All’elevator pitch di Torino Andrea Pomini e Gabriele Bramante hanno portato un modo nuovo di fare promozione turistica ad una città. La loro idea consiste nel produrre una gamma di prodotti editoriali di alto livello e crossmediali in grado di fornire uno sguardo fresco e moderno sulla città, cercando di promuoverla in maniera innovativa.
Il progetto prevede la creazione di un laboratorio. La città diventa una ‘factory’ dove i protagonisti sono il cibo, l’architettura, la gente, i posti, il clima culturale, ecc. A capo di tutto c’è lo sguardo di uno ‘straniero’, ossia di qualcuno che non risiede abitualmente nel luogo. Per l’arco di un anno, ogni mese viene scelto ed invitato in città un ospite, un musicista; per due settimane questo musicista vivrà la città con i suoi sensi e cercherà di trasmetterla/raccontarla a suo modo. Nella prima delle due settimane l’artista sarà invitato ad esplorare la città, a perdersi per le strade, ad incontrare la gente del luogo, a girare per i mercati, per i musei, a visitare le eccellenze architettoniche, servendosi di un percorso di visita solo parzialmente strutturato. Nella seconda settimana l’artista darà sfogo alla sua arte, ossia comporrà musica sulla base degli stimoli che ha assorbito durante la prima parte del soggiorno.
Per tutto il periodo di permanenza l’ospite sarà seguito da una squadra composta da un regista, un fotografo e un blogger i quali hanno il compito di documentare il percorso su di un sito dedicato, attraverso materiali quali testi, foto, tracce audio, clip video, ecc. Il regista, inoltre, filmerà tutto e alla fine del soggiorno realizzerà alcuni piccoli documentari con la funzione di guida alla città.
A fine percorso il musicista avrà un incontro pomeridiano con alcuni suoi giovani colleghi locali, una specie di ‘lecture’ in cui potrà raccontare il suo modo di lavorare da un punto di vista tecnico. In serata poi è previsto un momento di clubbing più tradizionale, ossia una session in cui avrà la possibilità di suonare dal vivo le proprie composizioni musicali.
I documentari girati sono il prodotto editoriale principale di questa operazione, qualcosa che può anche essere usato come format televisivo: un approccio moderno che unisce musica, immagine e promozione turistica diretta principalmente all’utenza giovane.
Oltre a questo è prevista una serie di altri prodotti di tipo editoriale come cd musicale, vinile di alto livello – magari illustrato da artisti della città, una collana di libri fotografici con DVD e vari contenuti innovativi per piattaforme digitali.
In questo senso, l’idea ha la sua cifra originale nel proporre guide che hanno lo stesso sguardo di chi arriva per la prima volta nella città. È lo sguardo dello straniero, appunto, che si mette a fare da guida. Inoltre con la chiamata di un musicista famoso, magari non italiano, l’operazione ha la forza di assumere un taglio internazionale.
L’idea è replicabile e scalabile, ossia riproducibile in un’altra ‘città factory’, oppure, rimanendo nella stessa città, si può cambiare magari il tipo di artista da invitare: un cuoco, uno stilista, ecc.
Va tenuto presente anche che un’idea di questo tipo apre prospettive di tipo formativo/lavorativo per i giovani del luogo.
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Giorgio Ventre





