Tendenze, ispirazioni e progetti. Raccontati dagli aspiranti imprenditori durante il tour. Tutorial, suggerimenti e risorse utili a chi coltiva un’idea che vuole far diventare un’impresa. Aggiornamenti sulle attività dal team di Working Capital e dai progetti sostenuti da Telecom Italia.

Silvia Dini – Cose che liberano (video)

23 luglio 2009 scritto da Nicola Bruno - 2 commenti

Il progetto che Silvia Dini ha portato all’elevator pitch di Torino si chiama “Cose che liberano”. Per il momento a questo nome risponde solo di un blog che tratta l’argomento e lo promuove, ma è qualcosa di più grande e ambizioso. Un’idea di business non ancora perfettamente strutturata ma che potrebbe rivolgersi a un grosso numero di persone.
Silvia Dini è un’aspirante imprenditrice che si rivolge ai disabili; il campo da cui proviene è quello della comunicazione e del marketing del sociale ed è proprio lì che vuole operare. La sua idea, rivolta ad aumentare l’accessibilità delle informazioni presenti in rete, propone di ‘colonizzare’ il web con dei ‘marcatori di accessibilità’ che vadano a sovrapporsi e ad abbinarsi ad applicazioni già esistenti. Un valido esempio – che lei stessa porta – è quello di applicare delle tag alle mappe di Google al fine di segnalare se un determinato tragitto è accessibile e perfettamente percorribile. A suo dire, bisogna intervenire in questo senso, aumentando cioè l’accessibilità dei siti, poiché i contenuti da essi veicolati, rispetto a quel che l’utenza disabile cerca, sono ancora troppo pochi. Purtroppo non proliferano ancora i negozi, i giochi, le applicazioni, ecc. orientati al disabile o comunque pronti per fornire loro un agevole accesso al servizio.
Stando alle caratteristiche di questa proposta, però, ‘il disabile’ non è da intendersi solo come l’individuo i cui problemi fisici sono riconosciuti a livello sanitario. A poter fruire di questi servizi di ‘accessibilità accresciuta’ sono tutti quei portatori di ‘diversa abilità’: non solo disabili ma anche persone con difficoltà nel muoversi, nel sentire, nel parlare, anziani o gente con particolari esigenze. Inoltre il mercato di riferimento, potenzialmente formato da diversi milioni di persone nel mondo, si deve intendere esteso dai diretti interessanti anche a coloro i quali vivono nella loro orbita – vedi assistenti o parenti, amici, ecc.
Non si tratta dunque di produrre solo servizi nuovi, applicazioni nuove, ecc. L’etichettamento ai fini di accessibilità/usabilità deve riguardare anche situazioni già attive, servizi già esistenti, perché oltretutto questo comporta conferire loro un valore aggiunto e dargli una maggiore qualità.
Lo scenario di riferimento è favorevole a questa iniziativa: a livello europeo e di politiche economiche c’è la possibilità di trovare consenso sulle tematiche inerenti l’accessibilità. Da non ignorare nemmeno un altro aspetto collaterale, ossia il fatto che siti potenziati sotto questo punto di vista si presentano come un ‘plus’, soprattutto presso quelle persone che sono particolarmente interessate a migliorare la qualità della vita.
Slogan dell’idea: «Un sito accessibile dai disabili è comunque più facilmente fruibile da tutti!»

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2 commenti a “Silvia Dini – Cose che liberano (video)”

  1. Luca scrive:

    Brava! Finalmente qualcosa di innovativo ed utile. Mi sono risollevato dopo tutte le minestre precotte precedenti…

  2. Silvia Dini scrive:

    Ti ringrazio, e ringrazio anche gli altri incoraggiamenti che ho ricevuto dopo il seguitissimo barcamop di torino.
    Sto lavorando a perfezionare l’idea (qualcosa scrivo nel mio Blog “Cose-che-liberano”) per cercare di arrivare ad un prodotto che coniughi utilità sociale e sostenibilità economica (so bene che nessuno puo’ permettersi di lavorare gratis…). Intanto ho appena ottenuto la Quality label di Access-It. Ciao, Silvia

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