabbrica di disoccupazione lasciando al mondo, persone totalmente inesperte e incompetenti.
Sono un imprenditore ‘fallito’ nel campo dell’abbigliamento, ma ho un’idea per sfondare a Montecatini: un cinema all aperto, un drive-in, dove sia possibile vedere un film comodamente in macchina e consumare spuntini, cocktail e gelati, visto che Montecatini è la citta delle coppie innamorate e delle storie romantiche…Basta credeci, ed avere tanta voglia di fare.
salve
sono un artigiano , da qualche mese mi dedico al mercato delle biomasse in particolare (cippato)da questa mia ricerca ho scoperto una notevole possibilita di busines in queto settore.
avrei gia una possibilita di produzione e vendita di questo prodotto che si aggira , come quantita circa 70000 tn
con prezzi di vendita stabiliti , e di conseguenza anche i pagamenti,il prezzo di vendita si aggira su circa 4.550.000
euro.bene io ci credo molto e sono a disposizione per dettagli piu approfonditi.